ero lì in montagna con polli che rileggevo il soccombente di thomas bernhard, alzo gli occhi e nella stradina a qualche decina di metri sotto di noi passa un pick-up bianco e mi è sembrato che assomigliasse a una mucca. lì per lì mi son stupito ma poi m’è venuta in mente una cosa che m’aveva detto il mio amico vladimir e allora non ci ho più pensato, alla mucca. m’aveva detto vladimir una volta che io e lui sulla sua panda stavamo andando in città, ché là c’è la biblioteca, che quelli che hanno un mercedes son tutti dei coglioni, m’aveva detto vladimir. che davanti a noi c’era un mercedes che non andava avanti, e lui m’aveva detto, quelli che hanno un mercedes son tutti dei coglioni, stai pur sicuro, che se vedi uno in mercedes, stai pur sicuro che è un coglione. facci caso, tutte le volte che vedi un mercedes, m’aveva detto lui, osserva bene chi lo guida, come lo guida, la faccia che ha. non lo so se quelli che hanno un mercedes, m’aveva detto vladimir, nascon coglioni e quindi son predestinati a comprarsi un mercedes, oppure diventan coglioni dopo che si son comprati un mercedes. secondo me, m’aveva detto lui, o son coglioni già da prima, o lo diventano nel preciso momento, nel preciso momento in cui gli viene in mente l’idea di comprarsi un mercedes, come un lampo, si manifesta il rincoglionimento da mercedes. vladimir, io è un sacco di tempo che non lo vedo, ma l’altro giorno io stavo attraversando la strada, a piedi, col semaforo verde, e un mercedes m’ha tagliato la strada, a momenti m’asfalta. io subito non ci ho fatto caso, m’è venuto improvvisamente in mente oggi mentre guardavo quel pick-up che sembrava una mucca, ma potrei giurare che quel mercedes, quello che a momenti m’asfaltava, lo guidava proprio vladimir.