delle volte non mi capacito di come succedano le cose, di come cambino le impressioni che fai sulla gente soltanto al cambiar del vestito, al cambiar delle cose che porti in mano. son stato due settimane in ferie, due settimane che pioveva, due settimane che polli lavorava, due settimane che iobloggo non funzionava, due settimane a far niente, a leggere, a camminare per la mia città. che ti senti anche bene camminar per la tua città vestito un po’ sportivo, con l’ipod nelle orecchie, un libro in mano. ti senti persin bello, vestito così diverso dal solito. ma la vedi la gente che passa che quello che sente per te è niente. sei uguale a tutti gli altri. poi un giorno tocca di tornare a lavorare, ti metti il completo grigio, la camicia bianca, e la cravatta color salvia. vai in banca e il nuovo collega che viene dalla liguria, che i suoi genitori fanno quello di mestiere, ti porta un mazzo di rose rosse, quelle che coltivano i suoi genitori. allora quando esci dalla banca, vestito col completo grigio, la camicia bianca e la cravatta salvia, esci dalla banca col tuo mazzo di dodici rose rosse, e lo vedi che la gente che incroci ha completamente cambiato il modo di porsi nei tuoi confronti, ti guarda, guarda quel che hai in mano, le ragazze, di ogni età e dimensione, ti guardano, e ti sorridono.