mi ricordo
martedì 10 maggio 2005
mi ricordo che un paio di settimane fa mi son svegliato la notte e m’è venuto in mente quel libro che si chiamava mi richordo anchora di quel pittore naif che si chiamava ghizzardi che einaudi aveva edito negli anni settanta. e allora a pensare a quel titolo mi era venuta un’idea geniale, una delle solite idee geniali. un’idea di quelle che ti scaraventano al suolo tanto che è geniale, che non gli è mai venuta in mente a nessuno. un catalogo di ricordi sconclusionati, ognuno di poche righe, ma con un significato particolare, affettivo, con un risvolto umoristico, ma amaro, e nostalgico. ne ho scritto qualche decina di questi ricordi nei giorni successivi, come per esempio:
Mi ricordo che una volta sono andato al mare con i miei nonni e mi sono annoiato abbastanza.
Mi ricordo che da piccolo avevo un amico che non riusciva a dire la parola torta. Diceva trota.
Mi ricordo che quando ero piccolo a spotorno c’era una macchinina piantata nella spiaggia dove tutti i bambini potevano salire e guidarla. Poi sono andato diverse volte a spotorno e la macchinina non l’ho mai più trovata.
Mi ricordo che una volta ero in bici e ero tutto sudato e c’era il semaforo rosso e io ho pensato meno male che c’è il semaforo rosso così mi posso fermare un attimo ma poi il semaforo è diventato verde e allora non mi sono fermato.
Mi ricordo che una volta ho lavato per sbaglio i piatti con il Cif. Poi li ho dovuti rilavare.
qualche giorno dopo ho preso in biblioteca il libro scontrini, curato da matteo b. bianchi, e nella biografia del curatore ho letto che aveva scritto un libro chiamato mi ricordo, per fernandel. ci son rimasto. son andato sul sito di fernandel e ho visto che dalla descrizione pareva si trattasse di una cosa simile. al salone del libro l’ho comprato. l’idea è abbastanza simile alla mia, solo con una sfumatura più neutra, e più, come dire, sociologica. e, a dirla tutta, non è neanche il primo, matteo b. bianchi. prima di lui, georges perec, e ancor prima, joe brainard. io ho deciso che quando mi vien voglia ne scrivo lo stesso, anche se l’idea geniale, tanto geniale non è.



21 commenti
non sarà geniale ma è irresistibile, come quella delle liste sui 10 libri preferiti o le 3 canzoni d’amore (ehm… :)), e sembra fatta apposta per i blog.
io tra l’altro conoscevo questo:
http://www.matteobb.com/tiricordi.php
non sapevo che ci avesse scritto su anche un libro…. forse con il materiale che sta raccogliendo ne farà un altro…
ah, non sapevo neanche di questo.[aggiunta: in realtà nell'ultima pagina del libro di bianchi c'è l'invito di mandare i ricordi al suo sito...] in ogni caso, il libro di matteo b. bianchi mi piace di più di quello di perec, che ho trovato oggi in biblioteca, sarà forse per l’essere più vicini, come nazionalità, come generazione…
chissà quelli di brainard come sono, non penso che li abbian mai tradotti in italiano…
mi ricordo quant’era buono, per merenda, mangiare pane+burro+zucchero.
mi ricordo seduta sulla spiaggia con un bambino piccolo,guardare le nuvolette e cercare di dare a tutte un nome,una forma.
io l’ho conosciuto matteo… sono stata amica di sua sorella per un bel po’, poi ho lasciato il mio fidanzato dell’epoca (fine anni 80… la preistoria insomma) e lei, la sorella di matteo, si è messa con il mio ex, e da qual momento non ho più frequentato nessuno, né il mio ex né matteo né la sorella di matteo…
e mi ricordo, mi ricordo quel giorno in cui il mio non-ancora-ex ha conosciuto la sorella di matteo, che stava vicino a milano… e mi ha telefonato dalla stazione prima di tornare a casa (sua, a genova), raccontandomi di questo incontro con un entusiasmo molto inquietante, e io ho sentito la terra cedere sotto i miei piedi….
ecco la prima vittima che non ha resistito:
http://melpunk.splinder.com/post/4743041
eheheheh prevedo un’epidemia di miricordo :)
Proprio un’epidemia… se ne parlava poco tempo fa!
ahh! ma allora c’è un’ondata di ricordismo… non avevo visto il tuo post! comunque la fonte originaria è il grande Georges Perec, che scrisse je me souviens – Mi ricordo (bollati boringhieri)! è il lui il guru… l’idea non è geniale, naturalmente, ma è imprescindibile… sto scrivendo un saggetto su perec e ho scoperto che si può stabilire un legame sul suo mi ricordo e quanto ha detto un sociologo di cui però ora non ricordo il nome..
eh, nel frontespizio perec dice d’ispirarsi comunque anche lui a i remember di joe brainard, come anche bianchi.
non ci credo alle coincidenze, melpunk ;)
infatti non ci devi credere, è solo un’informazione che ti ho trasmesso. ieri sera poi ero pieno di birra fino agli occhi e non ho avuto modo di giornzolare molto nella bloggosfera… purtroppo non ho mai letto brainard, tranne qualche brevissima citazione. a presto
melpunk
Mel, eiochemipensavo che invece tu ti fossi fatto ispirare da questo post! Ti chiedo scusa se ho pensato che i tuoi 10miricordo fossero una risposta e non una proposta originale. Allora è vero che le idee circolano per la bloggosfera e noi non facciamo altro che respirarle, dopo che qualcuno le ha starnutite :)
eh, melpunk, questa sì che è sincronicity, altro che merda ;)
quella dei Police?
pensavo più a quella di jung :)
ah! sei sicuro?
ma sei tu per caso la persona ritratta al salone dle libro con in mano perceber nel sito di perceber? neh? (come dicono a torino). mi piace abbastanza il torinese. mi ricordo che un mio amico pugliese che abitava a torino tifava per il toro e impazziva per junior. saluti
no, io non mi piacerebbe farmi fotografare con un libro in mano, sto bene da analfabeta ;)
io non tifo, ma se tifo, tifo toro :)
[...] Nessuno si ricorderà di questo pezzo che si chiamava Mi ricordo. Beh, non importa, io me lo ricordo. E allora comunque, anche se non ve lo ricordate, non fa niente, ecco. Bella soddisfazione, scriver le cose, e non se le ricorda nessuno. Vabbé. Grazie lo stesso, ecco. Comunque in ogni caso ho scritto un pezzo bellissimo sulla stessa falsariga per il blog Mi Ricordo. Io ve l’ho detto. Poi, fate come volete. Per dire. [...]
Mi ricordo. M’arricordo. Tengo ottanni. Enzina sette e miezzo. Stammo pazzianno a nasconnere.
Filumena, faccia a muro, inizia a cuntà. Il resto s’annasconne a ccà e a llà. Enzina me zennea e, fujmmo dint’o palazzo a 19. Dint’o vascio, sotto ‘o lietto, di sua zia Fortuna ‘a Ciaccessa(la chiacchierona). Me ienche di baci vavusielli ca sanno di fragolelle. Ciuciunea ‘ntrechessa. E, mette le mani miezzo le cosce. Miracolo!: ‘o pesce s’ ‘ntosta comme ‘na mazza. E, ce mettimmo a ridere.
M’arricordo il primo giorno di scuola (a)limentare. Dopo dieci minuti già stongo fujenno giù per le scale, miezz’a via. Aggia fa ambresso. Dint’e sacche arrepezzate si stà sciuglienno ‘o ghiaccio.
Mi ricordo criaturo. Giocavo con i pensieri, e i giocattoli, rari: scappavano da tutte le parti.
Ricordo l’asilo e a pranzo il piatto caldo e fumante. Ricordo lei, il suo nome no. Mamma sua la prendeva per mano e io con gli occhi l’accompagnavo fin dove svoltava il vicolo. Poi, di nascosto dalla mamma di lei e di mia sorella Tellina d’o mar’, che non so perché si faceva il pizzo a riso, con le labbra arricciate, le mandavo un bacio nell’aria. Poi, non la vidi più. Era di maggio, il mese in cui le famiglie cambiavano casa, e anche la sua famiglia cambiò quartiere. Ricordo…era la prima volta che piangevo per una femmina. Avevo pianto per il latte, il pane, le scarpe e ‘o cazone di colore cococzza.
Ho fatto cadere il piatto con i piselli e, lei è venuta faccia a faccia vicino,vicino a me: mi ha offerto il suo e, mi ha azzeccato le sue labbra sulle mie. Poi, si è messa a ridere. Ca ridi a ffà, l’aggio ditto. Il mucco appiso, il sugo e le lacrime sono salate, ha detto ridendo ancora e, pulendomi la vocca.
che bel pezzo. questo è sentimento, poesia.
Lucetta,
ti ringrazio tanto tanto tanto tanto,
senza virgole,
in modo che mi manchi il respiro.
E’ successo una cosa simile a me.
Avevo iniziato a scrivere i primi 5 capitoli per un possibile libro. L’avevo intitolato “Vieni via con me” e mi suonava tanto originale. Poi, l’ho abbandonato e l’ho lasciato incompleto. Non l’avrei più ripreso, perché un paio di mesi più tardi guardo in televisione la pubblicità di un film “Vieni via con me”, c’èra rimasta male, ma male male.
Poi va bè, non sapevo che Conte avesse cantato una canzone dello stesso titolo, e se non bastasse, ecco anche il programma.
Però se ci penso, un libro con questo titolo non ce l’ha scritto nessuno, allora forse è meglio che mi sbrighi.
Tempo scaduto. Saviano m’ha fregato il posto.