mi ricordo che un paio di settimane fa mi son svegliato la notte e m’è venuto in mente quel libro che si chiamava mi richordo anchora di quel pittore naif che si chiamava ghizzardi che einaudi aveva edito negli anni settanta. e allora a pensare a quel titolo mi era venuta un’idea geniale, una delle solite idee geniali. un’idea di quelle che ti scaraventano al suolo tanto che è geniale, che non gli è mai venuta in mente a nessuno. un catalogo di ricordi sconclusionati, ognuno di poche righe, ma con un significato particolare, affettivo, con un risvolto umoristico, ma amaro, e nostalgico. ne ho scritto qualche decina di questi ricordi nei giorni successivi, come per esempio:

Mi ricordo che una volta sono andato al mare con i miei nonni e mi sono annoiato abbastanza.

Mi ricordo che da piccolo avevo un amico che non riusciva a dire la parola torta. Diceva trota.

Mi ricordo che quando ero piccolo a spotorno c’era una macchinina piantata nella spiaggia dove tutti i bambini potevano salire e guidarla. Poi sono andato diverse volte a spotorno e la macchinina non l’ho mai più trovata.

Mi ricordo che una volta ero in bici e ero tutto sudato e c’era il semaforo rosso e io ho pensato meno male che c’è il semaforo rosso così mi posso fermare un attimo ma poi il semaforo è diventato verde e allora non mi sono fermato.

Mi ricordo che una volta ho lavato per sbaglio i piatti con il Cif. Poi li ho dovuti rilavare.

qualche giorno dopo ho preso in biblioteca il libro scontrini, curato da matteo b. bianchi, e nella biografia del curatore ho letto che aveva scritto un libro chiamato mi ricordo, per fernandel. ci son rimasto. son andato sul sito di fernandel e ho visto che dalla descrizione pareva si trattasse di una cosa simile. al salone del libro l’ho comprato. l’idea è abbastanza simile alla mia, solo con una sfumatura più neutra, e più, come dire, sociologica. e, a dirla tutta, non è neanche il primo, matteo b. bianchi. prima di lui, georges perec, e ancor prima, joe brainard. io ho deciso che quando mi vien voglia ne scrivo lo stesso, anche se l’idea geniale, tanto geniale non è.