c'è vita oltre la banca

interstizi

m’ha chiesto milo nei commenti del post precedente, che cosa voglio fare da grande.

ecco, questa è una domanda interessante, che si presta a molteplici interpretazioni e a differenti risposte. io ti sono grato, milo, di avermi posto questa domanda, che mette un po’ in discussione tutto il mio essere e tutto il mio modo di intendere la vita. è una domanda che ha un senso, in un certo qual modo, anche se sconfina in quella metafisica sulla quale, come diceva il buon wittgenstein, si può solo tacere.

che il problema è che dormiamo otto ore al giorno, lavoriamo otto-nove-dieci ore al giorno, e le cose interessanti della vita le facciamo negli interstizi.

se a me mi chiedono che cosa voglio fare da grande io ho solo una risposta sensata, io voglio allargare gli interstizi. allargare gli interstizi indefinitamente, quello sarebbe un lavoro che mi piacerebbe fare da grande, che potenzialmente potrebbe voler dire non fare assolutamente un cazzo.

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13 thoughts on “interstizi

  1. potresti farti fotografare mentre avviti una lampadina, e per puro culo, ricevere migliaia di euro in royalties. allora prenderesti un tuo amico e andresti in giro per restituire questi soldi che non sono proprio tuoi, più della lampadina e del caso, davvero, e vivresti le avventure degli interstizi.
    poi potresti scriverle, e allora qualcuno le leggerebbe e sarebbe contento anche se per lui l’interstizio è il tempo di 5 fermate sul 4, manco un capitolo, dialoghi troncati a metà quando si deve scendere. e tu con le royalties potresti vivere nove avventure negli interstizi.
    quindi davvero, da grande, dovresti vivere di royalties. che potenzialmente vorrebbe continuare a dire non fare assolutamente un cazzo.

  2. grazie per la risposta! Sono d’accordo con Sonetti, la tua è una saggezza preziosa anche perché non se la tira :) La faccenda degli interstizi e il tentativo di dilatarli il più possibile sono tra le migliori definizioni di questo problema che io abbia mai visto. Chapeau!

  3. eiochemipensavo says:

    @sonetti e milo: mi fate sentire un predicatore :)
    @pecus: quel che hai scritto sembra una pila di cazzate e invece m’ha messo in testa qualche ideuzza. ah, che bello. questo si riallaccia al post precedente. quant’è bello avere dei commenti? quant’è bello che questo scrivere solitario diventi sociale? :)

  4. Sottoscrivo con pollice insanguinato… eiochemipensavo, la mi ammirazione incondizionata. Parole sante, parole sante!
    ossequi
    melpunk

  5. Io per il dilatarsi dello studio universitario, altro evento non interstiziale, avevo quasi del tutto cancellato una delle mie grandi passioni, ovvero suonare il pianoforte. Adesso mi sto riprendendo piano piano i miei spazi.

  6. eiochemipensavo says:

    @Sempreindeciso: poi, dopo gli studi, dopo poi le cose peggiorano.

    @melpunk: i’m f*cking blushing, man ;)

  7. eiochemipensavo says:

    non ho colto e ancora adesso brancolo nel buio. forse dovrei cambiare la lampadina…

  8. Pingback: e io che mi pensavo che la vita del blogger erano tutti fiorellini » Blog Archive » le avventure degli interstizi

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