m’ha chiesto milo nei commenti del post precedente, che cosa voglio fare da grande.

ecco, questa è una domanda interessante, che si presta a molteplici interpretazioni e a differenti risposte. io ti sono grato, milo, di avermi posto questa domanda, che mette un po’ in discussione tutto il mio essere e tutto il mio modo di intendere la vita. è una domanda che ha un senso, in un certo qual modo, anche se sconfina in quella metafisica sulla quale, come diceva il buon wittgenstein, si può solo tacere.

che il problema è che dormiamo otto ore al giorno, lavoriamo otto-nove-dieci ore al giorno, e le cose interessanti della vita le facciamo negli interstizi.

se a me mi chiedono che cosa voglio fare da grande io ho solo una risposta sensata, io voglio allargare gli interstizi. allargare gli interstizi indefinitamente, quello sarebbe un lavoro che mi piacerebbe fare da grande, che potenzialmente potrebbe voler dire non fare assolutamente un cazzo.