vladimir, è un mio amico. un giorno mentre ero in montagna m’è venuto in mente di raccontare le sue eroiche gesta, e l’ho poi fatto, qui e qui. quella volta che l’ho visto in mercedes, dopo il suo tanto inveire contro le mercedes e i loro proprietari, m’ha messo tristezza. e l’unica volta che l’ho incontrato dopo, lui ha scansato la domanda. oggi quindi, quando stavo andando a casa dopo essere uscito dal lavoro, vederlo che anche lui stava facendo il mio stesso percorso, m’ha fatto venir voglia di rincorrerlo. m’ha guardato, s’è accigliato. ché lui sa tutto, lui lo legge questo blog, sa perfettamente che cosa io e i miei lettori vogliamo sapere. m’ha guardato, s’è accigliato. uela, gli ho detto, ei, m’ha detto lui. si vedeva, non era mica tanto felice di vedermi. raccontami tutto, gli ho detto. eh, raccontami tutto, m’ha detto lui, raccontami tutto è facile da dire, ma te non c’hai mica idea di quanto mi son sentito in colpa quel giorno là, mi sentivo come un ladro. quel giorno là ho girato un po’ sulla mercedes e andavo veloce veloce senza guardare non volevo che mi vedesse nessuno mi sentivo come un ladro, porca miseria, che lo san tutti che io le mercedes le odio, odio chi le guida, odio chi le produce, ed io, proprio io, io che ho espresso a tutti i miei sentimenti contro le mercedes, proprio io, vado in giro in mercedes. che quando ti ho visto che eri lì al semaforo allora io mi son fiondato via anche contro il parere contrario del semaforo, ché non volevo che mi vedessi. son scappato, mi son chiesto m’ha visto o non m’ha visto m’ha visto o non m’ha visto, poi, qualche giorno dopo, apro il tuo blog e mi son detto m’ha visto. porca puttana. così adesso lo san tutti che quel giorno là io ero in giro in mercedes, contro tutto ciò che ho di più sacro. io ho sperato, pregato, implorato che non mi avesse visto nessuno, e invece. e invece lo vedo scritto lì, con tutta la storia che io odio le mercedes, e mi son sentito una merda. ma veramente una merda. volevo non incontrare più nessuno, mi guardavo intorno, che lo so che quei che mi conoscono lo leggono il tuo blog, e non volevo incontrare nessuno. poi l’altro giorno t’ho incontrato, non t’ho detto niente. son svicolato anche quella volta lì.
vladimir, con quelle parole, m’ha mosso a compassione, tanto che io non volevo più saper niente di cosa ci faceva quel giorno lì in giro con una mercedes ma lui continuava a parlare, che lo sapete che vladimir quando comincia non si ferma più, che io quel giorno lì non ci volevo salire su quella mercedes, m’ha detto vladimir, avrei fatto tutto pur di non prenderla, ma ero lì, in ufficio, s’avvicina il capo, appoggia le chiavi sulla mia scrivania e mi dice Non mi porteresti mica a lavare la macchina?