c’è questo mio amico, ogni tanto ne parlo nel mio blog (i precedenti post che lo riguardano sono uno due tre quattro, magari leggeteveli prima di questo se, come si dice, vi siete collegati solo adesso), questo mio amico che si chiama vladimir, che è veramente mio amico, ci conosciam dalle medie, ci vediamo, prendiam delle birre (noi siam gente che ci piacciono le birre bianche), parliamo un po’, ci lamentiam delle rispettive sfighe, ci sfoghiamo un po’. vladimir, un blog, lui non ce l’ha. da qualche tempo ci vediamo, mi accorgo che è cambiato. si comporta in maniera innaturale, mi sembra un po’ finto, non finto come uno di quei promotori finanziari che ti stringon la mano, inclinano la testa, e ti sorridono, che si vede tutto l’impianto. non finto così, finto normale. lui mi sembra che abbia esagerato alcuni tratti della sua personalità, abbia studiato quali sono i suoi tratti distintivi, e li abbia amplificati, a dismisura. devo dire, sembra un po’ una macchietta. uno di quei personaggi dei film che son messi lì per dimostrare una tesi, non so se avete presente, son messi lì soltanto per far andare la storia nel modo che vuole l’autore. io non lo so dove vuole andare a parare vladimir, ma mi sembra che lo stia facendo apposta. è un pensiero che ho da qualche tempo, mi dispiace un po’ dirglielo, ma l’altra sera, io e lui, in una di quelle serate in cui si filosofeggia davanti a una birra, ne abbiam parlato, io glielo ho detto Mi sembra che te ti stai atteggiando e gli ho raccontato tutto quello che ho scritto in questo post, con dovizia di particolari, con esempi.
lui ha cominciato a parlare, come al solito, e non vi ripeto tutto quello che ha detto perché è stato tutto un girare intorno al succo della questione, poi però, dopo un altro paio di birre (e dopo che lui è passato a quelle artigianali, rosse, molto alcoliche) è saltato fuori che lui è talmente contento che io parlo di lui nel mio blog, è talmente contento di essere immortalato nella scrittura che si è montato la testa, il mio amico è diventato un personaggio letterario.