l’altro giorno ero lì che camminavo, non mi ricordo dove andavo, incontro un ragazzino che conosco, avrà diciott’anni, ci mettiamo a parlare mentre facciamo un pezzo di strada insieme.
lui, come molti diciottenni, s’atteggia un po’ a ribelle, si veste stracciato, capelli lunghi e spettinati, e ovviamente è di famiglia borghese normale. siam lì che parliamo e mi dice I miei genitori son degli stronzi e mentre io stavo per chiedergli perché lui continua I professori son degli stronzi, quei che guidan le macchine son degli stronzi, i vigili son degli stronzi…
ha continuato per un po’ io non l’ho interrotto ché mi stavo basendo, l’edicolante, il barista, quello della discoteca, tutti stronzi.
allora io gli ho detto Ma sai che anche te, mi sembri un po’ stronzo?

in quel momento il cielo si è aperto ed è sceso un lampo abbagliante che gli ha aperto la testa in due.
in quel momento ho visto sulla sua faccia l’espressione dell’illuminazione, della comprensione, della purificazione.
mi son sentito un po’ un maestro zen.