L’oziosità diffusa nel mese di agosto è una cosa che si sente proprio. Ci son dei blog, quei blog che non sono stati mandati in ferie dal proprietario, che han su dei post che sembra che anche se non son andati in ferie, era meglio se ci andavano.

Ma a voi, la versione di Tainted love di Marilyn Manson, non vi sembra ancor più anni ottanta di quella originale?

Ma a voi, non vi sembra che la letteratura italiana sia in crisi?

(so anche che ci son dei blog che son così tutto l’anno, ma questo è un altro discorso, che va affrontato separatamente)

Viceversa, ci son dei blog che nuotando come dei salmoni al contrario della corrente, mantengono alto il livello, e delle volte lo spingono ancora più in alto. C’è per esempio il confuso che ha scritto l’altro giorno un post che se ci fossero degli abbecedari per blogger bisognerebbe metterglielo dentro, tanto è ben fatto, ben scritto.

E poi c’è questo blog qui che state leggendo, che è al di là del bello e del brutto, leggere questo blog, m’han detto, è come guardare un lampo che si avventa sull’albero di fronte a casa vostra mentre voi vi state sorseggiando pacificamente un tè davanti al caminetto, con il vostro gatto addormentato sulle ginocchia.

E in effetti qua ne capitan di cotte, di crude, e di così così.

Tipo ieri ero lì in cucina mi stavo facendo un caffè, mi suona il campanello. Apro, c’è uno col completo nero, cravatta nera, camicia bianca che mi sventola un tesserino.

Bonjù, Ef Bi Ai, mi dice.

(bonjù? Ef bi ai?)

Spalanca la porta ed entra.

Son qua per dare una controllata alle sue idee.

(alle mie idee?)

Va in camera da letto, alza le lenzuola, guarda sotto il letto, apre le ante e i cassetti, rovista.

Ci han riferito che lei ha delle idee balzane.

(idee balzane?)

Va in bagno, guarda nella doccia, nella tazza del cesso, va in cucina, guarda dentro tutte le antine.

Vabbé stavolta sta a posto, m’ha detto, però faccia attenzione che la prossima volta la sbattiam dentro.

Ed esce. Per tutto il tempo non ho detto una parola. Mentre andava in camera da letto mi ero ingoiato il taccuino.