Stamattina, sulle pagine di Cuneo de La Stampa, c’era un articolo interessante.

Diceva che la legge italiana ha usurpato uno degli orgogli dell’esser della provincia di Cuneo.

Diceva che la legge italiana ha imposto i fari accesi anche di giorno a tutti gli italiani, prima, c’eran solo i cuneesi, coi fari accesi.

Che te eri sicuro, se incontravi qualcuno a Trieste oppure a Bari, eri sicuro, se aveva i fari accesi, era di Cuneo.

Ci avevo anche scritto un haiku, su questa cosa.

Che adesso, che l’indicazione della provincia sulla targa è diventata facoltativa, quei di Cuneo, gli han tolto uno dei maggiori orgogli.

Che noi di Cuneo, siamo un’etnia orgogliosa.

Che avere i fari accesi, era uno dei simboli della cuneesità, come per i massoni il cappuccio. Che se uno obbliga tutti a portare il cappuccio, i massoni, dovran trovar qualcos’altro, per riconoscersi.

Quei di Cuneo, adesso, anche di giorno, accendono gli abbaglianti.

Diceva l’articolo, che solo a Diano Marina, la settimana scorsa, ne han multati quattro, di Cuneo, con gli abbaglianti.

A me questa cosa che fan la multa a chi dimostra la propria appartenenza territoriale, mi sembra un po’ una discriminazione razziale.