Ma io mi sciolgo davanti a uno snack-bar
giovedì 1 settembre 2005
Ma io mi sciolgo davanti a uno snack-bar
se solo so che ci sei dentro tu,
e ho fatto verniciare d’oro il telefono
perché una volta mi hai chiamato tu.
Perciò ho deciso di regalarti gli Oceani,
fuori si intende dalle acque territoriali,
l’Atlantico, il Pacifico, l’Indiano,
e insieme a queste ingenti masse d’acqua
salata l’Artico e i Mari del Sud
con tutte le isole nuove disabitate,
che da lontano sembrano così verdi
per quanto, immagino, saranno piene di vipere
lo ha scritto J. Rodolfo Wilcock, in Poesie, Adelphi 1996
scoperto in questo post di seia



7 commenti
fior del perù
avevo tutta d’oro una cornetta
l’avevo e adesso io non ce l’ho più
Bella questa improvvisa dilagante popolarità di Wilcock! anche per me è una scoperta recente e anche a me piace moltissimo. Grazie :o)
Lieta di essere stata utile :-)
Rodolfo J. Wilcock, sommo poeta meticcio, amato da Sebastiano Vassalli e (lui non lo sa) pure da Sgarbi, autore del più incantevole canzoniere d’amore del secondo Novecento italiano. Dopo la lirica e prima degli antilirici a progetto, c’è stato per fortuna lui.
ma quanto è bello, questo libercolo di Wilcock, poeta che in un nonnulla ha cambiato lingua, e che lingua.
grazie a seia che me l’ha fatto scoprire.
grazie a giovanni, sempre puntuale.
mi dicono, perché uno legge i blog?
la scoperta di wilcock vale ogni mezz’ora persa nel leggere i blog. mi pare sufficiente risposta.
Quando non corre intorno a sè stesso, eher Sugarno si gratta: ha il corpo infatti fittamente coperto di parassiti, che vivono tra gli aculei, e tre braccia non gli bastano per grattarsi. Dicono che sia appunto il prurito a indurlo a quella ricerca di evasione che è la poesia.
R. Wilcock, Il libro dei mostri, Adelphi 1978
beh, anche questa citazione direi che meritava.
bring them on, direbbero i britanni!