mi ricordo l’unione sovietica
giovedì 8 settembre 2005
(questo post, vien fuori dai commenti del post precedente, conversazione molle)
Mi ricordo, son andato in Unione Sovietica, nel 1988 dev’essere, avevo quattordici anni. Alla tele, facevan sempre vedere il cielo grigio, in Unione Sovietica, io ci son andato a luglio, faceva un caldo da seccare. Mi ricordo l’albergo Rossija, proprio attaccato alla Piazza Rossa, l’hotel con gli ascensori più veloci del mondo, si vantavano, e però, i sacchetti per il vomito, non li davano. Per come me lo ricordo io, potevano anche.
Mi ricordo il cambio nero, mi ricordo i venditori abusivi, mi ricordo che ho regalato il cappellino da baseball.
Mi ricordo la Prospettiva Nevskij, mi ricordo il negozio di dischi Melodija. Avevano un disco degli UB40, ma dirlo in inglese non m’han capito. Allora ho comprato un disco con tutti gli inni delle repubbliche socialiste sovietiche, e un disco di hard rock di un gruppo che si chiamava Black Coffee, che sul retro c’eran le foto dei componenti del gruppo e la foto del manager che sembrava un mafioso russo.
Mi ricordo le file ai chioschetti della Pepsi, c’erano già, mi ricordo le autobotti che distribuivano una bevanda locale fatta col pane fermentato, si chiamava kvas.
Mi ricordo la metropolitana di Mosca, m’era sembrata una sciccheria.
Mi ricordo negozi immensi che vendevano un solo prodotto.
Mi ricordo i negozi Berjoska, dove si poteva pagare solo in dollari, dove ci andavano i turisti e la nomenklatura, dove vendevano di tutto.
Mi ricordo che dal panettiere vendevano del pane che sembrava pane cassetta, e tutti quando passavano toccavan tutte le forme prima di prender quella che gli piaceva. Mi ricordo che mi sembravan tutte uguali.
Mi ricordo il gelato, che si chiamava Marojnaje o qualcosa del genere, lo vendevano in panetti che sembravano giganteschi panetti di burro. Era grassissimo. Un gusto solo, alla panna. In albergo invece il gelato lo davan in palline, e se te lo volevi alla fragola, ti mettevano dello sciroppo di fragola sopra, se lo volevi al cioccolato, ti mettevano della polvere di cioccolato sopra.
Mi sa che era una cosa solo per turisti e per ricchi.
Mi ricordo le brodaglie che ci davan per cena. Mi ricordo che una volta mio padre è arrivato con dei biscotti comprati in un negozio, allora per cena ci siam fatti fare il caffelatte, che ci è sembrato una bontà.
Mi ricordo che una volta l’autobus si è fermato e siam dovuti scender tutti a spingere.
Mi ricordo che una volta ho visto un tizio con una tazza del cesso sotto il braccio e ho chiesto alla guida, Irina, si chiamava, ho chiesto a Irina che cosa poteva mai farci uno, con un cesso sotto il braccio e lei, m’ha risposto, lo porta ad aggiustare.
Mi ricordo che nell’albergo una sera c’era un gruppo che suonava, e poi, in onore dei visitatori italiani, ha suonato Voyage Voyage.
(Poi, magari, continuo.)
Technorati Tags: Leningrado, Mosca, Ricordi, Unione Sovietica



44 commenti
ha avuto il coraggio di aprire un piccolo negozio di alimentare e importare prodotti russi per accontentare le tante “Rite” che ormai vivono nei dintorni di Cuneo. [IMG Kvas] C’è di tutto in quel negozio, la birra, la tanto amata Kvas di eio, i cetrioli in barattolo sott’olio con spezie strane e persino i DVD in lingua russa di vari film e cartoni. Tutto rigorosamente proveniente dalla Russia o dai paesi dell’ex-russia. Penso di fare un piacere a tutti includendo i dati per
fior della panza
neanche nell’unione sovietica
si trovava la supposta uguaglianza
Io ci sono stata quando era già Russia, ma il gelato e Melodija erano ancora come ai tempi dell’URSS. Anch’io ho cercato disperatamente di far capire quel che volevo, una registrazione particolare di Concerto di Beethoven che mi era stato ingiunto di cercare… alla fine non mi è rimasto che passare tutto lo scaffale di Beethoven finché non l’ho trovato, prenderlo e metterlo in mano alla commessa.
“I’m buying this, ma’am” le ho detto, ma era superfluo, e comunque non credo che abbia capito. E poi, mica tanto tempo fa, la persona che mi aveva fatto cercare il cd mi ha detto candidamente che lo aveva regalato. Se adesso si aspetta che torni in Russia a cercargliene un altro, sta fresca.
e ti ricordi della tizia che ha rovesciato l’olio alla fermata del tram e di quel poverino che ha perso la testa per lei?
voyage voyage? avrei voluto esserci :-)
che bella pietroburgo, la splendida metropolitana, i 60 ponti sulla neva, il sole a mezzanotte, l’escursione nel golfo di finlandia, i palazzi e le chiese enormi, il gelato che sembrava burro, il cambiasoldi truffaldino. bei ricordi, ci tornerei…..
Diciamo che se non avessi tanti buoni motivi per voler visitare Mosca e soprattutto San Pietroburgo, la descrizione del gelato basterebbe a dissuadermi :-)
eh, seia, penso che adesso abbiano anche gli algida, è cambiato tutto, mi sa, e non son sicuro se sia cambiato in meglio…
Non ne sono sicura nemmeno io. La creazione della Russia, con tutto ciò che di buono era nelle intenzioni, se c’era, è una lampante dimostrazione del fallimento delle dottrine imperialistiche e capitalistiche. Il vuoto di democrazia che si lamentava prima della nuova rivoluzione, quella post muro di Berlino, non è stato riempito mi pare. Forse davvero lì si stava meglio quando si stava peggio. Fermo restando che ogni considerazione men che approfondita e suffragata da prove, dati, testimonianze e studio lascia il tempo che trova, ma gli occhi li abbiamo tutti e un’idea ce la possiamo fare.
per non dir più cazzate del solito, preferirei non parlare del fallimento della caduta del socialismo reale. perché fallimento è stato, e non ci piove. l’unica cosa che vorrei dire, e che spero traspaia dal post, è che tutte le volte che penso all’unione sovietica, mi viene sempre un po’ di malinconia.
ah, le care vecchie buone cose d’una volta ;)
Traspariva, traspariva :-)
eh, meno male :)
ottima discussione e gran bel racconto… !
grazie! felice ti sia piaciuto!
Io ora sono in Lituania, ci vivo quando posso per stare vicino alla mia dolce metà. L’unione sovietica c’è ancora, soprattutto al di fuori delle capitali. Anche qui c’è la Kvas… :-)
chissà come sarebbe, assaggiarlo adesso, il kvas (la kvas, si dice?) che io mi ricordi assomigliava un po’ al gusto del sidro o mi sbaglio completamente?
(grazie del commento Karim)
La kvas sta alla ex-russia come la cocacola sta agli USA. A me la kvas fa schifo. Non ho idea se abbia il gusto del cidro, ma sta robaccia non riesco proprio a berla. Tante cose che hai scritto sul tuo post resistono ancora, dopo ben 14 anni di Repubblica Lituana. A Vilnius e a Riga, dove i turisti bazzicano, queste cose proprio non si notatano. Bisogna girare nei dintorni. Sul mio sito ho scritto molte cose a riguardo. In Italia è molto diverso, Roma e Roma. Si vede che è Ricca, ma Cuneo ha i suoi numeri e i piccoli comuni anche. Stanno tutti bene. In Lituania i piccoli comuni hanno gli occhi solo per piangere.
Ok . Mi fermo ;-)
in effetti, ho letto un po’ di cose sul tuo blog.
in effetti, il tuo viso non mi è nuovo.
in effetti, a cuneo si sta bene, ma centallo?
(tipo ho scoperto che abitiamo a una quindicina di chilometri di distanza :) )
già sapevo… :) Che figa l’anteprima istantanea! La voglio anche io! Devo cercare un plugin per wordpress.. :-D
si chiama Live Comment Preview, ti ho mandato il link via email :)
Lo sto provando in locale. Grazie
Grazie,hai colmato alcune lacune,cose e sensazioni che non conoscevo dell’Unione Sovietica,almeno quella d’un tempo. :-)
Che belle quelle notti di giugno a mosca.
che bello quel sole che in due giorni sciolse la neve e fece diventare mosca un giardino fiorito.
salve sono andato a mosca in questi giorni , l ultima volta che ci andai era il lontano 1978 che cambiamento .certo che il fascino che aveva allora non esiste piu ed inoltre sembra che sia piu povera di prima a parte qualche delinquente che con la caduta del comunismo e riuscito ad arricchirsi alla notte le strade non sono piu sicure una volta se un sovietico toccava un turista erano cazzi amari adesso sono ad un livello quasi americano vivi e lascia vivere
alla fine non mi e piaciuta come una volta forse saro un nostalgico ma sicuramente un amante delle capitali
vogliamo vedere la differenza di varsavia adesso
praga ? mosca ? la stessa berlino est che tracimava di un fascino che inebriava la gentilezza della popolazione
premetto che queste sono solo mie opinioni
ciao a tutti nico da parma
Maledetti comunisti per fortuna che sono tutti diventati fascisti.
Mi ricordo che io operaio italiano nel 1988 non potevo farmi le ferie all”estero poichè avevo un stipendio da FAME mentre gli operai provenienti da paesi , ,venivano a fare spese e ferie a milioni in Italia. Adirittura con la loro automobile.
Poi quei stronzi pure si lamentavano delle paghe basse e della che facevano vivendo in paesi comunisti.
Chissà se quei stronzi che ora sono alla fame o disoccupati grazie ai vari regimi fascisti o democratici che hanno scelto si ricordano delle ferie che potevano fare all”estero grazie ai comunisti che davano buoni stipendi e lavoro serio è sicuro a tutti.
Tutti coloro che vivevano in paesi comunisti erano insodisfatti del benessere che avevano.
Adesso vivono in paesi con regimi fascisti o democratici.
Sono disoccupati o hanno lavori saltuari sono sfruttati e hanno stipendi da fame. Continuano a lamentarsi e ad essere insodisfatti molti rimpiangono il benessere che c”era quando erano comunisti.
Mò so cazzi vostri!
boh, a me pare che indipendentemente dai governi di destra o di sinistra siamo in pochini al mondo ad essere soddisfatti. Sarà mica che chi vive di stipendio non ha gran motivo di essere felice?
Sono appena tornata da un viaggio in Russia…quanta disparita’ sociale,quante menzogne dalle guide turistiche che per orgoglio o perche’ altrimenti non lavorano ti dicone che i russi hanno stipendi simili ai nostri..il macchinista della metro 2000euro,un medico 1500euro…e poi perche’ per gli stranieri e’ tutto piu’ caro?
cara vecchia uninoe sovietica……….che nostalgia!!!!!!!! cara vecchia europa dell est, cara vecchia germania democratica!!!!1
non sono mai stato in russia, ma sicuramente sia loro che noi stavamo meglio prima
Meno di un mese fa sono stato in Russia, per la precisione a Mosca e Leningrado (io la chiamo ancora così).
Da anni volevo andarci ma, per problemi di tempo, non ero mai riuscito a procurarmi il visto.
Quest’estate finalmente vado con mia sorella, i miei nipoti ed un’amica di mia sorella.
Il viaggio è un viaggio organizzato : siamo in 28 .
A Fiumicino incontriamo la nostra accompagnatrice Svetlana : è armena , è giovane , magra e bruna e , lì per lì, rimango un pò deluso perchè me l’aspettavo bionda e formosa.
Poi , durante il viaggio, il suo volto bellissimo, la sua sobrietà, il suo essere schiva e misteriosa mi stregheranno.
Arriviamo a Mosca alle 17,30 , ora locale, ci imbarchiamo sull’autobus in direzione dell’hotel Alfa, quartiere Izmailovo.
Man mano che l’autobus percorre l’enorme Leningradsky Prospekt, il mio cuore si riempe di gioia : Mosca è pulita, nitida, splendente, ci sono palazzi enormi ma immersi in grandi spazi verdi mantenuti benissimo.
La città mi dà un senso di serenità, di pulizia, di orizzontalità.
Il cielo è blu, il caldo quasi come da noi, l’organizzazione della città è impeccabile.
Il giorno dopo ci rechiamo al monastero di Novodevieci : vialetti alberati, cupole a cipolla dorate, icone coloratissime, il canto del coro maschile che ci allieta per 15 minuti.
Poi ancora la bellezza della Collina dei Passeri,il sorriso stupendo delle cameriere del ristorante, la quiete contagiosa di Kolomnoskoe , gli scoiattoli che saltellano felici, Svetlana che ci segue mesta e affascinante.
La mattina dopo scorgiamo le mura del Cremlino : la visione è stupenda! le cupole dorate delle chiese svettano sul rosso delle mura, la stella rossa campeggia sulle torri, la Moscova scorre lentamente ai piedi della fortezza.
La chiesa di San Basilio è così bella da sembrare finta , la Piazza Rossa (Krasnaja Plocad)è stupenda : ad un certo punto un corteo di vecchietti con le bandiere rosse svolazzanti si ferma davanti al mausoleo di Lenin per deporre dei fiori.
EYlena, la nostra guida moscovita, ci dice che molte cose positive c’erano nell’Unione Sovietica e non è molto entusiasta di Gorbaciov.
Io che ho trascorso l’adolescenza a simpatizzare per Autonomia Operaia mi rallegro ma , in questa sede, mi asterrò dal compiere analisi storiche sul perchè ed il per come sia crollata l’URSS.
Lo spirito di solidarietà e il senso del bene comune sono molto presenti a Mosca, cosa che manca nella nostra sgangherata Italietta berlusconiana.
San Pietroburgo mi è piaciuta meno.
Certo i palazzi sono grandiosi, i parchi stupendi, ma si vede che Pietro il Grande nel costruirla volle imitare le capitali europee.
Mosca ha una propria identità che Leningrado si sogna.
ee…….l’Unione sovietica che nostalgia, del passato che nn ho vissuto che starno, e pure la verità e che si stava meglio, la società perfettta nn esiste e nn esisterà mai, è quella nn era una società perfetta con molti suoi limiti, ma almeno si campava, e poi l’alone magico di nostalgia dell’unione sovietica l’unico stato che sfidava la potenza americana capitalistica era eccezionale. oggi l’opposizione agli americani la devono fare gli islamici stiamo messi male stiamo apezzi, che tristezza.
francesco condivido, che Dio ci assista, uno ha il gas e l’altro il petrolio.
viva la gloriosa URSS.morte al capitalismo. Viva Lenin e la rivoluzione degli oppressi!!!
Per porre fine all’inevitabilità delle guerre è necessaria la distruzione del capitalismo (in quanto sistema basato sullo sfruttamento altrui)dalle fondamenta!!!!
…e per chi non l’avesse ancora capito: il lavoratore flessibile è quel lavoratore piegato a 90° al cospetto del suo padrone!!!!!! VI E’ CHIAR0????
un affettuoso,rivoluzionario,rosso saluto a tutti i compagni.
Già, io non ci sono mai stato, ma so che comunque, purè là, nel presunto stato comunista (infatti l’Urss aveva preso pieghe fasciste, altro che comuniste, tranne per l’economia) c’erano enormi differenze tra politici e popolo. Almo però là in Urss tutti avevano una casa, tutti avevano l’assistenza sanitaria gratuita, il maggior numero di ingegneri nel mondo e pure di medici, records dell’Urss. Era un paese potentissimo, da sola l’Urss poteva combattere contro l’intera NATO, spendeva molto più del doppio degli USA in armamenti, il 15% del PIL (375 milioni di dollari circa negli anni 80′), era la seconda potenza demografica, il suo esercito era semplicemente mitico (in Afghanistan morirono 15mila sovietici a fronte di un milione, dopo ovviamente la guerra è sempre una tragedia…).
La Russia di oggi ha malapena ha lo stesso PIL dell’Urss ma di 20 anni fa, quindi in teoria la Russia di oggi ha ancora una mezza fetta del PIL della RSFS Russa.
Principalmente bisogna incolpare Brezhnev, il suo fare conservatore ha privato l’Urss del progresso a livello microeconomico. Mentre i Tank e le antiaeree negli anni 80′ diventavano le migliori del mondo (T-80, SA-13 Strela) la popolazione ormai era al lastrico, le spese militari erano aumentate di botto, forse l’Urss pianificava qualcosa o comunque credeva davvero nella terza guerra mondiale.
La Russia, dopo mezzo millennio di potenza, da Ivan III primo zar a Gorbacev, si è arresa al capitalismo, e ne ha subito tutti gli effetti negativi (pochi quelli positivi per la popolazione). Sono tanti a rivoler l’Urss indietro, davvero, metà dei russi, ma anche tanti bielorussi ed ucraini.
Fallimento? Quale fallimento? Quello che è ora la Russia è la conseguenza logica di quello che è stata. Così accade sempre quando i principi sui quali si costruisce o si demolisce sono lontani dai principi dell’esistenza. In ogni caso tutto ciò che nasce è destinato a morire, e questo è un principio certo anche per le cose che, una volta nate, pur conoscendo i principi universali e impostando la propria vita su quelli… schiattano lo stesso. Nessuna malinconia per le cose vecchie quindi, ché, d’altronde, sono poche quelle che si mantengono in stato di grazia e se ci stanno è perché sono state usate poco e se sono state usate poco è in conseguenza del loro mal funzionamento.
Si capisce da lontano un chilometro non l’URSS non ti sta/stava simpatica. Le cose “vecchie” fanno storia, e sono utili se si conoscono per il presente e per il futuro. Gli errori del passato contribuiscono al progresso, o comunque aiutano alla risoluzione di problemi vari.
Il popolo dell’Unione Sovietica ci ha creduto.
La Superpotenza Russa era in cima al mondo.
Partita nel 1917 la rivoluzione, da un paese ormai povero e dilaniato dalla guerra, questa rivoluzione ha dato vita al paese più potente fino al suo collasso, 1991.
I politici (quelli corrotti, che non è facile dire chi sono stati), le mazzette e i favoritismi hanno rovinato questa superpotenza sorta dalle rovine dell’assolutismo imperialistico.
Certo, alla fine TUTTO muore, a meno che non ci sia un paradiso… Ma parlando di paesi, l’Unione Sovietica, a differenza di molti altri, lascerà un segno indelebile nella storia, non tanto per la sua grandezza militare o per kilometri quadrati, ma per essere stato il primo paese del mondo a credere in un ideale molto nobile, scaturito dalla volontà del popolo, scaturito dal desiderio di uguaglianza e giustizia sociale.
La Russia è sempre stata povera sì, ma apriamo una parentesi, durante l’era sovietica, c’è stato un progresso incredibile, sfavillante, da far tremare l’intero pianeta.
Quello che fu l’Unione Sovietica rimarrà nei cuori di chi l’ha amata, di chi l’ha vissuta, di chi l’ha studiata, di chi avrebbe voluto nascerci.
Un altro merito dell’URSS è di aver prodotto un gran numero di scrittori dissidenti, che gli USA neanche se li sognano.
I dissidenti prima del 1953 saranno stati fatti *scomparire* per mano di Stalin penso.
popinga in america gli scrittori dissidenti non verrebbero nemmeno cagati, non vendono abbastanza, il pubblico chiede zuccherini, non intelligenza…
Compagni niente è perduto, ripeto NIENTE è perduto! dobbiamo soltanto riunirci attorno ad una linea comune, riorganizzarci.. oggi siamo troppo frammentati, DOBBIAMO smetterla di piangerci addosso e ristudiare insieme tutti gli accadimenti dei tre secoli passati. Oggi possiamo vedere infatti il passato ed in particolare l’ultimo secolo con uno sguardo globale e obiettivo su quali sono stati i nostri traguardi ed i nostri errori, l’importante è ristudiare la storia recente su libri scritti da paesi esterni, ne filocapitalisti ne filosocialisti, oltre naturalmente allo studio dei classici del marxismo, riadattati in alcuni dettagli allo stato di cose del nuovo millennio. Cosa importante è una seria dedizione e militanza quotidiana per la causa. Meno rimpianti quindi e cerchiamo di riproporci uniti e con la stessa creatività che caratterizzò in particolare i primi anni della grande rivoluzione d’Ottobre!
cioooo ho letto il libro,è Meraviglioso!!!!!!!!!!!!!!XD
Sono stato in Moldova, e tre volte in Russia. Mi chiedo che razza di viaggi abbiate fatto, se parliate russo e se abbiate mai chiesto agli anziani cosa era la CCCP.
Evidentemente non lo avete fatto e ve lo dico io.
La CCCP ERA UN LAGER GIGANTESCO. Non vi era nessuna certezza, la morte era ogni giorno pronta a prendervi, voi e tutta la vostra famiglia. Bastava uno screzio con un militare per banalita’ ed avevate cessato di vivere.
Una storia qualsiasi per chi osa ancora dichiararsi comunista senza sapere cosa significa.
Il nonno della mia ragazza stava tornando una sera a casa, dalla moglie e i suoi 4 figli. Non ci arrivera’ mai, perche’ venne rastrellato e deportato, morira’ pochi mesi dopo, dove non si e’ mai saputo.
La “vedova” lavorera’ nelle condizioni piu’ umili per salvare i suoi figli, ma uno di questi morira’ per fame e debolezza. Qui nessuno sa che nella CCCP c’erano le quote di gente da fucilare sempre, ogni anno. E se le carceri erano vuote, si rastrellava la gente a caso per strada. E non pensiate che le cose siano finite con Stalin. Krusciov aveva continuato con le liste iniziate da quel mostro di Lenin. La prossima volta invece di stare in albergo, girate, parlate con la gente per strada, andate nei villaggi, parlate con gli anziani, e capirete cosa voleva dire vivere in CCCP. Un inferno in terra.
Max