Undici settembre, undici settembre.

Sento che questa data dovrebbe dirmi qualche cosa ma non mi vien in mente che cosa.

Eh, l’undici settembre. Certo che me la ricorda, qualche cosa.

Come siam cambiati, dall’undici settembre?

Tanto, siam cambiati.

Per esempio, m’è sembrato, che gli automobilisti cuneesi sian diventati molto più indisciplinati, dopo l’undici settembre.

La settimana scorsa, Giavasan, in un bel post, ha riportato la seguente citazione del presidente del consiglio in carica, al quale come sempre c’inchiniamo ammirati:

C’è più da preoccuparsi per gli incidenti aerei o automobilistici che per il rischio di trovarsi coinvolti in un attentato. Credo ci sia molta più probabilità di farsi male in casa che di capitare dentro un incidente di questi (sic).”
(Silvio Berlusconi ai giornalisti, dopo l’ennesimo “allarme attentato” lanciato dal ministro Pisanu)

Che m’ha riportato in mente quel che avevo pensato quando Alice, in questo post, riferendosi agli attentati di Londra, aveva detto

“Mi domando se torneremo mai ad essere davvero tranquilli.”

Avevo pensato, ma siam mai stati tranquilli?

Eravam tranquilli prima dell’undici settembre?

No. E non lo saremo mai, tranquilli. Indipendentemente dal cosiddetto terrorismo.

Le cause di morte sono talmente tante, che sicuri di non morire da un momento all’altro, non potremo mai esserlo. Il terrorismo, è solo una delle tante cause di morte, sicuramente la meno probabile, statisticamente.

Intanto, il terrorismo, l’abbiam sempre avuto.

Io ci sono nato, col terrorismo, cogli attentati, neri, rossi, mafiosi, dell’Ira, dell’Eta, quelli legati alla questione palestinese, ce ne son stati mille.

Come dice il mio conterraneo Piergiorgio Odifreddi:

“Io so solo che nel secolo scorso sono morte dai 150 ai 180 milioni di persone, per vari motivi: guerre, genocidi, campi di concentramento… Sembra una cosa enorme. Facciamo però una piccola riflessione, visto che siamo matematici. Quanti siamo? Sei miliardi. I morti del secolo scorso rappresentano dunque un quarantesimo della popolazione mondiale. Nel 1500 solo le conquiste spagnole e portoghesi hanno ammazzato dagli 80 ai 100 milioni di persone, ovvero un quinto della popolazione mondiale dell’epoca, che era di 450 milioni di persone. Il terrorismo nella sua intera storia ha fatto 15000 morti. Quindi no. Io non credo alla minaccia del terrorismo.”

Neanch’io.

Quindi m’accodo a Giavasan, e riconosco, per stavolta, che il nostro caro presidente del consiglio, ne ha detta una giusta.

Come sia stato possibile, mi sfugge.

appendice: comme c’est facile

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