Non lo so se ve ne siete accorti, ma se non ve ne siete accorti ve lo dico io, che ieri non ho postato, ché avevo un’ottima ragione per non postare, ché me ne sono andato al mare. Non faceva bello, non faceva brutto, era bello camminare, era bello star lì sul molo a leggere, che poi è uscito anche il sole.

Nel posto dove andiam noi al mare, han aperto una libreria. Un po’ ci è dispiaciuto, che di librerie lì non ce n’erano, volevam quasi quasi aprirla noi, una libreria, ci siam un po’ sentiti defraudati del nostro business model.

Poi però siam andati dentro, era abbastanza ben fornita (ma non avevano neanche un Nori, neanche un Bernhard, neanche un Dovlatov. Neppure i Groppi di Scarpa.), ci siam comprati un libro a testa. Io uno sui numeri primi, Gauss, Riemann, quelle robe lì. Polli un altro che non ho ben capito.

Ho scoperto una notizia interessante, che condivido con i miei venticinque lettori (che si distinguono da quegli altri venticinque lettori di quell’altro autore per il fatto di essere davvero venticinque):

Un professore dell’università di Praga, Jakob Kulik, dedicò vent’anni della propria vita esclusivamente alla compilazione di tavole dei numeri primi che arrivavano fino a 100.000.000.

Che vita di merda.

Se vi interessa, poi continua dicendo che gli otto volumi di quest’opera immane, completata nel 1863, non furono mai pubblicati.

Che vita di merda.

Il libro di cui parlo è L’enigma dei numeri primi, di Marcus du Sautoy, appena uscito nella BUR, già recensito da Massimo Morelli e da .mau..

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