Qualche volta ti capita di metterti a letto, appoggiare la testa sul cuscino, chiudere gli occhi e guardare il soffitto.

Non si vede, il soffitto, è tutto buio.

Lo senti, il sonno che arriva, ma lo sai che non ti addormenterai finché non ti giri su un fianco.

Allora stai lì, e ti godi le allucinazioni.

È un vento muscario, quello che ti porta le allucinazioni, è un vento che soffia nelle orecchie e ti dice delle cose.

Delle cose che non han senso, probabilmente frammenti di cose che hai sentito durante la giornata, delle cose stereo, con l’eco.

Li senti i suoni che girano, arrivano di lato, passano al centro, escon dall’altro lato, si ripetono, inintelligibili.

E tu ti culli ascoltando questi suoni, ipnagogici, li chiamano, ché ti sembra d’esser strano.

Poi ad un certo punto, senza deciderlo, ti giri su un fianco, e senza accorgertene, t’addormenti.

Oggi avevo tante idee da scriver sul blog, le vedevo passare, ma non riuscivo a prenderle.

Sarà tutto quel nero.

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