Tutti vi diranno che non sono un musicista. È vero.
Fin dall’inizio della mia carriera, mi sono, immediatamente, situato tra i fonometrografi. Le mie opere sono pura fonometria. Che si prenda il Fils des Étoiles, i Morceaux en forme de poire, En habit de Cheval o le Sarabandes, si vede bene che nessuna idea musicale ha presieduto alla creazione di queste opere. Il pensiero scientifico le domina.
Del resto a me piace di più misurare un suono che ascoltarlo. Col fonometro in mano, opero allegramente e senza indugi.
C’è qualcosa ch’io non abbia pesato e misurato? Tutto Beethoven, tutto Verdi, eccetera. È molto strano.
La prima volta che feci uso di un fonoscopio, osservai un si bemolle di media grandezza. Non ho mai visto, ve lo assicuro, nulla di più repugnante. Chiamai il mio cameriere per farglielo vedere.
Sulla bilancia, un fa diesis qualsiasi, del tipo più comune, toccò i 93 chili. Era stato emesso da un tenore molto grasso, che pesai ugualmente.

Oggi ricorre l’anniversario della caduta del primo dentino di Erik Satie, compositore senza pari, e io e Melpunk abbiamo pensato di commemorarlo. Il pezzo è tratto dai suoi Quaderni di un mammifero, uscito da Adelphi nel 1980.

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