Con questo libro, il famoso autore umoristico francese Michel Houellebecq sveste i suoi soliti panni comici, e si appresta ad affrontare l’indicibile universo forgiato da Raymond Carver. Di Carver, se n’è già parlato da mel e da seia, e anche se in quei giorni avevo terribili problemi a commentare su splinder, credo che nei commenti a quei post si evinca la mia posizione nei confronti di Carver. Sembra che in questo libro, Contro il mondo, contro la vita, Houellebecq sia d’accordo con me, visto che le parole che sceglie per descriverlo sono

vaga sensazione di nausea
attacco incolore e prosaico
realismo orripilante
l’incubo prende forma
raccapricciante
ripugnante
degenerazione purulenta
una cosa francamente disgustosa
un’esplosione di vomito pestilenziale

Fantastico, non trovate? Houellebecq riesce a dire di Carver quel che io pensavo ma non sarei mai riuscito a dire. Bravo Houellebecq, mi sei simpatico!

Contrordine compagni: pare che in questo libro Houellebecq parli di Lovecraft e non di Carver. Mi scuso per il malinteso.

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