Sto camminando, e come al solito, mentre cammino, faccio altro.

Leggo.

Incontro un amico Cosa leggi, mi dice.

Sto leggendo La misteriosa fiamma della Principessa Loana, l’ultimo di Eco, che è appena uscito in economico, gli dico.

Eco? mi dice, Tu che leggi Eco?

Perché, gli dico io, Non mi si confà?

E certo che no, mi dice, Eco saggista è bravissimo, ma Eco romanziere è un bestseller, è completamente out.

Ah, fantastico, gli dico io, non lo sapevo che Eco romanziere fosse out.
Pensa, gli dico, che mi sta piacendo moltissimo, come quasi tutti gli altri suoi. Poi, gli dico, credo che Eco sia uno di quei romanzieri che hanno una discrepanza colossale tra copie vendute e lettori effettivi.
Sarai mica un apocalittico, gli dico?

Lui mi guarda assente, mi dice Apocalittico?

Eh, Apocalittico, gli dico io.

In che senso apocalittico, mi dice lui.

Nel senso di Apocalittici e Integrati, gli dico io.

Lui mi guarda, io penso che in un fumetto post-eisneriano la vignetta sarebbe ripetuta un paio di volte per indicare lo scorrere del tempo.

Vabbé, continuo a leggere, gli dico io.

E me ne vado.

(Apocalittici e Integrati è la prima cosa che, da adolescente, ho letto di Eco, grazie al Batman di Neal Adams che c’era in copertina su quell’edizione dei tascabili Bompiani. Da allora Eco per me è intoccabile, sia come saggista, sia come romanziere, escluso L’isola del giorno prima, che non son mai riuscito a finire.)

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