ombelico
giovedì 1 dicembre 2005
Ho letto da qualche parte che i blog italiani si distinguerebbero da quelli del resto del mondo per essere ombelicali.
Ombelicali.
Ombelicali vorrebbe dire che i blog italiani stanno lì si guardan l’ombelico e poi ci scrivono delle cose.
L’ombelico.
Allora mi alzo la maglia penso Che freddo, mi guardo l’ombelico, mi sembra normale.
Poi mi premo la pancia proprio sotto lo sterno, è molle, si schiaccia facilmente, e mi trovo faccia a faccia con il mio ombelico.
Dì, che visione, il mio ombelico.
Il mio ombelico è un cratere provocato dalla caduta di un meteorite primordiale, mi viene in mente.
Chissà, magari si correla in qualche modo con l’estinzione dei dinosauri.
O con tunguska.
Forse qualche esperimento atomico è stato condotto sul mio ombelico, a mia insaputa.
Magari è radioattivo.
Non mi lascio spaventare da pensieri inutili.
Piego la testa e mi avvicino un po’.
Il collo mi fa un po’ male, ma piano piano, vedo il mio ombelico a dieci centimetri di distanza.
Che odore ha, il mio ombelico.
Nessuno.
Ci metto il naso dentro, lo strofino, la sensazione è piacevole.
Mi dico che forse esser ombelicali non è un male, è interessante, l’ombelico.
Poi premo l’icona che dice Pubblica il tuo post, e ritorno ad esaminarmi l’ombelico.
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59 commenti
infatti, e ai pensionati non ci pensa nessuno!
Scusa se mi autoreferenzio ombelicalmente, ma quando tre anni fa aprii il blog, sotto a “giovani tromboni” ci scrissi proprio “In the age of Umbilicus”.
Com’ero avanti, dio com’ero avanti.
(c’è scritto ancora oggi, eh)
vic, si vede che sei sempre, coscientemente o meno, grande fonte di ispirazione, mon cher :)
Viva l’ombelico.
Tutto il resto è presunzione.
Ieri a Fahrenheit, c’era Emanuele Trevi che (giustamente) difendeva la letteratura ombelicale. Per me significa, semplicemente, parlare di ciò che conosci bene. E poi, l’ombelico è universale.
eh, lombi: elica del mondo!
(dacché si sa che il mondo umano va avanti grazie al movimento dei lombi medesimo)
grande giancarlo! hai riconosciuto l’ispirazione! è stato proprio il trevi ieri a fahrenheit che mi ha fatto venire l’idea del post.
in più, mi è piaciuta molto la metafora della bustina di tè.
(ho in previsione un post fatto di pezzi tuoi, se me lo permetti, in un prossimo futuro)
e Paolo, ottima puntualizzazione, sembri roquentin! :)
permetto, come no. E grazie. :-)
Sono reduce da una disfida a botta di calembour con Aledeca su n.i. Gioco duro. E molto ombelicale. Tra un f24, un e/c e un bonifico.
bene! ma gli f24 non scadevano ieri?
(attento agli f16! wrooOOOM!)
Infatti. Ieri c’è stata la gran tenzone…
A un cliente che mi ha chiesto due moduli f24, gli ho risposto se andava bene un f48.
(oggi, come tuttii giovedì, per il mistero misericordioso del cassiere, calmapiatta piatta)…
Si, ma una cosa è la letteratura, altro sono i blog. Non è che se uno scrive, fa solo per questo letteratura. Che Emanuele Trevi difenda la letteratura ombelicale visti i libri che scrive non mi sorprende, né mi pare che questo conferisca qualche patente di qualità ai libri che raccontano i fatti di li scrive. Se non si passa per il filtro della finzione e della narrazione, siamo nel diarismo, che è cosa diversa dalla letteratura. Se uno ha una vita interessanete e sa raccontarla, o se ne ha una ordinaria ma è capace di renderla interessante, non sarà mai solo perché racconta i fatti suoi, un ombelicale, nell’accezione negativa in cui si usa il termine, sarà solo uno scrittore che fa della buona (o ottima) narrativa.
Certo. Conta solo il COME si scrive. Ma ci sono diari e epistolari strettamente ordinari nobilitati proprio dal COME son scritti.
ma c’era uno che cantava l’ombelico del mondo?
l’importante è produrre letteratura, ombelicale e ben scritta. poi ci si può mangiare un panino col gorgonzola…, no?
mel
Ma chi ha scritto sta cosa sui blog italiani?
conosco un ex agente del sismi che ha scritto un depistolario
Appunto, e infatti intendevo i diari, non i Diari! L’ombelicalismo contempla i diarti, i fatti minimi raccontati all’amichetta/o del cuore; le pippe mentali che ti fanno sentire tanto sensibile; le speculazioni da bar sui massimi sistemi. non mi verrebbe mai in mente di definire ombelicale Samuel Pepys tanto per dirne uno, né tale si può dire l’epistolario di Simenon o di Fitzgerald o di Chandler che mi dicono sia magnifico ma non l’ho ancora trovato.
Mel se è ombelicale non è ben scritta manco per niente! Quanto al panino con il gorgonzola passo, la mortazza non va bene? :-)
tramutoli! bèccati ‘sto guanto e dimostra se sei uomo!
seia: scontato che i diari non c’entrino un fico dottato, e che i Diari sì. per me il discrimine è uno solo: letteratura. poi che ognuno se la faccia come gorgonzola gli piace eheheheh e che ognuno se la legga come mortazza preferisce!! eheh
p.s. dopo anni sto rivalutando la mortazza!
comunque versikowski ha avuto un periodo ombelicale, poi passò alla pesca con la mosca sulla dora baltea, prima di tornare a Lodz. durò poco per fortuna.tarsorreva ore e ore a chiedersi se kafka fosse ombelicale. poi fu ricoverato in un ricovero per ricoverati… beh tiremm innenz
melpunk
epistolario: ARSENALE BELLICO COMPRATO PER CORRISPONDENZA.
adoro il gorgonzola e le lettere a Milena di K.
Mel scontato un fico secco, così l’accompagni al gorgonzola, se tu mi parli di ombelicalismo assimilandolo alla buona letteratura! Ma non voglio essere polemica, non mi appartiene :-)
Posso dire che nella singolar tenzone stavolta ha vinto Paolo Beneforti? Il depistolario è geniale. Di solito però Tramutoli non hai concorrenti.
PS.
prima non intendevo alzare la voce (bellica e ombelicale), avevo le maiuscole fisse… :-)
@ Paolo, il guanto non l’ho visto… rischio il contagio? :-)))
seia: polemica? non mi pare. anzi ero d’accordo con te! questa poi! possiamo allora in ballo pure fabre sulla narratività del diarismo e sulla letterarietà delle narrazioni personali ma ci vorrebbe uno spazio molto grande e l’ottimo padrone di casa credo si inbufalirebbe, a ragione! non ho assimilato l’ombelicalismo alla buona letteratura e riesprimo: sarebbe bello leggere letteratura, ombelicale ben scritta!!!! è proprio un altro paio di maniche, no???
melpunk
@Paolo,
l’ho visto solo adesso (giuro) il Depistolario. :-) e appena mi hai detto di fare l’uomo, ho invertito maiuscole e minuscole.
io non ho idea di cosa scriva Trevi, non l’ho mica mai letto, però mi è sembrato che il mio ombelico fosse interessante. Magari ci scrivo sopra un Oggetto Narrativo… ;)
Karim: lo hanno detto non in pochi, se non sbaglio in riferimento alla conferenza Les Blogs, ma non ne sono sicuro…
(non l’ho bookmarkato)
invertito?! oddio, ma io dicevo di _fare_ l’uomo, non di farselo.
(questa è da caserma, ma d’altra parte siamo uomini o caporali?)
Mel con “polemica” mi riferivo a me facendo dell’autoironia! Era un aggettivo autoriferito non un sostantivo generalizzato. Comunque Fabre non si riferisce all’ombelicalismo che è una cosa ben precisa. che non si identifica con l’uso di istanze personali per fingere di fare letteratura ed ha un’accezione meramente negativa, ti contesto solo l’uso del termine, con tutto quel che ne consegue, riferendolo a “buona letteratura”, anche se usato in termini di auspicio. Del resto stamattina non ho niente da fare e posso cercare il pelo e tutta la pelliccia nell’uomo :-)
seia: d’accordo anche sul buona, che è infatti auspicio auspicativo!!!
mel
CASERMA: non sense in cemento armato.
non sense in: cinema all’aperto per guidatori contromano
Paolo, hai un cognome darwiniano!
(e io uno da trasformista).
(Ed Eìo uno da basso napoletano filosofo fatto di corsi e ricorsi: un vicoletto che sfocia nel Corso principale?)
:-)
PS
Pardon, ho fatto un’associazione sul da vico che non c’entra niente con Eìo. Adesso me ne sto bonino bonino. Ciao.
A proposito di Bonino e di giochi di parole. Vi siete mai accorti che il cognome del segretario dei Radicali Italiani è formato dal perfetto intreccio di due paroline non proprio nobili? Sciarada alterna, si chiama.
Sto ancora ridendo. non ci avevo mai pensato.
Giancarlo: finché non hai fatto la precisazione non avevo mica capito questa cosa che hai detto :)
Stark, cavolo (è proprio il caso) com’è che non mi era mai venuta in mente? Bellissima. Un’iperbole … davvero “radicale”. :-)
Non sono io l’autore, a dir il vero. Se non prendo un abbaglio, a scoprire l’incredibile combinazione fu un enigmista genovese, un paio d’anni fa, suscitando l’ilarità generale del (nostro) mondo enigmistico…
Faccio propaganda a Letture in treno. Ringraziate Melpunk.
AnziCiao ;)
eh sì, capazzana fa farata. ;)
Ecco perché non vedevo il gioco di parole io pensavo alla Bonino (e ammetto di averci provato anche con Pannella) non a Capezzone! Non ero sul pezzo, mannaggia :-)
vorrai dire “non ero sul pezzo, cane!”
Orcapaletta quante argomentazioni, e tutte interessanti….Speriamo di farcela nel tempo d’azione del mesulid…Ok, ok, niente indugi allora: la prima cosa che mi viene in mente è che se è vero che i blog vengono buttati lì per essere dimenticati (e se ti vuoi divertire/deprimere avrei anche qualche esempio da farti leggere), è pur vero che un blog come il tuo, che imperativamente si afferma all’attenzione, e ti prende per mano, e, irridendoti e irridendosi, ti avvince come lettura, direi che perde la caratteristica di blog e si avvicina piuttosto ad un testo narrativo.
Ed ora il lavoro: è vero, il tuo stile “migliore” era quello che usavi spesso quando parlavi del tuo lavoro, del tuo ambiente, ma non solo: e allora, al riguardo, mi sono posto una domanda e mi sono dato una risposta (e non era neanche notte fonda, quindi non avrei neppure scuse), insomma mi sono chiesto :”Non è per caso che fattori come la frustrazione, la noia, la malinconia o l’incomprensione diano vita al dybbuk così come si manifesta?” Insomma mio novello Martin Eden, il mio parere è che molto spesso le difficoltà, in presenza di talento, raffinano le sensibilità artistiche facendole risuonare come grancasse nel cuore di una banda; e come una bella donna che, felicemente maritata, arrotondi la proprie forme e impigrisca la propria sensualità, anche tu potresti cadere nel tranello e magari perdere quel “quid” quella parte “dada” di te che realmente rende diverso il tuo stile,e che, credimi, nonostante la mia passione onnivora nei riguardi della carta stampata, raramente ho trovato.
Ed infine sì, ce l’ho un mio blog, ma credimi, non è nulla di speciale.
Come ti ho accennato sono un patito della lettura: da Lewis Carroll a Joyce e Rita Levi Montalcini pochi si sono salvati dalle mie brame maniacali (anche se poi molti dimentico di averli già letti e li ricompro.. acc!), e quindi come potevano sfuggirmi i blog? No dico, un po’ di logica no? E allora mi diverto beffardo con quelli di jumpy (ok, ok, sparo sulla Croce Rossa, ma ho mica detto di esser buono no?!) e leggo alcuni di Virgilio dove ho provato anche a scribacchiare…e “scribacchiare” è giusto quello che mi riesce di fare, diciamo che sono un gran gourmet che sa perfettamente che non riuscirà mai ad essere un bravo chef….Ed è per questo che sinceramente ammiro, invidio e sostengo chi con carta e penna (leggi tastiera e disco fisso) sa mettere in tavola degli intingoli da cuoco provetto.
E dunque permettimi:
Con ammirazione
Bassiano.
nun ce prova’.
evviva i blog ombelicali!
[ ma perchè, i blog stranieri non sono ombelicali come i nostri ?. mmmm]
Bene. Ma come t’arriva il naso dentro all’ombelico?
niona soares?????? ma ci seeei????
melpunk
sì ci sono mel, mai proprio tornata ma mai neppure andata veramente…
nina: AT THE FACE!!!!!!!!
melpunk
be’ il mio blog è sempre stato ombelicale, dichiarato, fin dall’inizio… lo dice il sottotitolo.
(già, com’è che ti arriva il naso nell’ombelico? contorsionista sei? un ragazzo pieno di risorse, proprio… ;) )
eioche: niente niente emulo di tale dannunzio?
eheheheh
mel
no, non è problema di costole, ma di vertebre, il collo comincia a far male assai!
e poi sappiatelo, che nei blog si posson fare cose che nella vita reale son precluse, sappiate di questo immane potere che hanno i bloggers, di fare accadere cose che nella realtà vera non si danno! siatene coscienti! :)
Bassiano: hai scritto un poema, e questo mi onora.
la parte che dice Ed ora il lavoro: è vero, il tuo stile “migliore” era quello che usavi spesso quando parlavi del tuo lavoro, del tuo ambiente, ma non solo: e allora, al riguardo, mi sono posto una domanda e mi sono dato una risposta (e non era neanche notte fonda, quindi non avrei neppure scuse), insomma mi sono chiesto :”Non è per caso che fattori come la frustrazione, la noia, la malinconia o l’incomprensione diano vita al dybbuk così come si manifesta?” Insomma mio novello Martin Eden, il mio parere è che molto spesso le difficoltà, in presenza di talento, raffinano le sensibilità artistiche facendole risuonare come grancasse nel cuore di una banda; e come una bella donna che, felicemente maritata, arrotondi la proprie forme e impigrisca la propria sensualità, anche tu potresti cadere nel tranello e magari perdere quel “quid” quella parte “dada” di te che realmente rende diverso il tuo stile,e che, credimi, nonostante la mia passione onnivora nei riguardi della carta stampata, raramente ho trovato.
è la parte che più mi interessa. in effetti scrivevo via email con un’altra blogger che sto cercando di crearmi una malinconia artificiale che mi permetta di scrivere in maniera diversa, perché solo chi prova dolore può trasmetterlo (heh heh, questo mi fa ridere).
No, il fatto di non parlare più di banca, di lavoro in genere deriva dal fatto che raccontar aneddoti che mi son magari capitati non m’interessa più. lo trovo così sterile. come sterili trovo la maggior parte dei romanzi. detesto chi si siede lì e si inventa una storiella così la gente la può leggere e passar del tempo, anche se spesso è quello che faccio. perché dovrei leggere le storielle altrui, che spesso son così simili le une alle altre, quando nella vita di storielle, a ben guardare, ce n’è mille al giorno che, se ben guardate, valgono un romanzo l’una? è come la fotografia. se sai guardare, se sai trovare l’angolo giusto, i colori giusti, la luce giusta, tutto val la pena di esser fotografato.
altra differenza: ho capito che i blog sono realmente diversi dal resto degli scritti della storia. se non oggi, in un prossimo futuro TUTTI avranno un blog. e allora parlare del blogger, anche attraverso metafore, ha un senso. come ha senso far dell’aggregazione.
altra cosa: ho cominciato a leggere cose molto diverse le une dalle altre, principalmente per succhiare lo stile. questo forse mi ha un po’ cambiato. tu dici in peggio. ahi ahi. ne terrò conto.
infine: ho cominciato ad allungare il brodo. spesso i post lunghetti che scrivo sono riscritture di una frase di non più di tre righe. ma tu non dirlo a nessuno. mi hanno anche detto che son già belli così prima di riscriverli, ma ormai fare un post d’una riga mi sembra un insulto ai lettori, che cominciano ad essere davvero tanti.
grazie di tutte le belle parole.
alessandro
Ti stai lucidando l’ego eh? :-)
non ho più neanche bisogno del sidol ;)
Eio:
ho consultato l’Enciclopedia Britannica. Pare che quelli come te, che si mettono il naso sull’ombelico, si riuniscano in certi posti strani dalle parti di macugnaga, che compiano nefandezze irripetibili (sic) e che si nutrano di germogli di aspidistra all’insaputa del loro confessore di fiducia. secondo me si tratta solo di banale credulità popolare… mahtorno a leggere versikowski che oggi mi girano… satte bbuono cumpa’
me
Io me ne frego. E dico che il mio blog è ombelicale.
Almeno ne vedo uno, in un posto che non sia uno specchio! -_-
ci son già troppi commenti, ed è una fatica leggerli tutti per vedere se qualcuno te l’ha già detto. Ma io conosco della gggente che fa pure le gare, legate al proprio ombelico. Per la precisione, la gara a chi riempie prima un vasetto di PELUCCHIESTRATTILASERADALPROPRIOOMBELICO.
dimmi te.
Il mio blog (sin dalla sua apertura) si chiama proprio “ombelicale // autoreferenziale”, pensa un po’.. :)
ma allora è vero che i blog sono ombelicali :)