Ho letto da qualche parte che i blog italiani si distinguerebbero da quelli del resto del mondo per essere ombelicali.

Ombelicali.

Ombelicali vorrebbe dire che i blog italiani stanno lì si guardan l’ombelico e poi ci scrivono delle cose.

L’ombelico.

Allora mi alzo la maglia penso Che freddo, mi guardo l’ombelico, mi sembra normale.

Poi mi premo la pancia proprio sotto lo sterno, è molle, si schiaccia facilmente, e mi trovo faccia a faccia con il mio ombelico.

Dì, che visione, il mio ombelico.

Il mio ombelico è un cratere provocato dalla caduta di un meteorite primordiale, mi viene in mente.

Chissà, magari si correla in qualche modo con l’estinzione dei dinosauri.

O con tunguska.

Forse qualche esperimento atomico è stato condotto sul mio ombelico, a mia insaputa.

Magari è radioattivo.

Non mi lascio spaventare da pensieri inutili.

Piego la testa e mi avvicino un po’.

Il collo mi fa un po’ male, ma piano piano, vedo il mio ombelico a dieci centimetri di distanza.

Che odore ha, il mio ombelico.

Nessuno.

Ci metto il naso dentro, lo strofino, la sensazione è piacevole.

Mi dico che forse esser ombelicali non è un male, è interessante, l’ombelico.

Poi premo l’icona che dice Pubblica il tuo post, e ritorno ad esaminarmi l’ombelico.

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