Certo che ce n’è di gente che ha poco da fare
mercoledì 14 dicembre 2005
Capisco le battaglie contro la pena di morte.
Quelle contro le dittature.
Quelle contro le malattie e la fame.
Quelle contro le disuguaglianze.
Quelle per la libertà, di pensiero, di espressione, di stampa.
Epperò questa cosa qui non mi è del tutto chiara.
Certo che ce n’è di gente che ha poco da fare.



36 commenti
Il Blog della Bloggoteka Liberalia Links Aderenti e Contestanti [inCITAZIONI] FermateLaPioggia Internetturbino Princess Proserpina Settoblo Spaventapassere.com [Free your mind] La torre di Babele (Blogfriends) E io che mi pensavo
presentarvi con le toppe al culo, fatelo con un sms, ma se scrivete su un blog almeno cambiatevi le mutande e mettetevele pulite […]». Come scrive Charlie, Fulvia già 2 anni fa protestava sull’uso indiscriminato delle K in giro per la Rete. Sueiochemipensavo invece una piccola critica all’iniziativa… [IMG :)] La Principessa Proserpina appoggia pienamente, senza aggiungere altro. Forse …ha ragione bruttagente nel suo commento. [IMG :D]
Quando ero a scuola ogni scusa era buona per protestare, la più assurda è stata la protesta contro la ditta dei panini perchè metteva poca crema nei bomboloni!
Pensa che la prossima sarà contro le suonerie polifoniche, stiamo già preparando il banner.
uffa, tocca cliccare per sapere di che parla?
uuuuuuuuffa.
GridaglieloForteAmico! :D
Questa battaglia è la mia preferita! Come don Chisciotte contro i mulini a vento.
solo per segnalare questo
http://eoradidirebasta.blogspot.com/
hey, diderot, quel blog lì è bello fiko! :)
Chi ha molto da fare gioca a sudoku?
Touché! :)
Mah, non gli darei neppure del tutto torto, se non fosse che non la reputo una cosa così importante da perderci tempo o da segnalarlo con un banner. :P
In fondo, son crauti loro se non sanno parlare e scrivere correttamente :P
Sinceramente, concordo in pieno.
Impegnarsi a scrivere correttamente e, forse, anche a parlare con maggiore proprieta’ non dovrebbe essere un segnale di “vecchiaia” o, peggio, di mancanza di rapidita’, perche’ bisognerebbe, a questo punto, anche capire come sara’ impiegato il tempo risparmiato all’impegno e accumulato grazie all’emoticon. Peccano di “evangelizzazione”, questo si’, se non di vanita’, nel volere diffondere il verbo tramite banner.
Non ci credo… insinuate che sia un banale calcolo pubblicitario?… ;-)…
concordo sulla imprescindibilità di questa battaglia.
non aderisco, perché i miei preziosi lettori e commentatori non hanno nessun bisogno di essere bacchettati per come scrivono. E nemmeno gli altri blog che frequento usano questo linguaggio di kappa ;)
invece loro scrivono “fa” con l’accento, e gliel’ho pure detto (come si dice, quanno ce vo’, ce vo’).
Visto che non si richiede niente di speciale, perché non appoggiare? Oh, per carità, si può anche dissentire, ma io da amministratrice di un forum frequentato da gente di tutte le età non ne posso più delle lamentele di gente che giustamente protesta perché nn kpsc 1 kzz d qll k scrvn i ggggiovani
ritengo che se ci sono contenuti da veicolare, questi passano al di là della proprietà di linguaggio con la quale sono espressi, d’altro canto, se non ci sono contenuti da veicolare, sarebbe meglio non scrivere del tutto.
poi, mi affascina l’economia di mezzi di questo modo di esprimersi, e mi impressiona pensare a dove si può arrivare.
ancora, il modo in cui la gente si esprime su di un blog credo dipenda dal blog stesso, e non dagli eventuali banner presenti su di esso. quindi, se i visitatori di un blog si esprimono in maniera cheap (diciamolo, è così che viene comunemente liquidato questo tipo di scrittura) è possibile che il blog che stanno commentando sia cheap anch’esso, sia per forma, sia per contenuti.
altre riflessioni, se stimolate da ulteriori commenti, seguiranno.
già da tempo esiste un antipixel di kekule al proposito.
da parte mia, verso la scrittura sintetica nutro una benevolente antipatia, probabilmente per mancata affinità, e preferirei che l’italiano fosse usato anche nei messaggini.
come autoaffettuosità segnalo un’esortazione alla lotta che mi ero divertito a scrivere:
http://quasiblu.splinder.com/post/4558112
molto apprezzata, l’autoaffettuosità, come sempre.
io questo tipo di lotta la capisco anche, ma mi chiedo, perché? per mantenere la purezza della lingua? la lingua è una convenzione, che serve ad essere usata. la lingua non è un ente, è un divenire, ed è bello così. in più, qb (che non vuol dire quantobasta ma quasiblu), ti capita spesso di ricevere commenti scritti in SMSiano? a me non capita. e a te? non sarà forse il tuo blog che ispira quel tipo di linguaggio?
e poi perché non usi le maiuscole nei commenti, sintomo evidente di degenerazione linguistica? :)
no, mai per difendere una purezza (chissà quale sarebbe, poi), ma per non perdere l’occasione di tentare l’esercizio di uno strumento fondamentale, complesso, potente (e in divenire); l’occasione di farne tutina aderentissima alla nostra propria personalità, campo di gioco per i nostri scherzi, scimitarra nelle discussioni.
l’SMSiano mi pare stile di limitata capacità comunicativa, piatto, troppo codificato, involuto, adatto solo a comunicazioni di servizio, a messaggini composti meccanicamente, a trovare il due di picche, non di più.
qualche volta ho preso commenti in SMSiano, non molte però. non uso le maiuscole nei commenti perchè sono un degenerato ;)
“per non perdere l’occasione di tentare l’esercizio di uno strumento fondamentale, complesso, potente (e in divenire); l’occasione di farne tutina aderentissima alla nostra propria personalità, campo di gioco per i nostri scherzi, scimitarra nelle discussioni.”
bellissimo. sai che mi hai quasi convinto? :)
personalmente io credo in quel che dici, ma insegnare, no, non è la mia vocazione. quei che vogliono insegnare, mi stanno istantaneamente sui marroni ;)
“insegnare, no, non è la mia vocazione. quei che vogliono insegnare, mi stanno istantaneamente sui marroni”
d’accordissimo! e hanno fatto bene giuseppe e milo, qua sopra, a mettere in guardia dai peccati di evangelizzazione, di vanità (direi anche di superbia) e a ricordare che bacchettare chi ti commenta per l’abuso delle kappa sarebbe… pazzzesssco!
io non ci kapisko più un k :)
che cos’è questa battaglia, se non una battaglia a colpi di paternalismo? :)
personalmente sono qui a dire le ragioni di una mia scelta, poi gli altri non so se si sentano davvero unti catechisti, io proprio no ;)
questa cosa degli unti catechisti mi ha fatto venire in mente un’immagine che m’ha provocato uno schifo cazzo ho appena mangiato adesso sbocco. ;)
harrr harrr! ;)
:lol:
[...] (poi ci si lamenta degli sms) [...]
Ognuno non può combattere per quel che gli pare? Si tratta di una semplice visione diversa delle cose. Da qui a sparare che la gente ha poco da fare ce ne passa. Non sei d’accordo? Non aderisci, ma lascia che altri facciano quel che ritengono giusto. Punto. I giudizi tienili per te XD
Caro Anonimo. Mi pare che il mio post abbia portato parecchia gente al sito di cui si parla, e mi pare che i promotori ne sian rimasti abbastanza contenti.
Se vogliamo esser seri:
il mio diritto di giudicare è lo stesso diritto che hai tu di giudicare questo post, ed è lo stesso diritto che hanno i promotori di giudicare l’altrui scrittura.
E, se mi è permesso, vorrei aggiungere che non hai capito lo spirito del post. Ricordiamoci di pensare, anonimo! :)
[...] Così riporta Fratelli D’Italia: Un blog ogni secondo. Il 50% muore entro 3 mesi. Il 9% è spam. Il 10% è aggiornato settimanalmente o più spesso Assodato che abbiamo superato da otto giorni il 50%.. Restano le altre due: Sull’aggiornamento “settimanale-o-più-spesso”, beh, con un certo orgoglio abbiamo raggiunto quello “quotidiano”.. Sullo spam, non sono sicuro.. si dovrebbe fare un’esegesi analitica di cosa si intende per “spam”.. ma si può dire che nel suo significato comunemente condiviso, dovremo essere fuori anche da questo dato. Quindi (come dice Domiziano Galia) “Siamo solo il 10%, ma il 10% che conta“! Magari per la gioia di eìo potrei anche rilanciare un bannerino da smerciare per il web.. [...]
[...] Qualche mese fa l’argomento più interessante, secondo molti, erano le API di Technorati e le relative applicazioni che potevano essere sviluppate. Poi impazzarono le top 100 e si scopriva che il Grillo nazionale, senza bisogno di altre presentazioni, non solo era il primo blog italiano ma anche uno dei primissimi nel mondo. In quel preciso momento tutti iniziarono a dare i numeri. Chi si vantava della sua posizione, chi faceva il finto, stupito per il suo alto ranking, manifestando disinteresse per questo genere di cose, salvo poi riempire di tag i propri post, chi, infine, si faceva valutare in sonanti verdoni la propria paginetta aggiungendoci qualche banale considerazione. E anche io ero vagamente interessato a questo tipo di fenomeno, guardavo la classifica e appuntavo tutte le stronzate che proponeva. Ai primi posti c’erano tutti i blog che offrivano template, bella scoperta. Il network blogo.it se la cavava bene, anche lì non c’era certo da stupirsi, ogni blog nasce già con i link dell’intero network, senza contare i link di chi ha un proprio spazio e scrive da loro. Poi una serie di scrittori della rete più o meno famosi, più o meno bravi, ma risaputamente popolari, anche loro formavano una rete, un anello chiuso di autolinkaggio. Ancora oggi per passare il tempo gioco a trovare gli intrusi nei loro blogroll. Io non ero d’accordo minimamente con quei numeri, dei miei blog preferiti ce n’erano forse quattro o cinque, tutti in basse posizioni, il miglior classificato dei miei favoriti era chinaski o forse Daveblog. Tutti gli altri non comparivano minimamente, c’era qualcosa che non andava in quella classifica ma mi serviva la prova definitiva, quella che mi avrebbe permesso di starmene tranquillo, riuscire ancora una volta a dire che forse anche se non ero così in alto non dovevo pensare che quello che stessi facendo fosse per questo meno valido. In realtà come prova mi bastava già avere quei pochi ma sinceri lettori. Così un po’ per gioco un po’ per sfida, insieme ad altri due giovani, Charlie e il Netturbino, mettiamo su in un batter d’occhio uno spazio con un messaggio che più stupido non si può: questo blog non è un sms! Subito l’attenzione è alta, piovono elegi e critiche, ma era una cosa stupida, davvero non c’era bisogno di scomodarsi. Parlano di quel bollino in tanti, criticamente come nel caso di eìo (si avevamo tempo da perdere), chi cripticamente come Princess Proserpina, chi in modo pienamente solidale, è il caso di Franfiorini. Ma noi, seguendo il più classico degli ideali di celebrità, pensiamo che l’importante è che se ne parli, non importa in che toni. Pazienza se non potevo rispondere alle critiche dicendo che la pensavo esattamente come loro, cioè che fosse una cazzata. Bisognava seguire il progetto, realizzare fino alla fine l’esperimento. Volevamo dimostrare una piccola cosa per noi stessi: che per un link si fa di tutto. Infatti chi sosteneva questa iniziativa veniva segnalato nella pagina che avevamo creato. Sono tantissime le persone che hanno preso quel bollino e lo hanno messo sulle loro pagine, hanno avuto puntuale il loro link, tutti felici. La cosa bella è che finalmente anche io posso dire di essere entrato nella top 100 di Technorati, ottantaseiesima posizione, mica niente, dietro di me ci sono bei nomi, prendi il Boss, uno dei miei preferiti. Beh, non è stato difficile. Tutto questo per dire cosa? Che bisognerebbe guardarsi meno allo specchio, provare a scrivere bene e soprattutto snellire quelle liste di link, a volte davvero chilometriche, la cui utilità è inversamente proporzionale alla loro lunghezza. Technorati non è Dio, Google neanche, noi che imbrattiamo con più o meno successo il web nemmeno. Parafrasando un celebre consigliere comunale: più fatti meno pugnette. Mai come ora credo possa essere indicato, dove per pugnetta si intende appunto l’atto di procurarsi soddisfazione da soli o reciprocamente, ma comunque sterilmente, nobile abitudine per carità, anche io non metaforicamente parlando la pratico, ma ogni tanto anche una vera scopata non sarebbe male. Questo ovviamente è un post sterile e furbetto che non desidera andare a parare da nessuna parte. [...]
Ma chi lo ha fatto questo trackback? Io no, non mi ricordo nemmeno di mettere i tag, figuriamoci queste diavolerie. Chiedo perdono per questo inutile papiello, non vorrei fosse partito in automatico.
Però il wordpress mi dice che il trackback l’ho fatto. Mi sa che devo prendere più seriamente quel mio proposito. Basta col campari gin.
no è trackback, è pingback. li fa automaggicamente :)
Cazzarola, è arrivata la modernità e io ancora perdo tempo con le parole a corda.
le parole a corda sono comunque simpatiche assai :)