Un natale vegetariano provoca probabilmente effetti diversi da quelli di un natale onnivoro. È chiaro che si mangian molte più lenticchie, e si sa bene, come diceva l’Artusi, che le lenticchie han effetti collaterali.

Se Esaù vendé la primogenitura per un piatto di lenticchie, bisogna dire che il loro uso, come alimento, è antichissimo, e che egli o n’era ghiotto all’eccesso o soffriva di bulimia. A me sembra che il sapore delle lenticchie sia più delicato di quello de’ fagioli in genere, e che, quanto a minaccia di bombardite, esse siano meno pericolose dei fagioli comuni ed eguali a quelli dall’occhio.

Eh, meno pericolose, lo dici te, Artusi, dipende da quante ne mangi.

Poi, le fibre della verdura. Consigliate per gl’intestini pigri, dicono.
Se uno poi è regolarissimo, aumenta dalle tre volte che son la normalità, a cinque o sei.

Non dimentichiamo il cioccolatume. Cuneesi al Rhum, Gianduiotti, Baci di Busca di Fagiolo Piero, Cremini, Amaretti, Baci di Dama.
Tutte cose che fan bene.

È vero, senz’altro, che la stanza più piccola della casa fomenta il filosofeggiare, l’escremeditàre.

E allora, lasciatemi atteggiare, nella tipica posizione del pensatore di Rodin.

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