A me piaccion molto quei libri che ti fan veder le cose di tutti i giorni sotto un aspetto mai visto, che il narratore sembra sceso adesso su questo pianeta, e si stupisce di tutte le cose che succedono tutti i giorni che uno non ci fa più caso.

Ci son invece degli altri libri che li leggi perché dentro ci son delle cose che ti ricordan delle altre cose, e seppur questi libri non siano i tuoi libri preferiti, queste cose che ti ricordan delle altre cose ti piacciono, perché ti fan lavorare il cervello, perché ti fan star bene, ricordarti delle cose che son nel tuo immaginario collettivo personale che magari le avevi rimosse.

Agnizioni, le chiamano, quei che sanno.

Allora oggi ho comprato Deandreide, un libro che costa pochissimo che è appena uscito dove valenti scrittori italiani contemporanei si cimentano in racconti sulle canzoni di De André.

Io non me lo ricordavo che le canzoni di De André io le conosco tutte io ce le ho tutte dalla prima all’ultima anche ripetute dentro diversi dischi non li ho mica comprati me li ha passati un amico.

Poi me lo son ricordato.

Una delle mie preferite è sempre Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, che però nessuno degli autori gli si è cimentato contro.

Mi è dispiaciuto.

Son tutti troppo seri, sti autori italiani contemporanei.

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