Ieri, siam andati da degli amici, c’era la televisione accesa, abbiam fatto un giro dei canali per vedere cosa c’era.

C’era un conduttore televisivo che a vederlo non sembrava un brutto uomo, anzi, avrei pensato che sarebbe potuto anche essere attraente, ma a guardarlo meglio, i suoi occhi da conduttore televisivo, le sue espressioni facciali da conduttore televisivo, i suoi capelli ondulati da conduttore televisivo, le sue sopracciglia arcuate da conduttore televisivo, m’han fatto pensare Che uomo di merda.

Che lo so che si danno a volte dei giudizi affrettati sulle cose e sulle persone e subito si pensa che chi dà certi giudizi non è certo persona degna di rispetto o persona dotata di particolare intelligenza, e spesso si pensa che questi giudizi affrettati andrebbero ribaltati sulla persona che li pronuncia anziché sul destinatario designato.

Infatti, questo è un problema che mi sono posto un po’ tutta la giornata di ieri, se questo giudizio che mi è venuto non renda me peggiore della persona alla quale era originariamente diretto, e mentre ponderavo la questione avevo in testa una frase che diceva Che uomo di merda.

Che ci sono dei problemi che son complessi, che analizzarli scomporli triturarli frantumarli e poi rigettarli in una sentenza che contenga la loro essenza è difficile, a volte impossibile, spesso abbastanza stupido.

A volte invece le cose, dopo averle complicate col pensiero, dopo che ci hai pensato, ridiventano semplici. Col rasoio*, si risolvon queste questioni.

***

Poi stanotte mi son svegliato, saran state l’una e quarantacinque, lo so di preciso perché ho guardato la sveglia, mi son alzato, son andato in cucina a sgraffignare una brioche e qualcosa da bere, ero lì che mangiavo e mi è venuto in mente Che uomo di merda.

Allora sarà vero, ho pensato.

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