Dovete sapere che in genere tutti i blogger hanno una controparte fisica grosso modo antropomorfa. Allora io e polli ci siam detti, mandiamole, ste controparti di aspetto umanoide. Mandiamocele, ad Inedita. Noi stiam qui a dormire tutto il giorno, poi, quando loro arrivano alla sera, ci facciam fare il reportage.

E allora, questo, è il reportage.

Un freddo, ieri mattina, che avete fatto d’un bene a star in casa a dormire, ma d’un bene che non ve l’immaginate. A aspettare il treno, un freddo, un freddo che ti entrava nelle ossa che non ne avete un’idea. Poi stavam per arrivare a Savona, ci squilla il cellulare, ci dicono che a casa nevica. La controparte omìnide di polli si preoccupa, chissà se riusciremo a tornare a casa, stasera. Io non mi preoccupo, in liguria è tutto sereno. Scendiamo a Savona, che dobbiam cambiar treno, tira una bisa che sembra la bora. Andiamo in un bar prendiamo due caffè e un bicchiere di acqua frizzante, che sarebbe il nostro menu standard. Orca, il prezzo. Uno pensa la liguria, esosi profittatori taccati al soldo che non sono altro, costa venti centesimi in meno che a Cuneo. Son cose che basiscono. I cessi delle stazioni son tutti uguali, io non lo so, ma la pulizia dei cessi dovrebbe esser compresa nel prezzo del biglietto, invece sembran tutti usciti da trainspotting. Dal treno verso Genova si vedon palazzoni, ma anche casette col giardino e gli alberelli nel giardino, con sopra pieno di limoni e arance, all’inizio di febbraio. A noi viene per un momento la voglia di abitare in liguria, che da noi l’unica cosa che fiorisce a febbraio è la galaverna. Poi arrivati a Genova tira una bisa da portar via, che uno si deve mettere il cappuccio ma il cappuccio si gonfia e sembra un paracadute che ti rallenta la discesa verso la fiera e anche se c’è il sole il vento è freddissimo.
Ma quanto dura il verde per i pedoni, a Genova? Quattro secondi.
Arriviamo ad Inedita incontriamo subito
theo che mi fa un regalino che mi ha riempito di gioia, poi lo fotografo e ve lo faccio vedere, lo bacerei, theo, ma ci ha quella barbetta che lascio perdere. Poi dopo conosciamo anche sua sorella Intempestiva, che come dice il nome, è arrivata molto più tardi. Nella blogarea c’è PlacidaSignora che sta parlando, poi dopo la conosceremo, che c’eravam sempre scritti ma visti, mai. Placida, è una specie di aggreghètor umano. Facciamo un giro tra gli stand, vedo uno con una faccia, provo a chiamarlo, è lui, anche se lui non sa chi sono io. Andrea del Tao dei Blog. Lo vedo dalla faccia che sembra che abbia paura che qualcuno lo voglia picchiare. Che di gente che lo vuol picchiare ce n’è, dopo quella faccenda dei ditloidi. Ma io no, mi presento, siam subito amici, ci siam scritti innumerevoli volte da un annetto a questa parte. Nel pomeriggio parlerà di blogitaliani nella blogarea ma non ha ancora bene idea di cosa dire. Durante il suo intervento, io e Samuele gli faremo da claque. Dura, far togliere a Samuele le mani dalla macchina fotografica, ma per particolari occasioni sembra lo faccia di sua sponte. Scopriamo che oggi è il compleanno di Kurai, che si chiama Federico, allora mangiamo due bugie e poi lo salutiamo anche. So che a lui dispiace di vedermi così, ché ha avuto per diverso tempo il dubbio che io fossi una donna (non è dato di sapere il perché, ma si sa, spesso le impressioni sono cose al di là della comprensione umana), ma alla fine tutti andiamo incontro alla verità, anche se è difficile e scomoda. Con Kurai e giovin compagna come vicini di sedia, ascolteremo parte degli interventi del pomeriggio, parlotteremo un po’ con Giuseppe Granieri, distintissimo, anche se mentre parla gioca con Devonthink come fosse tetris. Conosco l’oscuro signore del male Marco Candida, che mi dice che pensava che eiochemipensavo fosse giuliomozzi sotto mentite spoglie. Non so come gli è venuto. Andrea Beggi è simpaticissimo, anche quando spiega tecnicaglie, solo uno come lui potrebbe mettere sul blog il kmz di un panettiere. (ops, mi spiego: un kmz sarebbe un placemark per Google Earth) In questi giorni di Inedita Andrea Beggi ha fatto un po’ il tecnico per tutta l’informatica del convegno, mi ha dato un po’ l’impressione di quello che alla festa delle medie lo chiami per fare il digei. Poi conosciamo Tambu, guru di Google Analytics, uno che dà l’impressione che potrebbe spiegarti come costruire una bomba atomica usando comuni creme di bellezza, o come costruire una pistola partendo da utensili da cucina. Poi, salutiam tutti e torniamo a casa.

Secondo me si è dimenticato qualcuno. Ma si sa, le controparti umane son mortali, e fallibili.

Mica come i blogger.

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