Paolo Nori, il grande scrittore italiano contemporaneo, l’ho conosciuto una volta a Torino. Era quando facevo il bancario, avevo già questo blog, da poco tempo. Si parlava, mentre mangiavamo in un baretto sfigato, di scrittura e di lettura. Mi ricordo che Paolo Nori mi aveva detto che avrei dovuto leggere un libro che aveva pubblicato la Fernandel, casa editrice romagnola che aveva anche pubblicato il suo primo libro, Le cose non sono le cose. Questo libro era La vasca da bagno, Giancarlo Tramutoli, a me completamente ignoto. Mi aveva spiegato Paolo Nori che Giancarlo Tramutoli era un poeta e scrittore lucano che di mestiere faceva il bancario, come il me di quei tempi. Allora poi, un anno dopo, avevo comprato quel libro, e mi sono procurato tutti gli altri suoi che son riuscito a trovare. (i Canti di Onan, quelli, mi mancano. Il resto, dovrei averlo tutto.)
Poi di Tramutoli qua, se n’è parlato abbastanza. Credo di essere diventato un fan.
Sarà per la sua completa aderenza all’estetica del frammento, sarà per la sua capacità di essere amaro e divertente allo stesso tempo, non lo so. Ma quel che so, è che Tramutoli, a me mi piace.

Ho appena scoperto che è uscito il suo nuovo libro: Versi pure, grazie, edito da Manni, e distribuito da PDE (che vuol dire che potete trovarlo o ordinarlo in qualunque libreria).

Adesso spedisco un’email al mio libraio, e lo ordino.

State sicuri che ne riparlo ancora.

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