Non è da poco che sostengo che la poesia è la forma di letteratura più adatta ai nostri tempi. Ché la poesia, in questi tempi devastati e vili, nonché indaffarati e biliosi, comprime il massimo del significato nel minor dispendio di tempo (sempre per il lettore, s’intende, mica per il poeta).

C’è però questo problema, nella poesia italiana contemporanea, c’è questo problema che la poesia italiana contemporanea fa generalmente cagare.

E diciamocelo.

Ché uno, appena diventa poeta (com’è che si diventa poeti, non si sa) allora la schiena diventa dritta, il mento volitivo, l’attitudine superba, e il traguardo, è il nobel (che, grazie al cielo, non arriverà).

E meno male che c’è Tramutoli.

Meno male, cazzo.

Che ce n’è bisogno.

Ed è finalmente uscito il suo ultimo libro.

E me lo sto godendo.

Versi pure, grazie.

(qui trovate alcuni suoi versi, qui trovate come l’ho scoperto, e nei commenti, link ad altri versi)

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