L’altro giorno ho visto che era uscito in economico un libro che tutti mi avevan detto che dovevo leggerlo, allora sabato pomeriggio siamo andati in libreria a prenderlo. Ce l’avevano, allora l’ho preso. Ho visto che adesso i miti mondadori non han più scritto il prezzo sopra ma hanno un’etichetta con scritti I MITI e il prezzo, e l’etichetta si può staccare. Mi son detto, me lo devo ricordare, la prossima volta che devo regalare un libro. Allora siam usciti dalla libreria, ho staccato l’etichetta con su scritto I MITI e poi sotto Euro 5,00 e l’ho attaccata sul braccio di Polli. Lei m’ha guardato male, io le ho sorriso e le ho detto Sei un mito. Ha sorriso anche lei.
Allora ho cominciato a urlare indicandola e dicendo CINQUE EURO CINQUE EURO.

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Al sabato pomeriggio sotto i portici a Cuneo c’è un sacco di gente che parla urla ti sfiora e allora per evitare di pensare a tutte queste cose mi son messo a pensare a un problema di matematica difficilissimo per tenere occupata la mente. Ho cominciato a contare i numeri che ci sono da uno a dodici. Ce ne son dodici.

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Non mi piacciono i romanzi. Che uno legge un romanzo a un certo punto si accorge che quello che c’è scritto non esiste, è tutto inventato. Che se uno vuol raccontare bugie di professione deve fare una cosa, deve fare lo scrittore. Lo scrittore tutto quel che scrive sono tutte delle immagini che non esistono sono solo nella sua testa.

Poi dentro i romanzi ci son delle parole come la parola Feci, che per me è un sinonimo di cacca, ma ho scoperto che vuol dire anche Ho fatto, Avevo fatto. Poi ci son delle parole come Cademmo, Parlai, Andò, che io nella vita non le ho mai sentite dire. Ci sono solo nei romanzi.

Io penso che se uno deve raccontar delle frottole allora le deve raccontar bene, che sembrino vere, non usar delle parole che ci son solo dei romanzi che lo san tutti che i romanzi son tutti roba inventata.

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Questo libro qua è un libro che mi dicevan tutti che dovevo leggerlo, e in effetti ieri mattina che era una nuvolosa mattina di domenica, l’ho letto, e m’è piaciuto. L’ha scritto un bambino che dentro il libro si chiama Christopher Boone, ma sulla copertina si chiama Mark Haddon. A me questa cosa m’ha un po’ confuso. Poi, nel libro, il bambino ha quindici anni, e invece sulla foto fuori si vede che è sulla quarantina. Io non lo so, se ha senso, se ne accorge anche un bambino che ci son delle incongruenze. Però se uno fa finta di niente poi li libro gli piace. Lo so che è difficile, mi è successo anche a me che stavo leggendo un libro di lezioni di un filosofo molto noto, pubblicato da una casa editrice, come si dice, abbastanza d’elite, e ho trovato, proprio nelle prime dieci pagine, un errore grammaticale molto grosso, tipo che con un verbo avevano usato l’ausiliare sbagliato, e a me m’è venuto da prendere il libro e di sbatterlo contro il muro, ché mi sembrava che mi prendevano per il culo. Prima o poi lo riprendo in mano e lo leggo, ma a me certe cose mi rovinano proprio il piacere.

Come un’altra volta dentro un libro c’era un personaggio che poteva essere mio nonno che diceva Recati ad acquistare del pane. Ma dico io, inventatevene di più belle, ché mio nonno se sentiva dire Recati ad acquistare del pane aggrottava le sopracciglia e si chiedeva in che lingua parlavi.

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Il libro si chiama Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte ed è scritto da Mark Haddon, I Miti, Cinque Euro.

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Poi sabato sera siam usciti e nei vari discorsi ho detto che avevo comprato quel libro.
Poi mentre andavamo via un mio amico mi ha detto Allora me lo compro anch’io, il Mistero del cane morto.

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