Stamattina, son sceso dal letto, mi son guardato, son stato contento, ché tutte quelle punture di api che m’avevano rovinato la faccia ieri sera, erano andate via.

Poi son uscito di casa, pioveva.

Tutti quelli che incontravo avevan l’ombrello, allora son andato all’emporio di Tom Nook a vedere se ce n’era uno da comprare, tanto avevo un po’ di roba da vendere, dei pesci che ho pescato ieri, dei fossili che ho trovato.

M’è dispiaciuto un po’, dover vendere un teschio di tirannosauro per poter pagare il mutuo, ma va bene lo stesso, ché tanto qua a Palta, di fossili se ne trovan due o tre al giorno.

Ombrelli da comprare, non ce n’era neanche uno.

Allora ho preso dei semi e un piantino di cedro del Libano e son andato a piantarli subito.

Continuava a piovere.

Allora son tornato a casa, mi son rimesso a letto.

Poi mi sembrava che piovesse anche nel mondo vero.

E invece, c’era il sole.

(La cosa di cui si parla è un videogioco per il nintendo DS che si chiama Animal Crossing: Wild World, di cui avevano già parlato sia Antonio Dini, sia Kurai. Il paese dove vivo si chiama Palta, il mio nome è Phonk, e il mio codice amico è 3307-8782-5584)

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