Chi ama profondamente le parole potrà diventare un eccellente poeta, un autore di cruciverba o un giocatore di Scarabeo; potrà scrivere simil-romanzi apprezzati da un gruppo ristretto di persone; ma probabilmente non sarà mai un bravo romanziere. Per diverse ragioni, non è affatto incline ad appassionarsi al romanzo tradizionale.

Lo spudorato coinvolgimento del romanzo con il mondo – la miriade di dettagli che fanno vivere un personaggio, la grande fascinazione per quel che riguarda esseri umani immaginari, l’enfasi fanciullesca su ciò che sta per accadere e su com’era il tempo quel giorno – tutto questo, probabilmente, al fanatico delle parole sembrerà tedioso e stupido; si sentirà sommerso dalla spazzatura. E nessuno è disposto a passare giorni, settimane, anni cercando di riprodurre un’esistenza che, in fin dei conti, non gli piace nemmeno.

Non intendo dire che chi è interessato innanzitutto all’artificio linguistico non sappia apprezzare un buon libro il cui fascino risieda nei personaggi e nell’azione; né voglio suggerire che, per natura incline a mantenere le distanze dalla realtà, egli sia troppo freddo per amare sua moglie e i suoi figli.

Se è abbastanza fortunato da vivere in un’epoca aristocratica, o se riesce a trovarsi una congrega di esteti – un’enclave ristretta da cui il resto dell’umanità è esclusa – questo artificiere potrà dilettarsi nei sui originali prodigi. Ma in un’epoca democratica, in cui gli editori hanno un obiettivo commerciale, solo un ego straripante e una grande ostinazione possono farlo persistere.

Disinteressandosi al tipo di romanzo apprezzato dalla maggior parte dei lettori abituali, e non amando particolarmente nemmeno la sua congrega – poiché la distanza ironica è parte della sua natura, come pure, forse, una misantropica diffidenza – in tutta la vita riesce a realizzare al massimo uno o due libri.

Oppure nessuno.

John Gardner, On Becoming a Novelist,
rubato barbaramente a Egotique

Oppure, in questi tempi devastati e vili, potrà semplicemente diventare un blogger passabile.

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