Una specie di Monarca assoluto
lunedì 18 settembre 2006
C’era, dentro il libro Gli Scarti del noto scrittore italiano Paolo Nori, un passo in cui lui prendeva per il culo Alberto Bevilacqua che, in una sua rubrica su un settimanale, rispondeva alle più svariate domande dei lettori trasfomandosi di volta in volta in il noto biologo italiano Alberto Bevilacqua, il noto astronomo Alberto Bevilacqua, il noto paleontologo Alberto Bevilacqua, e così via. Questo lui lo diceva, per dire che ci son degli scrittori, che in virtù del fatto che han scritto dei libri, si permettono di considerarsi esperti di qualunque disciplina nota all’umanità.
Il noto scrittore italiano Paolo Nori, nell’ultimo suo romanzo Noi la farem vendetta, dice, tra pagina 77 e 78, una cosa che a me m’ha fatto pensare che il noto tecnologo italiano Paolo Nori, se le cose non le conosce, farebbe meglio a stare zitto.
Dice il famoso massmediologo italiano Paolo Nori:
C’è un’altra cosa che sento sempre dire in questo periodo che internet sarebbe uno strumento iperdemocratico che è una cosa che si vede che suona bene, la ripetono tutti, ma si vede o che hanno dei secondi fini oppure che la ripetono così senza pensarci. Che se ci pensassero si accorgerebbero che in internet un cosiddetto webmaster nel suo piccolo regno del suo sito web o del suo piccolo blog lui è una specie di monarca assoluto che è l’unico che può cancellare gli interventi degli altri e non è da dire che non lo facciano, lo fan quasi tutti, nella realtà virtuale. Che anche questo modo di dire, realtà virtuale, io non so, a me continua a piacere la realtà reale che se a uno gli dico Sei una testa di cazzo lui questa cosa qua che io gli ho detto che è una testa di cazzo non la può cancellare, e se qualcuno la dice a me, non la posso cancellare neanch’io. perché ci son certe leggi della trasmissione dei suoni nell’aria che quelle sì, che son democratiche, sono uguali per tutti, a parte i sordi.
Qualcuno glielo spieghi, per favore, che aprendo un sito, un blog, anche lui, anche gratuitamente, poi può dialogare, conversare, alla pari con tutti i monarchi assoluti della rete, glielo spieghi.
(Poi, in particolare, qui, le poche volte che ho trovato degli insulti nei commenti, li ho sbattuti in home page, condannando gli estensori all’irrisione degli avventori)
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34 commenti
Eìo… effettivamente.
Io resto un learchiano nostalgico.. da Pancetta in poi Nori non mi prende più, anche se ad ogni uscita nuova mi precipito in libreria. E nel Noi la farem vendetta, avrei eliminato del tutto il capitolo dei Fatti. Perchè era solo prosa da verbale di polizia contrapposta a sindacalese o burocratese giudiziario…e anche un po’ di retorica conpagnistica. Non credi?
glielo spiego io, che son regina, se mi telefona ore pasti.
questa cosa dei correlati, mi rovina. son partita da filosofia di vita, ché stamani mi sentivo filosofa, e di correlato in correlato ho perso l’orientamento. un labirinto da crisi di panico, eh?.
ecchecaspita lascia un filo da qualche parte, altrimenti una volta o l’altra ci muoro qui dentro.
Giancarlo: mi duole ammetterlo, ma ho trovato questo libro un brutto libro, a diversi livelli. Mi dispiace, ma senza il Pretesto Narrativo (come io chiamo Learco) io non riesco più ad esser Noriano come una volta. :|
giarina: il filo c’è, ma è ben nascosto. I correlati, funzionano a serendipity (altri lo nommano Metodo Randazzo), che trovo un ottimo modo di navigare ;)
attenzione… i post lunghi non li legge nessuno…
scherzo dai.. :-P
ciaooooo
Il citato brano di Paolo Nori contiene 18 “che” (se non ho contato male) in dieei righe. L’abuso del che è perseguito per legge. E Khe cazz’!!
gg: non è lungo, dipende solo dalla formattazione, ché se lo stampi su un foglio A4 in corpo 10 escono al massimo 10 righe (dai, cortocircuitiamo i post ;) )
nicogio: guarda, io sul modo di usar la lingua di Paolo Nori non posso dir niente, ché io di Paolo Nori son sempre stato un fan. sono i contenuti, che mi fan sbiellare!
mah, secondo me ha ragione. punto.
ma su, a ognun la sua vendetta. a lui cartacea, a te (noi) telemat(t)ica.
(che poi magari il noto nori è un ignoto webmaster e parla a ragion veduta, vallo a sapere…)
Secondo me ha un blog.
Paolo: secondo me no. secondo me vede la rete come spettatore senza mai aver provato a parteciparvi. o se ha provato, è andato nei posti sbagliati.
mettiamola diversamente, ammettendo che abbia ragione: questi webmaster sono monarchi assoluti, ognuno a casa propria: ma sono milioni e milioni, e i rapporti tra loro sono paritari e democratici. o no?
noce e placida: difficile… ma di sicuro ha un podcast (su feltrinelli.it)
(mi viene in mente che il libro è una delle cos più antidemocratiche del mondo, adesso glielo dico, a nori, che sbaglia, glielo dico in una nota a margine, a matita, s’intende, eh)
“democrazia” è un posto in cui si vota (in cui il popolo esercita il governo tramite il voto).
in rete non si vota (e non esiste alcun governo, che non sia il governo dei protocolli, che però è un metagoverno).
ergo, usare “democratico” per la rete è effetto di una svista concettuale
(probabilmente si sovrappone il campo di libero a quello di democratico).
(ciò detto, nori dovrebbe evitare di parlare per luoghi comuni e signora mia non si può più uscire la sera.
virtuale non è l’opposto di reale ma di attuale, nel senso di potenziale-attuale, quindi il virtuale è altrettanto reale – persino carnale, dato che la carne è segno – del non virtuale.
infine, gli insulti sono gla stessa cosa ovunque)
b.georg è un piacere averla qui: dovrebbe passare più spesso. a difesa di nori bisogna dire che il suo linguaggio semicolto (sul quale egli ricama da sempre) non ha definizioni precise per le parole; in ogni caso, democratico, nel senso di governo dei governati, ci può anche stare.
una cosa che volevo dire nel post, ma poi ho avuto paura di appesantirlo troppo, è che la realtà virtuale è cosa ben diversa dalla rete. ma non mi fossilizzerei. stia bene :)
Adoro fare la dittatrice nel mio blog. Eh, sono soddisfazioni! :-)
piacere mio
Gisella: ognuno ha quelle che si merita :)
b.georg: lei è talmente urbano che la definirei quasi iperdemocratico :D
Caro WebMaster
ti saluto mentre ascolto
il grande Ben Webster
monarca assoluto
del tenor sax.
:-)
Certo che sentirti usare questo piglio nei confronti del Nostro mi fa quasi venire voglia di “perdonarlo”… fortunatamente passa subito :-)
Learco era un pretesto narrativo? Definiresti così ogni personaggio utilizzato per romanzare la propria biografia? O è una cosa che riconosci solo in Nori? (per una volta passo di qui e sono seria, ma anche questo dura poco) ;-)
Io non lo so perché i libri che non c’era Learco Ferrari non li ho comprati.
giancarlo: LOL :D
seia: mi becchi nel momento sbagliato per fare un discorso serio, ché sto uscendo dall’anestesia e sono tra l’addormentato e il dolorante, comunque sì, Learco era un pretesto narrativo che permetteva a Nori di dire qualsiasi cosa facendola dire a Learco. Se Learco avesse detto questa cosa che ho pubblicato oggi, non ci sarebbe nulla da dire, un personaggio può dire quel che vuole. In questo libro invece chi parla è proprio Nori, senza intermediazioni, le persone di cui si parla sono persone reali, a partire dalle vittime e familiari, per arrivare agli amici dello scrittore come Daniele Benati e Alfredo Gianolio (del quale ho peraltro un ottimo libro che si chiama Vite Sbobinate, raccolta di racconti di pittori naif della bassa, veramente molto bello). Privo di Learco, il mio scrittore italiano preferito (lo sai da sempre, che lo è), è in una prigione narrativa (la prigione nella quale si rinchiude a scrivere all’inizio dei Quattro Cani?) autoinflitta, o inflitta dagli editori.
Non so, gli altri scrittori, non mi piacciono, gli altri scrittori, a me piace solo Nori :)
Dopo domani rileggo quel che ho scritto, magari son tutte delle tavanate, ma non potevo aspettare domani a rispondere.
Stark: non so se hai fatto bene o fatto male, comunque leggili, fidati. Nori val sempre la pena, io parlo da fan assoluto un pochino deluso, e forse questo mi fa calcar troppo la mano. non so. forse dovrei aspettare che il piatto si raffreddi.
Se qualcuno ha un superalcolico lo prendo volentieri, grazie. :)
Io, fino ad ora, non ho mai cancellato un commento.
E, in ogni caso, CHIUNQUE può aprire un blog, sia poi di quelli che cancellano i commenti o no.
Il fatto che chiunque possa dire la sua ed essere letto mi sembra già abbastanza democratico.
Preciso che i libri senza L. F. non li ho comprati per un motivo preciso, in verità: che non ho ancora finito di leggere quegli altri (lo si è scoperto un po’ in ritardo, il Nori, eh).
(Ben Webster? Tramutoli, lei è un mito, anzi un ultramito)
è proprio vero che nemo propheta in patria…io questo nori, non l’avevo mai sentito nominare, e magari mi abita anche qui di fronte.è grave?
randazzo non so, ma navigare a serendipity mi piace molto, ché mi ricorda il lexotan.
pensa che l’ultimo che mi ha venduto una roba su e-bay quasi *speravo* che poi non me la mandasse, così lo sputtanavo in Homepage con nonme, cognome e conto corrente.
poi invece me l’ha mandata.
sì, è grave assai, giarina!
si può dire che il lexotan sia la madre di tutte le scoperte? :)
livefast: che peccato, un’occasione persa, nespà? :)
Anche su Fernandel si sta discutendo su questo… e purtroppo, qualcuno si sta infognando nells putrfatta falsa questione impegno politico/letteratura. Lo dico da anarchico: se uno vuole fare un pampflet sula violenza dello stato (con molto manicheismo) non scrive un romanzo. Sempre a mio modesto parere che non sempre condivido. Ciao?
Eìo che vuol dire LOL, scusa ma spesso mi stupisco della mio stupore stupido.
:-)
Anestesia?
Sembra collegata a delusione letteraria…
spero roba da poco… un dente?
Anestetico: fa cdiventare insensibili alla bellezza.
Il fatto è che non sono molto sicuro che questo sia un romanzo, giancarlo.
Lol, è gergo da chat, acronimo di Laughing Out Loud, Me la sto ridendo forte.
L’anestesia, era per un dente, nello specifico, un dente perdente…
scommetto che era diventato poco…incisivo. Ma non voglio passare per molarista, ma si sa che:
Cambiando l’ordine dei denti, l’onorario del dentista non cambia!
PS
Hai ragione. Non è un romanzo. E’ un documento di denuncia su Reggio e su Genova.
noto che Stark nel commento un po’ più sopra ha anagrammato Tramutoli con Ultramito. Direi che ci sta :)
(grande stark! :) )
(per un fine prestidigitator di parole come il Tramutoli, è il minimo)
A me il libro di Nori è piaciuto più o meno per le prime 100 pagine. Poi è iniziata la noia, sempre più pesante. Tra l’altro, quando parla di cose che evidentemente conosce poco, tipo le serie poliziesche (vedi pag. 117-118), diventa un po’ come Bevilacqua, con l’aggravante che dice cose che non stanno né in cielo né in terra.
io l’ho iniziato pieno di entusiasmo, son andato avanti come un treno non so per quante pagine, poi mi son accorto che ci ho messo otto giorni, a finirlo, che con un libro di nori, non mi era mai successo.
l’uso allargato di “democratico” l’avevo notato anch’io, ma direi che si può sorvolare: un’accezione traslata di “democratico” per dire “egualitario”, “non classista” è piuttosto attestata.
ciò detto credo ci sia comunque un semplice equivoco tra ciò che scrive Nori e ciò che intende chi dice che “Internet è democratica”: quest’ultimo infatti vuol sottolineare che 1) sul web chiunque, con poca spesa, può realizzare cose che in RL sono invece privilegio di pochi (per es. una rivista); 2) ci sono luoghi di confronto in rete nei quali non valgono i titoli che si hanno in RL.
ora, che quanto sopra si possa qualificare con l’aggettivo “democratico”, pure nel senso più ampio, è piuttosto arduo. E infatti Nori, che intende diversamente tale qualifica, dice che non è vero, che il web è democratico.
E ha ragione: Internet è tendenzialmente anarchica (in senso lato, anche stavolta), non democratica: ognuno può ritagliarsi il suo pezzetto in cui valgono le regole che decide lui. Non ci sono regole costitutive che stanno al di sopra di tutto e valgomo per tutti, laddove in una struttura democratica (anche in senso lato) queste regole ci sono e sono sacre.
Bene, ho già scritto abbastanza.
ps: questo, casulamente, sarà il primo libro di Nori che leggerò. :D