Sto facendo un corso di aggiornamento in un albergo di Torino. Su venti persone che siamo, siamo in due ad arrivare con il tram. L’albergo è, come si dice, in culo ai lupi, ed il tram che arriva dal centro ferma proprio lì davanti. Invece, arrivan tutti in macchina. Anche gente che abita in Torino, in posti serviti dalla stessa linea, gente che ci mette un’ora e più per far lo stesso percorso che col tram si fa in mezz’ora.
Ieri sera, saran state le sei e qualcosa, m’è venuto da osservare le persone che c’eran sul tram, e ho pensato che tranne me e l’altro ragazzo, non c’era nessuno dei cosiddetti lavoratori della classe media.

C’erano in maggioranza immigrati, ragazzini e persone strane che non saprei come definire.

E io vedevo il tram che superava le code di auto, noi seduti tranquilli a leggere e chiacchierare, mentre la classe media là fuori, ad aspettare, a clacsonare. E a cristognare.

***

Opera n.161
Se non c’è niente da ridere vuol dire che non c’è niente di tragico, e se non c’è niente di tragico, che valore vuoi che abbia.

(Learco Pignagnoli)