Europeana
martedì 3 ottobre 2006
Macché Pignagnoli e Pignagnoli, ci hai fritto le palle, con ‘sto Pignagnoli, è da quando è uscito, che te parli solo di Pignagnoli. non se ne può più, di Pignagnoli: che ci avrà mai, Pignagnoli, da dover esser citato in un post sì e un altro sì, te lo diciamo a gran voce, Basta, con Pignagnoli.
No, è vero, probabilmente, ne ho parlato troppo, intendo, di Pignagnoli, non l’ho fatto apposta: è che è così raro che un libro ti colpisca così, che ti trovi a rileggerlo due volte in un mese, che ti trovi nelle situazioni e ti vengono in mente delle citazioni di Pignagnoli che si adattano perfettamente, e dire Oh, come ha ragione, Pignagnoli.
Ma comunque, non era mica di Pignagnoli che volevo parlare. No, io volevo parlare di un libro che cercavo da quasi un anno, e l’ho trovato proprio la settimana scorsa alla Feltrinelli di Piazza CLN di Torino. Eh, certo che lo potevo ordinare su internet, ma non ci ho mai voglia. Anche se poi dopo che l’ho comprato ho scoperto che si può ordinare direttamente alla casa editrice senza pagare spese postali con in più lo sconto del dieci per cento. Quando avevo guardato io, non si poteva. Eh. Non fa niente.
Il libro si chiama Europeana, e l’ha scritto Patrik Ourednik, ed è edito dalla duepunti di Palermo, ed è un libro strano.
Non si capisce bene che libro sia, questo libro qui, se sia un saggio, se sia una specie di romanzo, se sia qualcos’altro. Son centocinquanta pagine in cui si riassume un po’ tutto quel che è successo nel ventesimo secolo, saltabeccando di qua e di là, con dati e slogan, il tutto in maniera molto divertente.
E senza virgole.
“torrenziale “flusso d’incoscienza” saggistico-diaristico di un’intelligenza sarcastica e strafottente che si picca di riscrivere il nostro immaginario collettivo con un gusto micidiale per il dettaglio fuorviante, il residuo e il margine, insomma il refuso che illumina d’assurdo quel gran libro artificialmente ordinato, e ingrigito, che chiamiamo Storia.“*
Alla fine, dopo che si è letto questo libro, vien da chiedersi se il secolo scorso abbia avuto un senso.
Forse no.
Però ci sono nato, e questo ha il suo peso.
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23 commenti
Il condominio diludovico punto it è un bel posto dove abitare. Dario e il suo forum finito in Wikipedia. eiochemipensavo e le sue letture a partire dal Pignagnoli. Giavasan e il suo …blog Louie e il suo dolore sciolto nel bloggare. kimota e il suo dado (si tratta del “plurigualtiero cubico portatile”). Stark e la sua pausa di aggiornamento dietro le quinte (sembra impossibile
“Europeana” mi sa proprio ch’è un capolavoro, uno di quei libri che sfuggono a ogni definizione. Secondo me Ourednik è completamente fulminato, però ha un sacco di cose interessanti da dire.
Io credo che Ourednik, da quel poco che mi è riuscito di leggere, sia un po’ uno stronzo, ma però, concordo: questo libro lo è, un capolavoro.
Questa breve intervista è illuminante (tratta da http://www.esamizdat.it/dialoghi/catalano8.htm )
Alessandro Catalano
In questo numero di eSamizdat esce il suo primo testo in italiano. Se sono ben informato lei ha un rapporto piuttosto profondo con l’Italia…
Patrik Ouředník
Se è ben informato non c’è bisogno di chiedermelo.
Alessandro Catalano
Sono informato, ma penso che la cosa possa interessare anche al lettore italiano. Nel 1984 lei è andato via dalla Cecoslovacchia e da quel momento vive in Francia.
Patrik Ouředník
Sì.
Ho conosciuto la duepunti edizioni quando ho scoperto Roberto Alajmo. Leggerò anche questo di kinderuO, pardòn, Ourednik, e ti dirò che ne penso, ammesso che ti interessi. Se non ti dovesse interessare vorrà dire che leggerai il mio parere distrattamente, senza alcuna ritenzione. Nel dubbio, prima bevi molto.
‘Spetta che ci metto un sorrisino, che oggi è la Giornata Mondiale Del Fraintendimento ;]
A questo proposito: l’hai letta l’intervista rilasciata da Paolo Nori a Stilos sull’ultimo numero?
I livelli sono quasi questi. Ci sono momenti in cui odio aver ragione, ma ce l’ho :-)
Albamarina: è ovvio che mi interessa. Tra l’altro mi hai fatto venire in mente che avevo in progetto di comprare il repertorio dei pazzi di alajmo ma me ne son sempre dimenticato. spetta che mando una mail al libraio.
Seia: non l’ho letta, ma se lo trovo ancora me lo compro, stilos. ne avevo già letta una, di intervista a paolo nori di questo tenore ma adesso mi sfugge dove. certo non si può sempre esser simpatici e carini con tutti, ma certe volte si esagera…
fior di macaco
non c’entra niente questo commentare
però che vi vuo’ far, sono ubriaco
Secondo me le risposte date da Nori nell’intervista pubblicata su “Stilos” son molto ma molto più astiose di quelle date da Ourednik. Vero è pure che l’intervistatore di Nori gli fa un sacco di domande del menga.
non mi son ricordato di prender stilos però è strano, che stamattina sul blog della mazzuccato è comparsa una intervista a Nori, in cui m’è sembrato un bel po’ disponibile (tranne, e a ragione secondo me, quando le domande vertono su assoluti). boh
ah, l’intervista è qui.
Sì, è vero, lì si dimostra molto disponibile: tutto il contrario che nell’intervista a Stilos.
Grazie Eìo per la dritta. Bellissima intervista. Su Stilos, Nori a me è sembrato solo “precisino”, più che altro corregge, integra… giustamente.
Se l’intervista pubblicata su stilos è questa, ( di Gianni Paris, tratta da “Stilos”, 26 settembre 2006) a me non è sembrato affatto scostante, Nori. Anzi, le risposte mi son sembrate sensate, e appropriate rispetto alle domande. Poi, non so ;)
sisì, l’intervista è quella
boh, continuo a dire allora che a me non sembra affatto poco disponibile. boh. anzi, mi fa piacer di più il libro :)
Dato che sembrate interessati a scoprire che persone siano Nori e Ourednik potrete vederli insieme al PisaBOOKfestival (13/15 novembre 2006) per la presentazione di Europeana. Scoprirete che Patrik è tutt’altro che stronzo: è patafisico e odia le banalità, le formule vuote e il “siamotuttidaccordo”. Per il resto è un amabile conversatore e dopo la settima bottiglia vi assicuro che ogni problema legato alla lingua viene superato.
Scusate ho controllato il calendario del Pisa Book Festival… le date giuste sono 13/15 ottobre 2006; e l’incontro è il seguente: giorno 14 | ore 18 | SALA LEOPARDI | Il Terribile XX secolo. Presentazione di Europeana di Patrik Ourednik (:duepunti edizioni). Intervengono Patrik Ouredník, Alessandro Catalano, Paolo Nori e Ugo Cornia.
scusate ancora per l’imprecisione
Diavoli, rospe. Mi piacerebbe davvero esserci. Purtroppo, non ci sarò, e me ne dispiaccio. Comunque, Europeana è un bellissimo libro, e vi auguro ogni bene. Continuate così!
Beh, sono contento che ti piaccia, visto che a suo tempo mi spinsi a cercarlo sino a bologna… :)
anfatti, non ti ho mai ringraziato abbastanza per non averlo trovato :D
Sono appena tornato dal Pisa Book Festival, se vi interesssa posso garantirvi che eravamo tutti piegati in due dalle risate all’incontro con Patrik. Ugo Cornia è stato semplicemente esilarante nell’interpretare in italiano la monodia di Europeana. Ovviamente ha voluto fare una silloge di tutti i brani che hanno acceso – più di altri – la sua fantasia. Non so se ricordate la storia dell’amore praticato nelle più svariate “maniere diverse”.
Ad ogni modo posso garantirvi che non abbiamo nessuna intenzione di “mollare” Ourednik… e posso anticiparvi che pubblicheremo prossimamente anche il suo primo romanzo. Buone letture e ri-letture.
Un ringraziamento particolare per gli amici bolognesi di Europeana (Paolo Nori e Ugo Cornia ci hanno detto che sono agguerritissimi).
ps. veniteci a trovare sul sito di :duepunti edizioni (www.duepuntiedizioni.it)
[...] Ne avevano parlato eìo e davide, e questo era già un buon motivo per comprare Europeana, di Patrik Ourednik, poi ho letto questa intervista, a Patrik Ourednik, e dopo aver letto questa intervista dovevo comprarlo per forza. Poi in realtà, più che comprarlo, visto che non c’era, l’ho ordinato, c’han messo un mese intero per farlo arrivare, alla fine è arrivato. Magari era meglio se lo ordinavo alla casa editrice. Quando è arrivato, comunque, l’ho visto, l’ho soppesato, Dodici euro mi sembran troppi per questo libro, ho pensato. Poi però l’ho letto, Dodici euro ben spesi, ho pensato. Che c’è effettivamente tutto quello che diceva davide, in questo libro strano e vorticoso, e anche di più, tanto che non sai se sorridere e andare avanti, se fermarti a riflettere su ogni singola frase, se finirlo in un’ora o farlo durare più a lungo. E tutte queste cose, mentre leggi Europeana, le pensi senza virgole, che, tra l’altro, Europeana racconta una storia senza virgole. Alla fine della quale, se si può chiamare fine la fine di questa storia, effettivamente si fa strada il sospetto che il XX secolo sia stato tutto un inganno. E nel 1989 un politologo americano inventò la teoria della fine della storia secondo la quale la storia era giunta alla fine perché la scienza moderna e i nuovi mezzi di comunicazione avrebbero permesso a tutti di vivere nel comfort e diceva che il comfort universale era una garanzia di democrazia ma che non era vero l’inverso come avevano creduto un tempo i razionalisti e gli umanisti. […] Ma molti non conoscevano questa teoria e continuavano a fare storia come se niente fosse. [...]