L’altro giorno, son andato in biblioteca, cercavo dei libri, ma dei tre libri che cercavo, non ne ho trovato neanche uno.

(cioè, in catalogo c’erano, ma erano tutti in prestito, evidentemente)

Allora son andato a guardare se c’era qualche libro che non avevo letto di qualche autore che m’interessa, e ho trovato Narratori delle pianure di Gianni Celati.

Son stato contento, anche se bisognava richiederlo alla bibliotecaria, perché lo sapevo, che quel libro mi interessava, ché come libro lo conosco, anche se non l’ho mai letto.

Narratori delle pianure è un libro dove dentro ci son delle storielle sentite raccontare (se son vere o se non son vere, non m’interessa, come dice giuliomozzi, dice sonetti, basta che sian belle) in vari posti lungo il tratto finale del Po.

Ho aspettato un po’, e il libro è arrivato dall’archivio, l’ho preso e son uscito.

Mentre camminavo verso la macchina, ho cominciato a leggerlo, e verso la quarta o quinta riga mi viene mi viene un déjà vu, e mi dico: ma io questo racconto l’ho già letto. E in effetti mi figuravo in mente il resto del racconto, mi ricordavo i nomi, le cose, i fatti.

Mi son detto, sta a vedere che questo racconto c’è anche in qualche altro libro, ché alle volte gli scrittori hanno questo malcostume di pubblicar le stesse robe in posti diversi.

Sennonché anche al secondo racconto mi è capitata la stessa cosa.

Ho pensato, ma questo libro, sarà mica una riedizione con un altro titolo di qualche libro che ho già letto.

Mah.

Poi son arrivato alla macchina, e son andato a casa.

Son entrato, mi son tolto le scarpe, posato la borsa, e ho messo il libro sul ripiano della libreria.

E proprio sullo stesso ripiano, ricolmo di tascabili feltrinelli, vedo che c’è Narratori delle Pianure di Gianni Celati, nella stessa edizione che avevo appena preso in biblioteca.

Chissà quando l’ho comprato, mi son detto.

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