(Sabato, sono andato in libreria, ed era arrivato un libro che cercavo da tempo. mentre ci andavo, ho incontrato Karim, di ritorno dalla Lituania. Poi ho scritto questo.)

Uno era uno che la gente, a guardarlo vestito così, con il suo mantello rosso con i bottoni d’oro, il suo cappello rosso a tesa larga, sempre sulle ventitrè, la sua barba bianca scolpita, pensava fosse un matto. Invece lui, tutto il giorno, stava al bar, a giocare al biliardo, e a bere dei Pernod.
Anche come parlava, tutti pensavano fosse matto, e invece era solo francese.

Un altro era uno che passava il giorno a chieder delle monete per strada, tutti pensavan fosse un drogato, e invece poi quando è morto, a casa sua han trovato una stanza piena di pile di monete, ordinate per taglio.
Molte delle monete erano anche fuori corso.

Poi c’era un signore anziano che salutava tutti quelli che passavano come fossero stati dei vecchi amici. Dopo un po’, quando camminava per strada, tutti lo salutavano per primi. Alle volte si faceva anche offrire dei caffè.

C’era una signora che dal suo balcone che dava sulla piazza, urlava Puttana! a tutte le donne che passavano. Uno che abitava lì vicino una volta mi ha spiegato che quella signora lì, quand’era giovane, faceva proprio quel mestiere là.

C’era uno che per diversi anni, tutti i giorni, stava tutto il tempo in stazione, e se qualcuno lo guardava, lui diceva Eh, sto aspettando mia moglie.
Poi ho saputo che sua moglie era morta molti anni prima.

C’era un prete che guardava sempre il culo alle ragazze, e quando qualcuno lo coglieva sul fatto, lui rispondeva che esser preti vuol anche esser capaci di cogliere il divino nelle cose che ci circondano.

Poi c’era anche uno che abitava nel mio quartiere, che tutte le volte che lo avevo sentito parlare, stava dicendo a qualcuno, Ne ho viste io di cose nella mia vita!

E poi c’era uno che diceva che il passaggio tra la normalità e la pazzia, era questione di un attimo, e che nessuno di noi può esser sicuro che non gli capiterà, di passar quella linea sottile che distingue ciò che è considerato il viver normale da ciò che è pazzia. Diceva che in certe condizioni, è normale esser pazzi, ed è da pazzi esser normali, che poi, diceva lui, la normalità, non si era mai capito che cos’era veramente ed era normale, secondo lui, passar da normali a pazzi e da pazzi a normali secondo le situazioni. Diceva questo tizio che da giovane, su questo argomento, aveva scritto un libro, ma non gliel’aveva pubblicato nessuno.

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