Apriti sesamo
mercoledì 25 ottobre 2006
Stamattina son andato in un ufficio, era al secondo piano, ho preso l’ascensore, son andato nell’ufficio dove dovevo andare, e ho fatto cosa dovevo fare.
Poi son sceso, ho fatto le scale.
(io son uno sportivo, dicon faccia bene far le scale, e allora io prendo l’ascensore a salire e faccio le scale a scendere, a meno che io non debba andare al quinto piano, ché allora prendo l’ascensore anche a scendere. mi sembra un ottimo compromesso.)
Son arrivato nell’atrio del palazzo, e vicino alla porta c’eran sei interruttori, e nessuno di loro portava etichette di sorta, o pittogrammi che potessero far intuire al malcapitato avventore quale potesse essere, di questi sei interruttori, quello che faceva scattare l’apriporta.
Comincio con quello più vicino alla porta.
Nessun risultato.
Secondo interruttore.
Si accende la luce dell’atrio.
Terzo interruttore.
Si accende la luce delle scale.
Arrivo fino al sesto, e a quel punto avevo sicuramente acceso tutte le luci del palazzo, comprese quelle delle cantine e dei solai e mi predispongo a pronunziare parole magiche (cfr. titolo del post).
In quel momento esce un tizio dall’ascensore, mi dice Buondì, apre la porta e va via.
C’era la maniglia.
Technorati Tags: porte, incapacità dell’uomo moderno di interfacciarsi con la tecnologia



15 commenti
Che cavolo di tag è “incapacità dell’uomo moderno di interfacciarsi con la tecnologia”? O_o :D
un cavolo di tag, appunto ;)
Che fortuna, però, incontrare un altro sportivo!
Più semplice del previsto…!
[Era per caso una maniglia rotonda, che rifletteva un'immagine al rovescio? L'ho già vista da queste parti... :-) Vediamo se la ritrovo...]
Ti comunico che a causa delle forti sollecitazioni ai danni delle ginocchia, è più consigliabile salirle le scale, piuttosto che scenderle. L’ho appreso da un “luminare” allorquando ebbi problemi col menisco (porca troia). :D
Ecco l’altra maniglia magica… nel tuo post “da che punto guardi il mondo tutto dipende”!
eh, andarci a pensare, alle cose semplici!
(io, poi, abito al primo piano, prendo l’ascensore anche per scendere)
La vita è fatta a scale
c’è chi scende
e c’è chi cade.
Il quesito della susi, sulla settimana enigmistica, sembra farti una pippa eh… :P
caro eio, tempo fa lavoravo in un ufficio le cui finestre davano sull’atrio del condominio. Per uscire dal cancello che portava sulla strada bisognava pigiare un interruttore piuttosto nascosto. Nelle giornate dei colloqui per le nuove assunzioni, quando i candidati che avevano finito uscivano, ci mettevamo tutti alla finestra per vedere come se la cavavano con l’interruttore. Quelli che ci mettevano più di 5 minuti a trovarlo venivano bocciati :-)
ahahahahahah! Questo è il genere di cose che potrebbe capitare a me!
Una volta ho girato in lungo e in largo il perimetro di un edificio, cercando la porta di un ufficio.
Alla fine mi arrendo, e chiedo informazioni ad una ragazza.
Lei mi guarda con gli occhi sbarrati.
“E’ lì!!”
C’ero esattamente di fronte.
come stai con l’umore oggi?
scale a parte ^_^
Dovresti leggere “La caffettiera del masochista”, sulla psicopatologia degli oggetti quotidiani di Donald A Norman.
Ti capisco. Io invece sono specializzata in colluttazioni con porte che non si vogliono aprire solo perché spingo quando c’è scritto “aprire” e viceversa.
…no “aprire2. “Tirare”.
Vabbè, oggi sono più scusata del solito se c’ho il galòp anche nel cervello néh?
:-*