Stamattina, mentre salivo in macchina, un insetto verde filiforme con le ali e le antenne lunghe è entrato e si è posato sull’interno del finestrino lato guidatore.

Ho provato a farlo uscire ma non c’era verso, allora ho chiuso la portiera, ho aperto un po’ il finestrino perché volasse via, ma lui, niente, lui stava lì. Ho tirato il finestrino ancora un po’ più giù, ma lui stava lì fermo e andava giù col finestrino.

Allora poi ho smesso, ché non volevo mica che andasse a finire dentro la portiera insieme al finestrino.

Son partito, e lui è venuto via con me.

Son andato avanti con il finestrino mezzo giù, ché pensavo che prima o poi uscisse, ma lui, si vede che si era affezionato.

Avrò fatto un trenta chilometri, con l’insetto verde sul finestrino.

Son arrivato, ho chiuso il finestrino, ho aperto la portiera, ho soffiato forte forte, e lui è volato via, fuori dalla macchina, in un posto che non conosceva.

Chissà quanto enormi sono, trenta chilometri, per un coso lungo un centimetro o due.

Chissà come farà, poverino, così lontano da casa.

Chissà poi se gli insetti ce l’hanno, una casa, o casa, per loro, è ovunque posino il loro cappello.

Chissà se ce l’hanno, un cappello.

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