Dopo una notte di sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò uguale al giorno prima, ed andò a lavorare.
***
C’è un romanzo in cui il protagonista è cattivo, ma talmente cattivo che lo scrittore che scrive il romanzo, non ci riesce, a scrivere il romanzo, e allora, non lo scrive.
***
Un film di 007 comincia con James Bond inseguito da una pletora di nemici che gli sparano, mancandolo. Tranne uno, che lo colpisce al cuore. E zan.
(continua copiosissimamente nei commenti)


656 commenti
, fatti viva non trovo il tuo blog. Fattomi intervistare da RobinGood. Ma senza aprire bocca: c’era un pianoforte. Fattomi fotografare da Auro, emozione. Ascoltato SIC, Scrittura Industriale Collettiva, bravi, funzionerà? Ascoltato Fincipit, peccato per il libro. Ascoltato Strelnik, complimenti per il libro. Ascoltato Buran, in bocca al lupo in tutte le lingue. Ascoltato Vibrisselibri, ottima idea, avanti così, prosperità. Sfumazzato e cazzeggiato con
- Che ne sai di un bambino che rubava e soltanto nel buio giocava e del sole che trafigge i solai, che ne sai? – Ho cercato su Google, eccheccazzo. N3mo – Novembre 25th, 2006 alle 1:22 Ce n’è di alcuni spassosissimi! http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/23/ogni-inizio-e-una-fine
fantasia di moltissimi navigatori, che si sono divertiti a dileggiare le icone della cultura del nostro tempo, dai classici della letteratura alle poesie fino alle canzoni. Il risultato sono le migliaia di Fincipit, firmati da centinaia e centinaia di commentatori del blog. Il gioco continua in rete (ad esempio qui, nel post più comentato dell’anno) ma a marzo sbarcherà in libreria, naturalmente per la nostra collana, il primo nostro libro scritto non da un autore solo ma dall’intera Internet.
mapporc.. anche stavolta mi han fregato il portafoglio. francesca – Dicembre 7th, 2006 alle 16:47 Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Ma mente. francesca – Dicembre 7th, 2006 alle 16:49 ogni inizio e’ una fine – fincipit una di queste cavolate finira’ su un libro: Ciao, Vi scrivo perché uno o più dei fincipit che avete pubblicato sul mio blog http://eiochemipensavo.diludovico.it ha superato la ferrea selezione per la trasposizione sul libro che
Fincipit Prendete l’inizio di un libro, di una poesia, di una canzone, di un film. Fatelo seguire da una frase che ponga immediatamente termine alla storia. Eio l’ha inventato. Stark gli ha dato il nome. Farfi me l’ha fatto conoscere. E ora mi tocca scrivere tre esempi di livello veramente scadente, sennò non riesco più a pensare ad altro. Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter
Tutto ebbe inizio qui. Poichè il giochino è divertente, ci provo anch’io. Gucciniano: Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni, col cavolo che avrei cercato Moggi o avrei assunto Meani.
stesse per finto incipit Chessò, una roba così: La mattina del 21 dicembre 1849, il sole splendeva e una tiepida brezzolina spirava su Mompracem, graziosa località balneare di villeggiatura… E invece
Eiochemipensavochelavitadelbloggereranotuttifiorellini ha dato inizio a un gioco letterario, “Ogni inizio è una fine” che consiste nel prendere l’incipit di un romanzo, di una canzone, di un poema o della lista della spesa, per dire, e lo si fa finire lì inventandone la… sconclusione. Io lo trovo incantevole, e credo anche le duecento e passa persone che hanno
Fincipit
Mi ero messo di buon animo con l’intenzione di stilare una cronistoria e una sitografia in relazione al fincipit dopo essere stato uno dei magi accorsi al fincipit di eiochemipensavo. Però… Centinaia di post e citazioni in rete, articoli e passaggi radiofonici: impossibile riassumere tutto spinto solo dalla curiosità blogosferica. Un’esplosione affascinante. Sinergica.
Modesti contributi al simpatico gioco inventato da eiochemipensavo. Si tratta di inventare un finale fulminante agli inizi celebri e non di libri, poesie, canzoni ecc… Si può giocare scrivendo i propri fincipit qui e qui. Coi migliori, Scrittomisto ci farà un libro. Divertitevi!
e di fianco chi ha già toccato. E’ il mio turno, senza far straordinario (il mio ordinario basta, Carla cala la pasta). L’incipit è stato dato da eiochemipensavo. Si può giocare scrivendo i propri fincipit qui e qui. E il mezzipit? Perchè è in mezzo, gaudio comune, che stat la virtute! Alice cominciava ad essere stanca di sedere accanto alla sorella sulla panca, ma se si fosse alzata avrebbero scoperto la crepa e la capra crepata sotto la panca!
Eiochemipensavo ha lanciato l’idea dei Fincipit, sostenendo (giustamente!?) che ogni inizio è una fine. Si tratta di far finire una narrazione subito dopo l’incipit. Si sono cimentati in centinaia. E molti hanno fatto considerazioni interessanti sugli inizi e le fini. La tentazione è troppo forte:
a eventi reali, che si ricordano molto bene, che vengono influenzati da condizioni fisiche o ambientali ecc). Per cui possono essere un buon campanello d’allarme. ma si sa che non bisogna mai fidarsi di quei maledetti mangiarane Mi trovi completamente d’accordo. prevenire incubi Smetti di guardare i film di paura, interrompi la melatonina (ad alcuni fa quest’effetto, non so perché), mangia leggero ed eventualmente passa alla psicanalisi. Sulla psicanalisi per
dei libri, il libro dell’anno…il libro partorito dalla mente geniale di Alessandro Bonino e Stefano Andreoli. Il libro in cui trovate l’apporto culturale e linguistico di mezza blogosfera, me compresa. (vedi elenco a pagina 203 se non ci credi…).Ogni inizio è una fine…Questo il sito del libro. Online lo trovate su BOL, su IBS e su Libreria Universitaria. Però vuoi mettere che entri in libreria il giorno in cui è uscito, una libreria ai confini dell’impero dove nenache ti aspetti che arrivi un libro proprio
In effetti, ora che mi ci fai pensare, Final Destination e Lost sarebbero stati film migliori se quegli aerei, qualche ora dopo essere partiti, fossero regolarmente arrivati a destinazione. :O
In vacanza presso un hotel del Wisconsin, la sig.ra Fletcher scopre un cadavere. Pochi minuti dopo si scopre che era solo svenuto.
In vacanza presso un hotel del Wisconsin, la sig.ra Fletcher scopre un cadavere, che mentre viene esaminato si risveglia e morde la sig.ra Fletcher, che cade morta. Poi si risveglierà anche lei e morderà un altro. Ad lib.
Un poeta di trenta e qualche anno si ritrova in un bosco scuro ché ha perso la strada di casa. Poi la ritrova (c’era un cartello).
era una notte buia e tempestosa. poi, la mattina, il tempo migliorò.
(come avevano detto le previsioni sul due)
Eìo, chennesai che il mio nuovo romanzo finisce come inizia?
ya inna verri pignagnoli staila!
Due si sposano. (trama passepartout, dai promessi sposi a romeo e giulietta)
Giancarlo: ciò i poteri ;)
pOg: eggià, Pignagnoli foréva!
Il signor Finizio cercò inutilmente di prendersi il giro-vita morendo per contorsione mentale, mentre il suo cane si mordeva la coda.
Odio, detesto, aborro iniziare una cosa e non riusc
La busta in cui la signora Esposito aveva riposto la spesa si ruppe poco prima delle scale di casa. Fortuna volle che ne avesse un’altra.
rimase in coma per dieci anni. poi, un bel giorno, si svegliò: si guardò intorno, fece un paio di domande e si accorse che non era cambiato nulla. allora prese una pistola e si sparò.
ma non era mica bravo con le armi: si sparò male ed entrò in coma.
rimase in coma per dieci anni. (ad libitum)
Bussò alla porta di casa sua e vide lui stesso aprirgli.
C’era una volta
ma ora non c’è più.
Dovrei partorire qualcosa di creativo quando scrivi questi post… uhm…
C’era una candela accesa
ma questa affermazione è falsa:
poggia su una bugia.
E se i tre piccoli porcellini fossero stati al sicuro in casa Rovagnati?
E se le due sorellastre avessero preso come colf Solange?
E se avessero messo in cuccIe separate Peggy e Pongo?
E se Geppetto invece che una sega… avesse usato un Black&Decker?
E se Eìo fosse ancora bancario?
c’era una volta.
ma ora non c’è più.
(ah, no. eccolo: è tornato)
C’era una volta, a crociera, nei caraibi.
E c’era una altra volta, a botte, in cantina.
Inizio e fine di un poeta
L’aura non c’è
è andata via.
eppur si muove.
no, scusate: era un’illusione ottica.
“Napoleone I, la cui carriera ebbe il carattere di un duello contro l’Europa intera, disapprovava il duello fra gli ufficiali del suo esercito. Così quando i tenenti Feraud e D’Hubert si conobbero trovandosi reciprocamente molto antipatici, a entrambi venne sì voglia di affrontarsi, ma evitarono di farlo per non rovinarsi le carriere a vicenda”. [Joseph Conrad, "I duellanti"]
A Silvia,
perché non sei morta,
che ci facevo una poesia!
ei fu siccome immobile.
poi si mosse.
(era la strategia dell’opossum)
La donna è mobbileeee
(No guarda che mi par ferma)
Ops scusa.
All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
No.
Sette più.
(pausa) [OT]
no, dico. caro eio.
ma ti rendi conto del post-mostro che hai creato?
(dico)
Edmond Dantès si sostituisce al cadavere del suo compagno di cella, ma non riesce a liberarsi e muore annegato. Fin
Sono vivo. E vegeto.
Eìo, hai fatto una cosa da perfetto dadaista:
hai creato un:
pre-post
Se non avessi questa vita morirei.
(Paolo Conte)
una vita.
io ormai è una vita che sono sul punto di rassegnarmi.
(paolo nori)
e tuttavia, a tutt’oggi, ancora, sono vivo.
fiorin del mare
un nuovo inizio chiederebbe a chi
tanto gentile e tanto onesta pare…
Son contento di morir, ma mi dispiace
Mi dispiace di morir, ma son contento.
partire è un po’morire,
partorire è invece un po’ mororire…
patire resta sempre un po’ moire.
Punto.
Molti anni dopo davanti al plotone di esecuzione Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel giorno in cui suo padre l’aveva portato per la prima volta a vedere il ghiaccio, se solo fosse stato ancora vivo. E invece.
Vive felicitazioni, mia carissima Vedova Nera, ora che ti sei risposata ti auguro che non vada a finire come la volta scorsa, sinceramente tua.
Suor Mantide
E invece.
La modella vinse il concorso
e sorridendo dichiarò: Miss Piace.
Mi devi credere:
sono un bugiardo!
(OT) S. me ne rendo conto, e francamente, ci speravo :D
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. E così nei secoli dei secoli. Amen.
Dio creò l’uomo a sua immagine; [...] maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate [...] su ogni essere vivente. [...]Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti”.
Allora Adamo disse ad Eva: “Non mangiamone”, ed ella fu d’accordo.
Fine (dei tempi)
a cabot cove lo sceriffo scopre un cadavere: è quello di jessica fletcher.
che è *veramente morta*.
e non si risveglia.
viene seppellita.
*rimane morta*.
In una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, avvedendomi che il tè non era stato zuccherato. Sfanculai mentalmente mia madre.
meraviglioso.
peraltro un tempo questo era il sottotitolo di questo blog:
Ho visto le menti migliori della mia generazione
lavorare
Era lui il colpevole più scontato, il figlio psicolabile, violento, emarginato. Tante coltellate, troppe per chi avesse voluto semplicemente uccidere. C’era soprattutto odio, un odio diretto e personale, in quei colpi. Ed era stato lui, non c’era dubbio, a sferrarli; lui che immobile tra gli agenti pareva sorridere di un sorriso cattivo mentre l’altro fratello, l’erede della dinastia, piangeva riverso sulla poltrona in maniera sguaiata, quasi teatrale.
Nessun dubbio, sulla sua colpevolezza. Nessuno. E infatti era stato proprio lui. Cosa vi credete, mica siamo alla signora in giallo, qua. Che la carta costa.
Al primo appuntamento la Morosa disse al Moroso:
sei già in ritardo. La nostra storia finisce qua.
(ah già) Il nome della (fanciulla) era Rosa
Non c’è Rosa senza Spina
e non c’è Spina senza Presa.
Solo alla mattina in fine lei capì quanto quell’uomo fosse stato un cavaliere, dopo essere stata montata tutta la notte…
C’era una volta il morale della favola.
Il molare della favola
disse il dentista-dantista
è che la lingua batte
dove Dante vuole.
Questo non è più un Blog….questo è un Blob inarrestabile, che cresce e si espande, gorgoglia e s’impone su di noi, presto non potremo più muoverci, respirare, vivere….moriremo tutti….MORIREMO TUTTIIIIIEEEAAAHHHH!!!!
Data l’affluenza, mi vien da pensare che… ho visto le menti migliori della mia generazione… tentare di lavorare… ;-)
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
ma poi l’han tirato giù per far passar l’autostrada.
Credo non abbian visto la siepe.
han fatto bene ché dava noia, da tanta parte il guardo escludeva ;)
“Io nel pensier mi fungo…”
(disse un porcino spocchiosetto…)
il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv l signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv il signor pasculli guardava la tv. nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv e nella tv c’era il signor pasculli che guardava la tv
E mi sovvien l’eterno
e le morte stagioni e la presente e viva
e il suon di lei:
Drrriiiiiiiiiiiiiinnnnn
Chi è?
Ciao. Sono io, disse la morosa.
Ho un ritardo.
Svenni.
toh..la donzelletta vien dalla campagna.
o non doveva andare in città?
(avrà sbagliato strada)
C’era una che si chiamava Cenerentola che la scarpina non era mica sua.
C’era un piccolo anatroccolo, invero bruttino, snobbato da tutti, diventato grande, la guardiana d’oche, lo mise in lista d’attesa per diventar paté de canard per le feste natalizie.
C’era un bambino chiamato Pollicino che era alto come gli altri.
Bon. La storia finisce qua.
E infine uscimmo a riveder le stelle, ma era giorno fatto e per di più la nebbia era salita ben sopra gli irti colli.
Lo spirto guerrier ch’entro mi rugge ha la erre moscia.
Io, ho la erre moscia, Lo spirto guerrier ch’entro mi rugge non l’ho mai potuto dire.
Appena iniziato, l’arrovellarsi delle esse, era già finito :-)
Cavolo, era l’arrovellarsi delle erre, ovviamente
:-D Una storia senza erre non può errare.
Ciera il Gangilli che si era messo in testa che quella sarebbe stata la donna della sua vita, benché così diversa da lui, rozzo & incolto bracciante. Allora si preparò tutta una lista di posti romanticissimi in cui portarla, cercando di conquistarla e vincere pianpiano le sue resistenze: mostre, teatri, parchi naturali, sale da té. Si era riempito l’agenda di mesi e mesi di appuntamenti, vers vernic vernissages e occasioni culturali. E venne fuori che quella lì invece gliela diede subito, ché si dava il caso che era parecchio mignotta.
o cavallina, cavallina storna!
buon per te che non capisci una sega.
Quel ramo dell’ago di como che volge a settentrione. Ok, la bussola funziona.
quel ramo del lago di come che volge ad occidente, laddove calienta il sol.
(ed è subito sera)
Le dame, i cavallier, l’arme, gli amori,
tutte cazzate per gli sbarbatelli
che giocano a dungeons and dragons
Tutto cominciò per colpa d’una fusione. Non sto parlando di maneggi nucleari, bensì di manovre d’alta finanza; ma andiamo per ordine.
(è già squinternata così com’è ;-D
Silvia, rimembri ancora / quel tempo della tua vita mortale / o no?
Il 25 settembre 1264, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. Ma era ancora buio, che aveva sbagliato a mettere la sveglia, quindi tornò a dormire.
- Drogo, ma arrivano o non arrivano?
- Boh…
Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti precisamente – avendo poco o punto denaro in tasca, e nulla in particolare che m’interessasse a terra, pensai di prendere il largo per un po’ e di vedere la parte acquea del mondo.
Ma poco prima di partire vinsi al superenalotto, e mi impegnai a sperperare tutto in mignotte.
Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, e la campanella di chiusura della biblioteca trilla. Ma oggi non faceva orario continuato? Vabbe’, tanto non è che ti ispirasse più di tanto.
silvia rimembri ancor?
no?
ok.
Il cielo sopra il porto aveva il colore del televisore sintonizzato su un canale morto.
Ma erano solo gli occhiali sporchi.
Chiamatemi Ismaele. Che a me, mi vede il numero sul cellulare, e non risponde.
Tu non ricordi la casa dei doganieri. Ma proprio niente niente, eh.
domani prendo un giorno di ferie per leggere tutti i commenti e per capire cosa ci faceva davanti alla tv il sig. pasculli.
Aveva solo l’indirizzo. Rue des Pistols, nel Vieux Quartier. Erano anni che non tornava a Marsiglia.
Non sapeva più orientarsi in quel dedalo di strade; sperduto, camminò per tutta la giornata – e infine si arrese.
Mentre attraversava la città in cui era nato, senza più riconoscerla, l’idea di vendicare Manu iniziò a non sembrargli così geniale, in fondo.
Era cambiato. Erano cambiati tutti. Anche Manu. Anche Lole.
Lole.
Tornò a casa, e dimenticò.
[+] a la spostata per la citazione di Izzo.
Ehm, è saltato il segno nel commento…
- Ma cosa stiamo aspettando?
- Godot.
- Ma se l’ho visto cinque minuti fa, è di là.
- Ah Bon.
(Sipario)
Quelli di Gualtiero son strepitosi (questo post, potevi intitolarlo Fincipit, no?).
mensola
azz, stark, penso che Fincipit sia un ottimo titolo per questo giochetto :)
mensola in corpo depresso
nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
che la diritta via era smarrita.
Ma poi l’ho ritrovata.
Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate.
Quel bischero di Caronte oggi sciopera.
Sempre caro mi fu quest’ermo colle. Poi l’hanno spianato per farci l’Ikea.
La cantatrice calva. Poi una sera l’ha vista Cesare Ragazzi.
(stark, gracias :D)
Dorothy abitava in mezzo alle grandi praterie del Kansas, con lo zio Henry, che faceva il fattore, e la zia Em, che faceva la moglie del fattore. Arrivò il Moige e li fece arrestare tutti e quattro per oltraggio al pudore.
Passer, deliciae meae puellae,…
BLAM!
Passer?
Passer?
Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda. Giuda generò Fares; Fares generò Esron; Esron generò Aram; Aram generò Aminadab; Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon. Salmon generò Booz da Rahab; Booz generò Obed da Rut. Obed generò Jesse.
Poteva andare avanti parecchio, ma Jesse, figlio unico di figli unici, morì in un maxitamponamento sull’A1, prima di avere figli.
(così va la vita)
Dottore, lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!
L’abbiamo perso, ora il prossimo traghetto è tra sei ore!
Publicando queste lettere, io tento di erigere un monumento alla virtù sconosciuta; e dimostrare una volta per tutte che le Poste fan cagare.
“Natale non è Natale senza regali”, si lamentò Jo, sdraiata sulla coperta.
“È così spiacevole essere poveri!” sospirò Meg, abbassando lo sguardo sul suo vecchio vestito.
“Che è? la sagra dei luoghi comuni?”, borbottò la piccola Amy, bestemmiando sottovoce.
(e così facendo stroncò sul nascere un potenziale capolavoro come “Piccole Donne”)
Alice cominciava a non poterne più di stare sulla panca accanto alla sorella, senza far niente. Così passò un coniglio bianco, Alice lo seguì, cadde in un buco nel terreno e morì sul colpo nell’impatto.
Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico, dell’appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortoro. Scrooge vi aveva apposto la sua: e il nome di Scrooge, su qualunque fogliaccio fosse scritto, valeva tant’oro.
Ma nche Scrooge, era morto.
Fine
Tutto cominciò
quando sullo schermo appave la scritta “The End”
e Giorgio Faletti cantava ancora:
Minghia signor Tenente!
prendiamo post e commenti e facciamo un istant book?
siamo dentro l’happy-hour: viverevivere costa la metà.
(poi non guardare che la benzina è aumentata di venti centesimi anche ieri)
Era un istant-book, ci mettevi un istante a capire che era meglio non leggerlo.
Sao ke kelle terre per kelli fini le possette…No, non lo sao.
S’io fossi foco… ahi ahi scotta!
Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie.
Quindi, con questi presupposti, mi pare inutile andare avanti.
Dell’amore e di altri demoni vi dirò un’altra volta.
Ei fu.
Vuolsi così colà, dove si puote ciò che si vuole,
e se vai avanti così, ti rifilo uno sganassone.
La prima volta che i miei occhi si posarono su di lui, Terry Lennox era ubraco in una Rolls Royce davanti alla terrazza del club The Dancers. Gli offrii una mano: mi ci vomitò sopra. E allora che se ne andasse pure affanculo.
C’era una volta un falegname, di nome Geppetto, che non ci stava più dentro con le spese, chiuse bottega e, iscrittosi al CEPU, conseguì la laurea in Ginecologia, specializzandosi in inseminazione artificiale.
Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, incarnava l’immagine del meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun’anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere. E invece una mattina trac! Vedi te ad attraversare fuori dalle strisce.
Cavoli, c’era un’altra cosa che avrei voluto scrivere, ma m’è andata fuori di mente, qualcuno l’ha vista passare, per caso?
a quota 150 commenti Eìo potrà scegliere tra un orsetto di peluches di 2,32 metri e una bambola gonfiabile in fintavera pelle…
;)
In principio Dio creò il cielo e la terra, ma poi pensò: “chi Me lo fa fare?”.
Con un soffio fece sparire tutto quanto, e tornò a letto.
È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. “Stronzate”, pensò Briatore, attraccando a Porto Rotondo.
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato… no, eh? Ah, non volete neanche sentire la storia? Ma che gente c’è a ‘sti reading del cazzo?
“Stronzo!”, ribattè col pensiero la Gregoraci mentre attraccava su Briatore…
Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai per una selva oscura,
fortuna che il mio SUV c’aveva il GPS.
“A tutti è noto che prima di morire il passato pare ritorni come un flusso d’immagini riavvolto, che sembra un nastro che scorre in fast rewind” Cominciava con queste parole il suo romanzo. Stava seduto su una di quelle sedie strane della Stokke ripensando a come proseguire, quando l’infarto fulmineo lo sorprese. L’ultima immagine fu sua madre vent’anni prima che lo rimproverava “Ma cosa scrivi? Tu finirai…”. Finì.
Dopo aver gonfiato la bambola
l’ attaccò alla bombola
e si gasò
giocando a tombola
con Elio.
Aveva avuto una vita così piena, che in punto di morte, quando dicono che i trascosi ritornino come una serie di immagini, fu fatto sedere in poltrona e gli portarono pure i popcorn.
This is the end.
Avendolo visto morire, la moglie alzò lo sguardo e annunciò gridando “Cielo, mio marito!”
Quando le luci si spensero, Peggy Lewin era sola nella terza carrozza.
Era ancora lì, il mattino seguente, quando il treno arrivò in stazione.
Allora scese.
Entrò
mise il cartello
TORNO SUBITO
e se ne andò.
Entrò
tolse la giacca
sulla maglietta c’era scritto:”torto subìto”
e si vendicò.
Entrò
ed essendo affetto da eiaculatio precox
venne subito.
Entrò
ed essendo affetto da demenza senile
non si ricordò più per cosa fosse entrato.
In un borgo della Mancia, che non voglio ricordarmi come si chiama..
(e vabbè, qui non c’è un briciolo di professionalità: me ne vado)
L’albero a cui tendevi la pargoletta mano,
è nel caminetto.
Entrò
sbagliò post
e se ne andò
dicendo: scusa, pardon.
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era deserta e vuota; le tenebre ricoprirono l’abisso e sulle acque aleggiava lo Spirito di Dio.
Iddio disse: “Sia la luce”: e la luce fu.
allora Dio pensò: credevo fosse più difficile.
ed iniziò ad annoiarsi terribilmente
Entrò
Uscì.
Nessuno doveva aver calunniato Josef K., poiché un mattino, senza che avesse fatto nulla di male, egli non fu arrestato.
OT: ragazzi, lasciatevelo dire, quel che state facendo è meraviglioso. Appena ho tempo, vi linco tutti :)
Solo una “i”
ci salvò
dal linciaggio.
La vita è vuota
Va riempita di qualcosa
fin dalla scoperta
della ruota.
Amsterdam
Tutto fumo
e niente arresto.
Tra la fine e l’inizio
tra un tiro e l’altro
ci ritroveremo tutti
tra la fame e l’ozio
all’isola dei fumosi.
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Lolita, Lolita dove cazzo sei finita?
giancarlo, adesso è ora di far sul serio, facci qualche Fincipit come tutti, dai ;)
Rossella O’Hara non era una bellezza. E infatti nessuno se la cagava.
mi piacque.
dalla prima volta che la vidi.
fu anche l’ultima, però.
Quando Zarathustra ebbe trent’anni, lasciò il suo paese e il lago del suo paese e andò sui monti. Lì trovò l’amore della sua vita, il Superuomo.
Quando Zarathustra ebbe trent’anni, i suoi lo cacciarono di casa a pedate. Ché a quell’età lì, un lavoro bisogna avercelo.
(dice che adesso fa la guida alpina. Mah)
NON ESISTE ALTRA CITAZIONE:
il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in bocca,il mattino ha l’ora in b
Possiamo cominciare con le lettere di Helen alla sorella. Ma anche no.
Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza. Poi avevano messo l’asfalto.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Amore, eri più fredda del solito stanotte, a letto.
Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Sì, no, quindi, direi che va bene così.
Pazzesco, abbiam scritto l’inizio di Così parlò Zarathustra allo stesso momento! :-D
Sono un uomo malato… Sono un uomo maligno. Non sono un uomo attraente. Credo mi faccia male il fegato. Del resto, non me n’intendo un’acca della mia malattia e non so con certezza che cosa mi faccia male. Non mi curo e non mi sono curato mai, sebbene la medicina e i dottori li rispetti. Inoltre, sono anche superstizioso. Per questo non ho mai fatto neanche le analisi del sangue. Poi, una mattina, all’improvviso, sono morto. Sulla lapide adesso c’è scritto: “Ve l’avevo detto che ero malato?”.
C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Però adesso come adesso, mi sfugge.
@ stark: è fantastico ;-)
@gigi e stark: io pensavo che l’una fosse una replica all’altra. geniale :D
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. Ora che l’ho detta, addio.
‘sto fincipit è droga pesante eh ;-)
Voi non sapete nulla di me, a meno che non abbiate letto un libro chiamato Le avventure di Tom Sawyer. Non l’avete letto? Non importa. L’ho scritto io. E questo mi basta. Mark Twain.
All’inizio fu il verbo.
Alla fine, un aggettivo.
Io mi chiamo Kung
[...] * * *Da Eìo si gioca al Fincipit, partecipate anche voi, è spassoso! Si piglia l’inizio di un romanzo, una poesia o quel che volete, e zac! si trova il modo di finirla lì, alla maniera degli esempi qua sopra. Perciò venite a giocare, ché più siamo più ci divertiamo! *La definizione è mia, non ci provate [...]
Fu allora che vidi il Pendolo.
“Un leggero trauma cranico”, disse un’ora più tardi il dottore del Pronto Soccorso.
Eccheccazzo, potevano almeno metterci un cartello davanti.
Era una notte buia e tempestosa
e poi arrivò un’alba chiara e rosa.
La signora Dalloway disse che i fiori sarebbe andata a comprarli lei. Ma pioveva, e in realtà non ne aveva affatto voglia, e poi – per chi mai? Non veniva mai nessuno a far loro visita.
Avrebbero cenato anche quella sera in silenzio, guardando la televisione. Non avrebbe mai dovuto sposare Peter, pensò per l’ennesima volta.
Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno, tutta Hobbiville dimostrò il suo irrefrenabile affetto soffocandolo di abbracci.
Trecentoquarantott’anni, sei mesi e diciannove giorni or sono; fate voi i conti che io non son capace.
Marley era morto, tanto per cominciare. E anche per finire.
si sta come d’autunno, con il cappotto e l’ombrello sempre in borsa.
Chiamatemi Ismaele. Anzi, non chiamatemi affatto, che oggi non c’ho voglia.
T’amo pio bove
ma non so più come
e neanche dove.
si sta come d’autunno
sugli alberi
i piccioni
incontinenti
Bastiano prese in mano quello strano libro con la copertina rosso rubino e con raffigurati due serpenti che si mordono la coda, si intitolava “La Storia Infinita”. Pensò dovesse essere molto noioso leggere di una storia che non si conclude, per cui uscì in strada deciso ad affrontare i ragazzi che lo inseguivano e che lo finirono a suon di botte.
Per chi volesse uno spunto: http://www.incipitario.com
Per ne volesse uno più piccolo:www.lo-spuntino.it
…comunque a me sta cosa che non vedo il cursore, m’inquieta.
Ei fu siccome immobile
fino a quando poi
si mosse
facendo un colpo di tosse.
Il primo di giugno dell’anno scorso Fontamara rimase per la prima volta senza illuminazione elettrica. Oh, sono ancora là che smadonnano con l’Enel.
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo. Poi passò il Titanic.
Quel ramo del lago di Como, che volge…al peggio.
Il meteo da pioggia.
Ardo d’amore, e conviemme cantare
per una dama che me strugge el cuore,
ma non me la da, stronza.
Cominciò con un numero sbagliato, tre squilli di telefono nel cuore della notte e la voce all’apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. Lui imprecò e decise che avrebbe tolto il suo numero dall’elenco telefonico. Dormì sereno tutta la notte e anche quelle a venire.
Forse dovresti aprire un blog apposito per raccoglierli tutti, e continuare il gioco…:-*
Questa è la storia di un post col titolo sbagliato. Il titolo andrebbe messo alla fine. Che bello. Questo è un inizio senza fine. Quindi non si potrà mai mettere il titolo. Magia di questo post.
Questa è la storia
di uno di noi
anche lui nato
per caso in via Gluck
in una strada
fuori città
gente tranquilla
che lavorava.
Adesso non più.
fior di magnolia
ti tocca abbandonare lo stornello
se ti vien da citare i malavolia
Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come le pietre sulla strada fra Aci Trezza e Ognina. Poi morirono tutti.
Via via, vieni via con me.
E vabbene, vengo.
- Scusate. Parlate russo? -
- Eh? -
Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi le sue calzette rosse. Ridammi la mia bambola.
[...] Il gioco del momento è puramente letterario e si chiama Fincipit. L’ha inventato Eìo e ha una sola regola: si prende l’incipit di un romanzo o di una poesia (ma anche di una canzone o di un film) e lo si cambia per fare in modo che la storia termini lì, subito, stravolgendone la logica. Io lo trovo perfettamente in sintonia con lo spirito dei blog: provateci anche voi. [...]
Tanto gentil e tanto onesta pare,
e invece m’ha fregato il portafogli, la stronza!
Fior di sonetti…
Ho appena diserbato.
Quando sei qui con me questa casa non ha più pareti, ma alberi, vele e una bella polena lì davanti.
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti,
tipo quelli del petrolchimico in periferia.
Alice si sentiva tutta assonnata e con le idee confuse, quando ecco che improvvisamente le passò proprio davanti un CoBLAM!
Stasera, polenta e coniglio!
[...] Ovvero un incipit letterario celebre che finisce appena nato. Sbizzarritevi qui. [...]
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura. Ma proprio in una notte così nebbiosa mi si doveva rompere il navigatore ?
C’era una volta.
- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
E allora visto che fate i saputelli non vi racconto nessuna cazzo di storia, stronzetti presuntuosi.
dio disse ad abramo: “uccidimi tuo figlio”. abramo disse “ok”, ed estratto il revolver conficcò ad isacco una palla in mezzo agli occhi.
Io lo so pechè tanto di stelle nell’aere tranquillo arde e cade.
E tu?
A Twin Peaks muore Laura Palmer. Aveva 95 anni, era vecchiotta.
Il capo levò dal fiero pasto.
Il conto, prego!
La chiamavano Bocca di Rosa,
lei odiava i soprannomi e cambiò città.
Passa un giorno, passa l’altro
Mai non torna il prode Anselmo,
che aveva lasciato detto
Esco un attimo
a comprar le sigarette,
e invece son VENTVNANNI
neanche una telefonata o un essemmesse,
ora te dimmi se è il modo di coNportarsi.
Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso perche’ nella porta c’e’ uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere non puo’ penetrarmi poiche’ lui ha gli occhi bruni, mentre i miei sono celesti.
‘Azzo c’avra’ da guardare?
All’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito un pescatore
hai voglia a svegliarlo.
Fincipit I
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi KA-BLAM BARABANG SPE-PE-PEM Preso! Teresa prepara la brace perlagratYcola
…
L’anno 1866 fu contrassegnato da uno strano avvenimento, un inesplicato e inesplicabile fenomeno che nessuno ha potuto certamente dimenticare. Almeno fino all’altro ieri, chissà cos’era.
Fincipit II
Dormi sepolto in un caNpo di grano ché la mietitrebbia nonciàilfrenoamano
…
Tanto gentile e tanto onesta pare
La donna mia quand’ella altrui saluta…
…è a me che proprio non mi caga!
(ok, era pessima. Mi spremerò le meningi un po’ di più!)
Quella sua maglietta Fina
non gli stava mica tanto bene,
alla benzinaia
Lo studio era intriso di uno splendido odore di rose, e quando la lieve brezza estiva frusciava tra gli alberi del giardino, dalla porta aperta penetrava il pesante profumo delle serenelle, o quello più delicato dei rosaspini. Entrò Margaret, la giovane bambinaia, e accertatasi che lì intorno non c’era nessuno mollò un asfissiante scoreggione da cavallo.
@stark:
Argh, mi hai battuto sul tempo! :D
Fincipit III
Marco se n'è andato e non ritorna più; finalmente si pò tromba' in santa pace o Artvro
…
A lungo, sono andato a letto di buon’ora. Poi ho scoperto il porno che danno sull’ultimo canale.
N3mo: in cosa?!? :-D
@stark:
Dorian Gray ;) Ci stavo pensando pure io, fa nulla :P.
Va bé, ma mica è vietato, farlo su cose già fatte :-D
Taci.
Grazie.
(D’Annunzio, la pioggia nel pineto)
Fincipit II è STUPENDA. Però, Sommo, non prendermi per pedante, ma senza il “ché” diventa anche possibile canticchiarla.
T’amo
pio bove
GUARDALI’ LO ZOOFILO!
CHIAMATE LA POLIZIA! CHE SCHIFO!
Sempre più difficile:
Suddenly, I’m not half to man I used to be.
Let me call Mr. Calvino since I want my left half back.
Fincipit II l’ho subito citata anche io! Ma le risate che mi state facendo fare…
S’avvicina lentamente con incedere elegante
ha l’aspetto trasognato malinconico ed assente
non si sa da dove vien, né dove va
chi mai sarà che gli dà il crack.
OT: ho le lacrime agli occhi.
Tutte le famiglie felici sono simili fra loro; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Quindi smettiamola di generalizzare, per favore.
Quant’è bella giovinezza
che si fugge tutta via
lo diceva pure quel pedofilo
Debbo la scoperta di Uqbar alla congiunzione di uno specchio e di un’enciclopedia…o si trattava di aspirina e coca-cola?
Uno spettro s’aggira per l’Europa.
Dev’essere quel buontempone dello Zio Michele.
[...] Da un’idea di eìo, coniata da stark, Fincipit. [...]
Il vento ululava nella notte, portando con se un odore che avrebbe cambiato il mondo. Uno spettro, alto e flessuoso alzò la testa per fiutare l’aria; aveva sembianze umane, ma i suoi capelli erano cremisi e gli occhi rossi come braci incandescenti. Un ultimo sforzo e il mal di pancia cessò. “cavolo non dovevo mangiare quell’uovo di drago…”[Eragon]
M’illumino
d’immenso.
(pompieri, cazzo!)
[Ste]
… E così Gandalf non aspettò 1120 pagine per chiamare le sue aquile ma le chiamò a pagina 7 e, in sella alla sua bell’aquila, transitò sopra il Monte Fato con l’anello al dito e ve lo lanciò dentro.
Tutti vissero felici e contanti e Tolkien passò alla storia come uno dei più grandi autori di racconti brevi.
[Ste]
Silvia,
rimembri ancor…
Come sarebbe a dire: no?
[Ste]
Eravamo in quattro – George, William Samuel Harris, io e Montmorency.
“Pokerino?”
“Ok!”
[...] Quando le luci si spensero, Peggy Lewin era sola nella terza carrozza. Era ancora lì, il mattino seguente, quando il treno arrivò in stazione. Allora scese.* [...]
Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena increspato.
A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. Poi, purtroppo, il peschereccio urtò una vecchia petroliera e lo stormo venne decimato. Tra i morti ci fu anche il gabbiano Jonathan Livingston.
Quando si svegliò, il dinosauro se n’era andato.
Respiri piano per non far rumore,
che se ci becca tuo padre a giocare al dottore
Era una notte buia e tempestosa.
Fu allertata la protezione civile.
Fu allora che vidi il Pendolo. Booooong!
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Il giorno dopo partì per l’Argentina e non tornò più.
“Sei solo umano!” disse l’Agente
“Si, e allora? La tua è solo invidia!” rispose Neo
…e così ci risparmiammo altri 2 film e mezzo…
Se telefonando io
potessi dirti addio
ti chiamerei,
ma non c’è campo.
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
che la diritta via era smarrita
decisi allora di fare un pisolino
e come fece giorno ritrovai la via di casa.
(non vi racconto poi del pompino di Beatrice, vabbè…)
Chuck Norris è morto.
mio padre seppellito un anno fa:
ho ereditato la vite :lol:
“My way is to begin with the beginning, ho l’abitudine di iniziare dall’inizio” diceva Lord Byron, e lui sì che capiva cosa conviene quando si tratta di aristocratici inglesi.
D’altronde ogni storia inizia sempre così: tranne la mia.
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro – di qualcun altro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita quando non c’ha nient’altro di meglio da fare.
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane;
e comincia a correre
chessennò
ti raggiunge
il GRIZZLY
o Ermione
OT: mi sto disidratando a lacrime!!!
Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo: ma ho preferito lottizzare.
“questo matrimonio non s’ha da fare, né ora né mai”
“Scampato pericolo” pensò Lorenzo Tramaglino, chiamato Renzo.
Ho visto un uomo che moriva per amore
e ho cambiato canale
L’uomo che cammina sui pezzi di vetro
è morto di tetano
E qualcosa rimane
tra le pagine chiare e le pagine scure;
càpita quando
leggendo
ci si scaccola
La Gallia, nel suo complesso, è divisa in tre parti: chitarra, basso e batteria.
Dice che era un bell’uomo e veniva
veniva dal mare
e invece era un vecchio pervertito di Varese: vedi cosa succede a fidarsi di quelli conosciuti in chat.
Grazie dei fior,
tra tutti gli altri li ho riconosciuti,
Ah non mi hai mandato niente? Vabbé ho detto una cazzata
e qualcosa rimane
tra le pagine chare e le pagine scure
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
guarda che la prossima volta chiamo i carabinieri.
(stark, giuro che non avevo letto!)
Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani
toh guarda, c’è un sudoku.
C’e’ una ragione perche’ sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, e’ quasi certo; dove son nato non lo so; non c’e’ da queste parti una casa ne’ un pezzo di terra ne’ delle ossa ch’io possa dire “Ecco cos’ero prima di nascere”.
Sono tornato per i soldi che mi deve dare Gino.
- Che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai, che ne sai?
- Ho cercato su Google, eccheccazzo.
Mio cugggino una volta è morto. L’hanno seppellito accanto a Chuck Norris.
In un borgo della Mancia, di cui non voglio ricordare il nome, ecco, non ricordo neppure più tutto il resto.
In ogni triangolo rettangolo la somma delle superfici dei quadrati costruiti sui cateti è equivalente alla superficie del quadrato costruito sull’ipotenusa, previa autorizzazione del catasto.
e=mc2 sempre se ti decidi a togliere il freno a mano.
La prima volta che incontrai Dean, mi disse che non aveva la patente.
questa di Marinella è la storia vera
(sì, come no: ma chi vuoi che ci creda?)
fiorin ch’è strano
se togli tutto il resto già finisce
dormi sepolto in un campo di grano
Laura non c’è, è andata via, era ora.
Nous étions deux amis, e Fanette m’aimait. Putaine.
Nous étions deux amis, et Fanette m’aimait. Putaine.
Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura? Rialzi.
Il mio amico ingrato ha trovato amore e s’è sposato, tocca pure fargli il regalo.
La mia banda suona il rock, e non raccattiamo manco una serata.
Se esistono universi paralleli, vacci.
Tanti anni fa, in un regno sul mare, c’era una ragazza che si chiamava… com’è che si chiamava?
C’era una volta, “un re!”, diranno i miei giovani lettori. Infatti, ma poi abbiamo fatto il referendum.
I had a dream I don’t remember.
So, so you think you can tell… No? Sure?
Michell, my belle, f***in’ b**ch where did you sleep last night?
Ascoltami, i poeti laureati beati loro che hanno studiato.
Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato per caso in via Gluck, che sua madre stava andando in clinica ma non ha fatto in tempo.
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
tu mandali affanculo, quei guardoni di merda
(oppure che paghino, come tutti gli altri)
Che ne sai tu di un campo di grano?
Sei forse agronomo? No? E allora?
E adesso spogliatiiii
cooome sai fare tuuuu
anzi no, scusa, rivestiti
non mi ero accorto
che eri Giuliano Ferrara.
Ogni giorno racconto la favola mia
la racconto ogni giorno, chiunque tu sia
anche se il fatto che tu non mi caghi mai
un po’ mi dispiace.
Cantami o diva
l’ira del pelide Achille
quando gli rubarono
il Ciao, que’ manfruiti.
s’io fossi foco,
col culo che ho,
pioverebbe tre giorni a diritto.
In una caverna viveva un Hobbit.
Che vita di merda, che fanno.
Manco i pipistrelli, dai.
A mille ce n’è
nel mio cuore
di fiabe da narrar
(da narrar)
ma non ve ne dico nemmeno una
perchè sono un po’ bastardo.
Fiumi, poi campi, poi l’alba era viola
bisogna che smetta di bere per tutta la notte
chè poi divento daltonico.
Questo è il ballo del qua qua
e la maiala di tu’ mà.
[...] C’era una volta. – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. E allora visto che fate i saputelli non vi racconto nessuna cazzo di storia, stronzetti presuntuosi. (Amanita – qui) [...]
Sulla S, in un’ora di traffico.
Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato.
La gente scende.
Il tizio in questione si arrabbia con un vicino.
Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno.
Al che il vicino gli rifila una coltellata.
La gente intorno guarda ma fa finta di niente. C’è abituata.
Presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse – sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo – a qualcun altro.
In effetti era vero. Apparteneva a suo cugino Oreste.
C’era una volta un re. La nipotina disse al re “Raccontami una storia”. La storia incominciò. “C’era una volta un re. La nipotina disse al re “Raccontami una storia”. La storia incominciò:” “C’era una volta un re. La nipotina disse al re “Raccontami una storia”. La storia incominciò:” …
La voce femminile si diffonde dall’altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa.
- Il signor Malaussène è desiderato all’Ufficio Reclami.
Peccato che Benjamin sia al bagno, dove l’altoparlante non c’è.
E continua a farla tutta.
Harry Potter era un ragazzo molto strano, e in molti sensi. Per prima cosa, odiava le vacanze estive più di qualunque altro periodo dell’anno. Secondo, Harry voleva sul serio fare i suoi compiti, ma era costretto a farli di nascosto, nel cuore della notte. E poi, si dava il caso che fosse un mago.
O almeno, così piaceva credere a lui. Era un bambino, in fin dei conti.
Avrei un fincipit meraviglioso ma non entra nello spazio di questo margine (P.Fermat)
Come ti amo? Lascia che te ne annoveri i modi
Sicuramente a letto,
quando mi licenziano e ho bisogno di chi mi mantiene,
e quando vado alle feste con tutte le coppiettine.
Riassumendo, in tre modi.
“Vengo anch’io”?
“Certo, ciabbiamo posto nella stescion”
[...] Eh gia’ perche’ il piu’ impostore fra i tessitori c’ha gabbati tutti e ci son troppi pochi bambini capaci di strillarlo. [...]
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione, ma invece di prendere la prima a sinistra tirò dritto.
L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. E io mi son chiuso fuori lasciando su le chiavi nella toppa.
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umilta’ l’unico immodificabile evento di cui si possa asserire l’incontrovertibile verita’: Maradona e’ meglio di Pele’!
C’era una volta un re e una regina, che erano così addolorati per la mancanza di figli, ma così addolorati, che non ci sono parole per dirlo.
(è per quello che mi sa che è meglio se provo a raccontare un’altra favola)
E Noè salpò con Sem, Cam, Iafet, sotto un diluvio universale.
“Dov’è mia moglie? EHI!”
Per fortuna c’era una scimpanzè piuttosto avvenente.
Il mio destino è di stare accanto a te,
con te vicino più paura non avrò.
Ma da viale Secondigliano non ci passiamo, neh!
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io.
(ah, no? eiochemipensavo, invece…)
(non è l’incipit di tutto il raccontone, ma quello è già stato usato sopra)
“Ora vi voglio raccontare, signori, che desideriate o no ascoltarlo, perché non sono riuscito a diventare nemmeno un insetto.” “Spataciàc!”
Un applauso per Morelli e il suo fincipit matematico!
tu non ricordi la casa dei doganieri sul rialzo a strapiombo sulla scogliera?
no?
eh, è un bel peccato.
Istruzioni per montare una scarpiera Ikea.
Montatela, tanto il tempo ce l’hai.
Samantah diceva di essere una principessa ma non le credevano.
le misero un pisello nel materasso e lei la notte non dormì…
avevano ragione.
“Tom!”
Nessuna risposta.
“Tom!”
Nessuna risposta.
” ‘fanculo!”
Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi si è ritornata;
s’è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l’armi, e noi non fecer guerra,
ma all’amore!
Eran trecento, eran giovani e forti, e non ce n’è stato uno
che non abbia goduto come un majale!
Che qui nella comune ci si dà da fare, donne!
Nell’ombra della casa, sulle rive soleggiate del fiume presso le barche, nel bosco di Sal, all’ombra del fico crebbe Siddharta, il bel figlio del Brahmino, il giovane falco, insieme all’amico suo Govinda, anch’egli figlio di Brahmino. Erano giovani, erano belli, erano ricchi e una sera si schiantarono entrambi con la moto Ducati all’ombra del fico dove erano cresciuti.
Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana
qualcosa sarà successo, o forse no. Chi lo sa.
Amerigo Bonasera sedeva nella III Sezione Penale della Corte di New York in attesa di giustizia; voleva vendicarsi di chi aveva tanto crudelmente ferito sua figlia e, per di più, tentato di disonorarla.
Il giudice entrò, gli diede ragione e lui non dovette mai rivolgersi ad un boss mafioso.
Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole, ma in realtà erano nati ciechi.
Gatta frettolosa?
In principio era il Verbo. Il soggetto, implicito.
Un povero falegname ricavò un burattino da un pezzo di legno, ma tosto lo mise a ardere, ché gli era venuto davvero maluccio.
Allora tutti constatarono che Garabombo era veramente invisibile e decisero di disdire l’abbonamento.
La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Infatti Dean era con la mia ex moglie.
Sono un trovatello.
Adesso vivo al CNR.
Nella mia vita ho avvicinato raramente quegli uomini che gli altri uomini chiamano grandi.
Biancaneve.
“Che fai?” mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.
“Niente”, le risposi, “rifletto”.
Entrò Carla, aveva indossato un vestito di lanetta marrone con la gonna così corta, che bastò quel movimento di chiudere l’uscio per fargliela salire di un buon palmo sopra le pieghe lente che facevano le calze intorno alle gambe. Quindi Carla uscì. Per comprarsi delle magnifiche autoreggenti.
Cominciò per sbaglio. Alle Poste. Ma finì, precisamente, con uno sbadiglio. E una ricevuta di ritorno.
C’era una morta.
C’era una volta…poi è crollata tutta la galleria.
Marley era morto, tanto per cominciare.
Pertanto, questo è lutto.
Quel ramo del lago di Como
che volge a mezzogiorno
lo hanno cementato
per farci passare la TAV
Due fantastici seni d’ebano sembravano stringersi come guance di amanti in un bacio sensuale. Regildo se ne avvide.Dimenticò il rhum.
Hop.
Zac.
Fatto.
Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière raggiunse a fatica l’ingresso della Grande Galleria e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio. Niente ladri. Se li era immaginati, il vecchio. Bon (cit.)
Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale,
ma per via del tanfo di letame
mi sa che un cinemino…
Ogni notte ritornar
per cercarla in qualche bar,
ma dopo la retata di spacciatori
si fa una fatica
bestia
Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
(agli altri, pare una capra)
Io non so parlar d’amore
perciò, chiudiamola qua
S’i fossi foco, brucerei.
Vaghe stelle dell’orsa, io non credea tornare nuovamente a novellarvi, e fa pure freddo.
Cera, una volta.
Dopo, si è sciolta.
la donzelletta vien dalla campagna
e la da solo se ci guadagna.
Cantami o diva del peli… ah, faringite?
Un autografo, almeno?
Sono chiuso nel bagno. Mi guardo il
cazzo, dove è finita la chiave?
(hommage a g.t.)
- Cazzo, ho finito l’inchiostro della stampante.
Saul Bellow, Herzog.
Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo ‘Se una notte d’inverno un viaggiatore’ di Italo Calvino. Ecco, hai appena finito di leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino.
Italo Calvino, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”
THE DAILY TELEGRAPH – “Bambina inquieta fermata dai poliziotti nei pressi del fiume mentre era in procinto di deglutire tre pastiglie di LSD in compagnia della sorella. Arrestato per spaccio il bibliotecario della scuola.”
Lewis Carroll, “Alice nel paese delle meraciglie”
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ve n’andaste al cinema
che stasera
ciò un appuntamento co’ una fia
notevole.
“Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so… Che vita di merda!”
Albert Camus, “Lo straniero”
Con te dovrò combattere
non ti si può piglRATTATTATTTATTTT
KA-BLAM
va bene,
mi arrendo
“Civette? Mai viste civette da queste parti. Le civette non esistono, sono un invenzione popolare!”
Leonardo Sciascia, “Il giorno della civetta”
Un vecchio e un bambino si preser per mAIUTO IL PEDOFILO POLIZIAAAAA
“Per tutti i diavoli, Buck, non sto tanto bene oggi… Scusami se ti mando all’aria i programmi ma torno a letto.”
James Joyce, “Ulisse”
- Konradin, sei tu?
- Mi dispiace ma credo che abbia sbagliato persona.
Fred Hulman, “L’amico ritrovato”
DEDICATO A Eio
- Buongiorno, cosa desidera?
- Buongiorno, sono Bilbo Baggins e vorrei stipulare un’assicurazione contro il furto.
- E cosa desidera assicurare?
-Questo anello.
-Ma è un falso. Non vale una sterlina.
-Ecco, e io che mi pensavo d’aver trovato qualcosa di buono nell’uovo di Pasqua una volta nella vita…
J.R.Tolkien, “Il signore degli anelli”
Questa è davvero l’ultima! Buonanotte.
F. DOstoevskij, “Il giocatore”
[...] Praticamente è tutta colpa di Eio e di Stark. Fatto sta che imperversa il Fincipit dappertutto. E’ nato tutto qui. E qui trovate una cronaca di quanto è successo a catena. [...]
Una mattina Gregor Samsung, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato in un televisore LCD.
Di quella pira
l’orredo foco
un estintore
spense e placò.
Uffa, cazzo scrivi a fare sto libro, che io poi all’obitorio per il riconoscimento non ci voglio andare!
Emile Zola – >>Teresa Raquin
[...] e io che mi pensavo » Ogni inizio è una fine. Il mio post che ha dato inizio al Fincipit. I commenti sono da inginocchiarsi al cospetto degli autori (tags: fincipit giochi giochi+letterari blog blogs commenti) [...]
Umana cosa è aver compassione degli afflitti: a me però non me ne frega una cippa.
(sarebbe il Decamerone, eh)
Quello che è avvenuto a voi, Ateniesi, in udire i miei accusatori, non so; a dirla tutta, mi dà anche un po’ fastidio parlarne, e quindi, tacerò.
(Apologia di Socrate, eh, mica pappataci)
Chiamatemi Ismaele. Il mio nome completo? Ismaele Persichetti.
C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
Sì, ragazzi, avete indovinato. C’era una volta un re, e visse felice e contento.
Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
si facesse stasera quella partitella a poker.
Ce l’hai il quarto?
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Fortuna volle ch’incontrai Beatrice
e tutto cangiò
da cui se ne dice
—
il giorno seguente, come al solito, morì chi doveva morire.
(j. saramago, le intermittenze della morte)
Il mare è appena increspato e piccole onde battono sulla riva sabbiosa. Il signor Palomar è in piedi sul molo e guarda un’onda. Il signor Palomar cade in mare e non sa nuotare. Intorno non c’è nessuno.
Stelio, non vi trema il cuore, per la prima volta? E non l’avete chiamato il 118? No? Abbe’.
Eravamo dalle parti di Barstow ai limiti del deserto quando le droghe iniziarono a fare effetto.
Ci fermammo quindi sulla banchina e, riacquistata la ragione, tornammo indietro.
(sull’incipit di fear and loathing in las vegas)
ottimo quello di marchino sulla divina commedia! :)
Con te partiro’
Paesi che non ho mai
veduto e vissuto con te.
Pero’ anche no.
Sai, le malattie, le guerre, gli scioperi in aeroporto.
Io sono quello che non ce la faccio. Io sono stanco, anzi, stanchissimo. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no. E invece sì.
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio,
e il Verbo era Dio.
Aho… buono ‘sto fumo!
- E lasciami Gridare. Lasciami Sfogare…
- Grida pure, come se fossi a casa tua.
C’è qualcosa di grande tra di noi…
Vai a farti una doccia fredda.
Ei fu sccome immobile.
Che già puzzea di morto.
Quel ramo del lago di Como.
Insuppelculoteloschiantosennommiridailadentiera!
Uno spettro si aggira per l’Europa.
Da quella peperonata in poi.
Che torbida notte di marzo!
Ma che mattinata tranquilla!
che cielo pulito! che sfarzo
di perle! Ogni stelo, una stilla
che ride: suvvia ce sta bene nasga
Il tempo si cambia: stasera
vuol l’acqua venire a ruscelli.
Fortuna la cempions lig.
Per me si va nella città dolente
per me si va nell’eterno dolore
per me si va tra la perduta gente.
Io invece andrei al barre a farmi un poncino.
Bona, ci si vede dopo.
Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
Ah no, arieccoli, si so’ svegliati finalmente.
“È un apparecchio singolare”, disse l’ufficiale all’esploratore, contemplando con uno sguardo quasi ammirato l’apparecchio a lui ben noto. L’esploratore doveva aver accettato solo per cortesia l’invito del comandante, che gli aveva proposto di assistere all’esecuzione di un soldato, condannato per insubordinazione e oltraggio a un superiore.
“Peccato che ce l’ho bloccato da più di un mese”, proseguì il comandante “altrimenti le avrei dato una dimostrazione. L’assistenza lascia molto a desiderare, bisogna dirlo”.
Ops, Amanita e Proeta, su Collodi e Dante-Guido-Lapo eravate intervenuti già voi. Letti solo ora, sorry.
riverrun oh no questa cazoz ditastiera ancora non va
greco: non c’è mica scritto da nessuna parte che gli incipit non possono esser riutilizzate ;)
Era appena iniziata la primavera. Eravamo in viaggio da due giorni. Nel vagone c’era un andirivieni di viaggiatori che percorrevano brevi tragitti, ma tre erano saliti come me, alla stazione di partenza del treno.
Poi uno si tolse le scarpe e preferii cambiare scompartimento.
(Tolstoj – La sonata a Kreutzer)
Q. Quando il gioco di un blog è una droga?
A. Quando ti entra nel cervello e non ne esce più.
Q. Quando è una droga *pesante*?
A. Quando l’ultimo post della sera è tuo, e il primo del giorno dopo pure.
Ok ne mando ancora un po’, poi aiutatemi a smettere
Il venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane.
Alle otto di sera ero già uscito: cosa significa avere un buon avvocato.
(Silvio Pellico – Le mie prigioni)
Sono un maestro elementare e ho famiglia. Ho moglie e figlio e il mio guadagno è sufficiente per arrivare alla fine del mese. Ada, mia moglie, mi ripete spesso:
“Lasciami andar a lavorare!”. Oppure:
“A Vigevano lavorano tutte le donne!”.
Ella vede che mi esaurisco fra scuola e lezioni private e ne profitta: “Perché non mi lasci andare a lavorare?”
Così, mia moglie adesso fa l’accompagnatrice, e io non faccio più il maestro qui a Vigevano.
Ero stato catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre 1943. Avevo ventiquattro anni, poco senno, nessuna esperienza, e una decisa propensione a vivere in un mio mondo scarsamente reale. Coltivavo un moderato e astratto senso di ribellione.
Così mi feci un piercing al labbro, fighissimo.
(La Milizia? Mi lasciarono andare, cercavano quelli che avevano preso la via della montagna)
(Primo Levi – Se questo è un uomo)
- Eh bien, mon prince, Gênes et Lucques ne sont plus que des apanages, des proprietà, de la famille Buonaparte.
Cosí diceva nel luglio del 1805 la ben nota Anna Pàvlovna Scherer, damigella e familiare dell’imperatrice Marja Fjòdorovna, accogliendo il principe Vasilij, uomo importante e di alto grado, che era arrivato per primo al suo ricevimento serale.
Il proncipe la interruppe: -Eh no, non cominciamo con tutto questo francese: siamo in Russia, parliamo russo, ecchecazzo.
LOL, greco. Lo è, una droga. A tua giustificazione, qualche commento in più c’è stato sul post successivo: http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/ :D
(Guerra e Pace mi ha ucciso dal ridere ;) )
Un giorno di pioggia
Andrea e Giuliano
muoiono.
(“Kiss me Licia”/ D’avena – Valeri Manera)
GG.Marquez – Cent’anni di solitudine (regali)
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre l’aveva condotto a conoscere il ghiaccio. No dico, proprio ricercato come regalo di compleanno.
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre l’aveva condotto a conoscere il ghiaccio, in senso biblico.
Guarda la papera che papere che fa,
Ed investita da un’auto morirà.
(La papera – L’arca – Vinicios de Moraes, Sergio Endrigo)
Ei fu, siccome immobile
che se no la foto veniva mossa.
In un’ampia valle, ai piedi di un declivio e in riva a un ruscello limpido e gorgogliante, Tom costruiva una casa.
Poi venne la TAV.
L’estate era iniziata; i campi agitavano le loro spighe dorate, mentre il fieno tagliato profumava la campagna. In un luogo appartato, nascosta da fitti cespugli vicini ad un laghetto, mamma anatra aveva iniziato la nuova cova. Ma poi morì di aviaria.
C’erano una volta due fratellini di nome Hansel e Gretel, che abitavano in una casina vicino al bosco.
La madre e il padre erano molto poveri per cui i figli furono prelevati dai servizi sociali e dati in adozione ad una famiglia facoltosa.
Voleva soltanto dormire.
L’aereo atterrò con due ore di ritardo e ci riuscì.
Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato, e tentò di afferrarli. Ma non ci riuscì. “Sticazzi” – pensò – “Dì là c’è il McDonald”.
guarda come dondolo
(e accidenti al boia che mi ha impiccato)
Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. E fidatevi, non se la passano granchè bene.
[...] Eio ha fatto un guaio, ha creato i FINCIPIT, ovvero come far partire una storia (anche famosa) e farla finire subito. Vale anche per le canzoni. [...]
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre l’aveva condotto a conoscere il ghia…
L’Encyclopédie que nous présentons au Public, est, comme son titre l’annonce, l’Ouvrage d’une société de Gens de Lettres. Nous croirions pouvoir assûrer, si nous n’étions pas du nombre, qu’ils sont tous avantageusement connus, ou dignes de l’être. Se poi non vi fidate, andate a farle su google le vostre ricerche.
[...] 27 Novembre 2006 La gente mi chiede sempre se conosco Tyler Durden… ma chi cazzo è? * Dimmi qualcosa [...]
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli.
Avete ragione, mi informo meglio e ci risentiamo, va.
E correndo m’incontrò lungo le scale,
quasi nulla mi sembrò cambiato in lei:
alitosica e azzeccosa come miele.
“Devo andare c’ho l’idraulico alle due”.
Spero che ritorni presto l’era
del cinghiale bianco,
ché questi polli di allevamento non sanno di niente.
La lettera non arrivò con la distribuzione del pomeriggio. E nemmeno con quella della mattina seguente.
“Che vergogna le poste qui in Sicilia”, borbottò a mezza voce l’avvocato Rosello.
“Mah, io non me ne lamento mica” commentò il farmacista Manno.
Ridere ridere ridere ancora
ora la guerra paura non fa,
abbiamo vinto, presidente Bush!
* * *
Imagine there’s no heaven
fatto!
* * *
L’uomo col megafono parlava, parlava, parlava
poi arrivarono i celerini
* * *
Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani
passami un po’ quel sudoku, vah
* * *
(Spostata: bellissimo, il tuo Sciascia. Greco: meravigliose! :-D)
Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Quindi ha deciso di smettere di pensarci e di rivolgersi ad un bravo psichiatra.
La notte i cani randagi invadevano la città.
Ma con una tonnellata di polpette avvelenate il problema venne risolto.
Il 25 marzo a Pietroburgo accadde un avvenimento molto ordinario. Infatti di esso non si conserva alcuna memoria.
(grazie a Stark di qui e a Giancarlo di là :$)
Grazie Stark! Ti riferivi alle canzoni o alla letteratura?
Si sa che la gente da buoni consigli sentendosi
come Silvio nel tempio,
Si sa che la gente da buoni consigli,
depenalizzando il cattivo esempio!
* * *
Era un ragazzo fragile,
dalle ossa fragili,
vivendo si ruppe tutto,
ma mai le palle!
* * *
Ebbi la sensazione di essere osservato,
nonostante la mia cecità psicosomatica
non mi permetta di conoscere il significato di uno sguardo.
Così la curiosità mi fece aprire gli occhi,
e con tono pacato,
mi dissi “cazzo guardi?”.
Li richiusi immediatamente per non aprirli mai più.
Ho un caratteraccio e una cecità causato da un trauma infantile con lo specchio. Ora però voglio sapere il nome dello stronzo che ha detto
che invecchiando si diventa più affascinanti!
Nel Massachussetts centro-settentrionale, quando un viaggiatore imbocca la biforcazione sbagliata alla congiunzione del picco di Aylesbury, appena oltre Dean’s Corners, si ritrova in una regione solitaria e strana. Francamente non c’è ragione per proseguire su quella strada, nonostante la Routard asserisca la presenza di un’osteria “pittoresca” – ma si sa che non bisogna MAI fidarsi di quei maledetti mangiarane.
Chiamatemi Ismaele.
ISMAELEEE!
[...] E io che mi pensavo ha lanciato un nuovo genere letterario: il fincipit, che consiste nel prendere l’inizio (o, in termini tecnici, l’incipit) di un poema, di un’opera letteraria, di una canzone e di troncarlo lì, subito, tagliando le restanti parti della composizione. In altre parole si tratta di un incipit di mezzo secondo, che termina appena nato e non da il tempo all’opera di svilupparsi, cosa che non è poi così male (immaginate quanta materia in meno da immagazinare nel proprio cervello ci sarebbe stata se Omero -sempre che questa nefasta figura sia mai esistita- non avesse mai proseguito oltre il proemio). Insomma, l’idea è bella e il risultato è divertente (basta vedere quello ottenuto da Marchino che ho postato all’inzio del post): perchè non partecipare? La propria perla di saggezza può (deve) essere postata nei commenti del post di Eio; sono già in 422 i blogger che, non avendo niente di meglio da fare, hanno buttato parte della loro esistenza per realizzare un Fincipit. A questi a breve mi aggiungerò io, lasciatemi solo del tempo per rimuginare su quella che sarà la mia “opera”…. [...]
Canta, o dea, l’ira di Achille Pelide…..
Dea?! Dea?! Boh….oggi non c’è; sarà per un’altra volta…
[Iliade - Proemio]
Cosi’ ho trascorso la mia vita solo, senza nessuno cui poter parlare, fino a sei anni fa quando ebbi un incidente col mio aeroplano e capii che da quel momento avrei smesso anche di pensare….
[Il piccolo principe - Capitolo 2]
Che sensazione di leggera follia
lo sapevo che questi antipsicotici iniziavano a fare meno effetto
Il carretto passava e quell’uomo gridava: “Gelati”.
Al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti.
Ci credo: un cono tre euro e cinquanta.
Respiri piano per non far rumore.
Ah, no? Attacco d’asma? E dov’è questo spray, che non lo trovo?
Alba?… Alba?…
Due fincipit in onore di Shakespeare e Cervantes (morti entrambi esattamente 390 anni fa, o quasi):
1. In un luogo della Mancia che non voglio ricordare viveva un uomo di cui non mi va di raccontare.
2. Essere o non essere…,
basta che Ofelia me la dia,
una buona volta!
-Essere o non essere.
-La seconda che hai detto.
Negli anni più vulnerabili della mia giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente: “Tieni la bocca chiusa”.
Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Non fino all’arresto per incendio doloso, almeno (sigh).
(Fahrenheit 451)
Una volta in una fosca mezzanotte, mentre io meditavo, debole e stanco, sopra alcuni bizzarri e strani volumi d’una scienza dimenticata; mentre io chinavo la testa, quasi sonnecchiando – d’un tratto, mi addormentai. (Zz Zz…)
(Il corvo – Edgar A. Poe)
Ognuno sta solo sul cuor della terra,
dai, non fare l’asociale,
vieni al rave con noi.
[...] Un giorno di pioggia Andrea e Giuliano muoiono (kekule – qui) [...]
C’era una volta una città in quell’isola laggiù
C’era una via che passava di là, proprio dove vivi tu
C’era allegria, c’era felicità, ma la guerra è una follia
e infatti sono morti tutti e non c’è più nulla.
Ne mai più toccherò le sacre sponde,
così imparo a non fare il corso di nuoto!
Seconda stella a destra
Questo è il cammino
E poi dritto
dentro al 36° piano
Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava una donna nell’atto di inghiottire un serpente boa.
Ora che ci penso, forse non era un libro sulle foreste primordiali.
(Saint-Exupéry – Il piccolo principe)
[...] sappi solo che non ci importa se la fine è quella vera o se te la sei inventata di sana pianta e comunque, se hai bisogno di delucidazioni sulle regole, il foglietto illustrativo sta qui e le controindicazioni qua. [...]
La farmacologia e’ una disciplina che racchiude in se’ conoscenze mutuate da altre discipline scientifiche, ma anche no.
C’ero una volta e, così com’ero, oggi non ci sono più.
[...] Questa era più o meno la situazione di Constance Chatterley. La guerra le aveva fatto crollare il cielo in testa. E aveva capito che bisognava vivere e imparare. Morì quella stessa notte.
Chiavatemi Ismaele.
(lo so, è terribile…)
La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.
Diffidate dei libri che trattano di quest’arte; sono la maggior parte fallaci o incomprensibili, specialmente quelli italiani; meno peggio i francesi; al più al più tanto dagli uni che dagli altri, potrete attingere qualche nozione utile quando l’arte la conoscete. Purtroppo io sono italiano. Fine.
[P.Artusi]
Anna dai capelli rossi ha
due grammi di felicità
se li spara in vena e poi
muore di overdose.
Non è un fincipit, ma tanto per:
Dante, invecchiando, visita inferi nettandosi anima.
Commenta oltretomba moralità medievale e Dio infine ammira.
ma quest’ultimo cos’è, un bignami? :D
un acrobignanimo, sembrerebbe
Era aprile,
era maggio,
era chi lo sa…
… maledetto Alzheimer!
(Era – Lucio Battisti)
Al tocco meno un quarto, sopra la cattedra dell’aula di Storia Naturale, quasi a premio dall’ansiosa attesa (dopo lunghi e ripetuti tentativi), la fiamma incolore della lampada di Bunsen s’accese d’una bellissima fosforescenza verde-smeraldo. Esisteva finalmente la riprova che quella certa composizione chimica su cui il professore s’era a lungo soffermato, aveva il potere di colorare di verde la fiamma. Ripeto: al tocco meno un quarto precKABOOOM!!!
@el greco: grazie!
IMPOSSIBILE INZIARE
Ogni indizio è una fine.
CHIARO DI DONNA (ROMAIN GARY)
Scendevo dal taxi e la urtai, con i suoi pacchi, aprendo la portiera: pane, latte, uova si sparsero sul marciapiede. E così ci siamo incontrati, sotto la pioggia leggera che si annoiava.
Siamo andati a casa sua e abbiamo scopato. La storia è finita lì.
Viagro tecnicismo.
Il suo disco era floppy, 1.4 MegaByte di capacità.
Scaricò un filmato .MPG da un sito vietato ai minori,
si trovò tra le gambe un Hard-disk da 90 Giga.
La ballata del carcere di Reading (Oscar Wilde)
Non portava la sua giacca scarlatta,
perché gliel’avevano appena rubata.
L’11 novembre 1997, Veronika decise che era finalmente giunto il momento di uccidersi. Riordinò accuratamente la camera che aveva affittato presso un convento di suore, spense la stufa, si lavò i denti e si coricò. Dal comodino prese le quattro confezioni di compresse per dormire, poi pensò che una rivoltella fosse più efficace.
Mi chiamo Steiner Luigi, ho sette anni.
Oggi è il primo giorno di scuola. Vado, ciaooo!
(Perduto per sempre – ThePetunias)
Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai proprio a casa mia.
Quel ramo del lago di como, l’han tagliato proprio ieri, durante la potatura annuale.
Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Mi chiamavo
Fine.
Così parlò Zarathustra:
SILENZIO!!!!!!!!!!!!!
Taci.
Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
perché la testa piena di vino mi fa cader nell’oblio
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Infatti morì di fame.
Chiamatemi Ismaele.
In realtà mi chiamo Mario ma così mi piace di più.
Chiamatemi Ismaele.
“Ismaeleee!”
Tanto gentile e tanto onesta
pare la donna mia
Malgrado sia un pò zoccola.
[...] Dopo neppure due settimane da quel nebbioso giorno in cui, scherzosamente, proposi di battezzare Fincipit l’ennesima trovata del vulcanico Eìo, è successo quel che allora non si poteva sospettare nemmeno lontanamente: la creaturina ha preso vita, si è alzata sulle sue gambette (basta cercare su Google per rendersene conto) fino ad arrivare su Repubblica.it, in un bell’articolo di Clotilde Veltri (che ha tutta la mia stima per essersi trattenuta dall’usare la parola tormentone) che al momento fa bella mostra di sé anche sulla homepage. [...]
- Cantami o Diva del pelide Achille l’ira funesta.
- La chitarra l’hai portata?
- No.
- E allora niente.
Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa e urtava contro la mensola. L’avevano montata troppo in basso.
Baricco “Novecento”
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due strade intasate dalle auto dei pendolari. Poichè non vi era alcun sentiero sul quale passeggiare Don Abbondio preferì prendere il treno, ma c’era lo sciopero e tornò a casa, non incontro i Bravi e il matrimonio si fece.
M’illumino d’immenso.
Ma ora è meglio spegnere la luce,chissà la prossima bolletta.
Gucciniano:
Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni,
col cavolo che avrei cercato Moggi o avrei assunto Meani.
(S.B. dopo le penalizzazioni)
Marqueziano
L’anno dei miei novant’anni decisi di regalarmi una notte d’amore folle con un’adolescente vergine. Purtroppo, me ne dimenticai subito dopo.
(Memoria delle mie puttane tristi)
Hemingwayiano
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce.
Fu molto meravigliato quando vide avvicinarsi la motovedetta della guardia costiera. Ancora di più quando lo accompagnarono al centro di prima accoglienza.
(Il vecchio e il mare)
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente
del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un
pesce. Per fortuna aveva un fucile e tornò con la stiva piena di gabbiani.
(E.Hemingway – Il Vecchio e il mare)
Silvia rimembri ancor?
????
Hai spento il gas?
Eran trecento,
eran giovani e forti
e sono morti.
Lui e’ solo
coi tacchi e la bandana
manda tutt’a puttana
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente
del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un
pesce.
Poi si ricordò che non aveva portato le lenze, né l’esca.
Tanto gentile e tanto onesta pare
quella donzella che batte al lungomare
mi piacque.
dalla prima volta che la vidi.
Era su una Rolls Royce
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Il giorno dopo
ci pignorarono le sedie.
M’illumino d’immenso.
Acc… il sigaro
La chiamavano Bocca di Rosa, metteva la bocca sopra ogni cosa…
Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome.
Mi chiamavano “psss”
figata fatta non fu per vivere ma sì.
La nebbia a gli irti colli piovigginando sale,
e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar
Giuliacci mi ha fregato ed io non so che fare
meglio che mi sto attento se no finisco mal
Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
tra cambiali ed assegni da pagare
novembre è il mese del ripensamento,
e forse è meglio che smetti di pensare ché s’è fatto dicembre
(complimenti eìo! ubiq riferì)
Quel ramo Nel lago di Como..
galleggiava…galleggiava..
…galleggiava…
Fine
Ei fu.
Salute a noi finché non torna lui.
Fine
Prendi una donna, trattala male. Vai in Tribunale.
Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai in una selva oscura
E poi nei uscii. La storia é già finita.
[...] “Geni si nasce e con Fincipit si diventa!“ Mi sono tenuto a lungo ma non sono riuscito a non scrivere il mio Fincipit (che sarebbe il contrario di Incipit), ormai diventata una vera e propria moda tra i blogger. A volte le cose nascono dal pensiero di una notte e poi ci si trova all’improvviso (come è capitato ad Eìo) su Repubblica ed in onda su radio Deejay! Il mio Fincipit lo dedico a lui, una vera blogstar! eio, fincipit, incipit, racconti [...]
Era una notte buia e tempestosa. La Olivetti elettrica rispondeva fedelmente al ritmico ticchettio dei miei polpastrelli, quando, d’un tratto, un lampo accecante fece andare via la luc..owutqnvtqèreèretureiturèmvreièureè
Cosa ci fai
In mezzo a tutta questa gente
Sei tu che vuoi
O in fin dei conti è una gangbang?
CORTISSIMOMETRAGGIO:
Charles Foster Kane spirando prununciò le seguenti parole: “Il mio slittino da neve di quand’ero bambinooo…”.
FINE
e corre corre corre la locomotiva
si vede che il treno dall’Italia non partiva
C’era una Volta
la moglie di Alessandro
http://fincipit.blogspot.com
Nuovo blog dedicato ai Fincipit… mi sembrava giusto rendere onore a tanto genio :-)
Però non voglio copiare materiale altrui senza permesso… se me lo date, lo riempiamo per bene :-)
volevo essere il 500°…tutto qui ;)
Cantami o Diva dei peli di Achille nella minestra…
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, Saddam Hussein avrebbe pensato che proprio non ci si può fidare di un’alleanza con gli americani.
(Gabriel Garcia Marquez – Cent’anni di solitudine)
“La bocca sollevò dal fiero pasto. S’era magnato tutto.”
Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia………ma le rughe il Cavalier con un lifting tira via.
(Lorenzo de’ Medici – Canzone di Bacco)
C’era una volta.
- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
- No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di fumo. ce lo sparammo tutto, io e il vecchio polendina. eravamo così fatti che invece di fare un burattino del k**** scolpimmo un k**** di burattino. e sapete cosa faceva quando diceva una bugia, vero?
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. ta. ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta.
beh, vladimir, è morta. andiamo via.
Il passero solitario alla compagna, uscendo: chiudi la porta.
Eran trecento, eran giovani e forti: secondo gli organizzatori. Per la questura erano non piu’ di venti e messi male.
Quando il signor Bilbo Baggins annunciò che avrebbe festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbyville….si prenotò una “imperdibile vacanza all’estero” proprio in quei giorni!
“Caro amico ti scrivo. Un sms”
Cenerentola, fuggendo, perse la sua scarpina di cristallo. Il principe la raccolse. Era un feticista, e la tenne per sé.
.. quando la gente ti dirà che hai sbagliato, Dan, e avrai errori dappertutto dietro al schiena, fregatene.
Ricordatene. Devi fregartene.
Tutte le bocce di cristallo che hai rotto, erano di boemia.. fanno 2780 euro.
:)
Marley era morto. Più finincipit di così…
Siete fantastici XD
In questo libro abbiamo intenzione di registrare il materiale biografico che si è potuto trovare su Josef Knecht, il Ludi Magister Josephus III, come è chiamato negli archivi del Giuoco delle Perle di Vetro.
O meglio, avevamo intenzione. Un piromane ha dato fuoco agli archivi, e non potete che ringraziarlo.
Li incontri dove la gente
viaggia e va a telefonare
mapporc.. anche stavolta mi han fregato il portafoglio.
Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Ma mente.
Cappuccetto rosso portò le focacce alla nonna , lei mangiò le focacce, il lupo poi mangiò la nonna, Il cacciatore mangiò un brasato di lupo. Fine
Siamo alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. E no, la razza umana non era soppravissuta.
Ho visto un uomo che moriva per amore. Spaventato, mi sono ritirato in un monastero sui monti tibetani.
L’estate sta finendo. Riporta in cantina il ventilatore, va’.
La nebbia agli irti colli
piovigginando sale
e sotto il maestrale
come cacchio fa a salir la nebbia?
Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti precisamente – avendo poco o punto denaro in tasca, e nulla in particolare che m’interessasse a terra, pensai di prendere il largo per un po’ e di vedere la parte acquea del mondo: e così scoprii il mal di mare.
Cronaca di una morte annunciata:
Il giorno che l’avrebbero ucciso, Santiago Nasar si alzò alle 5,30 del mattino per andare ad aspettare il bastimento con cui arrivava il vescovo. Poi, effettivamente, lo uccisero.
Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino. Ma ti consiglio di lasciar perdere: dopo il primo capitolo finisce.
“E io me la portai al fiume
credendo che fosse ragazza…
ma dentr’alla mutanda
io ci trovai la mazza!”
Ei fu.
Tou fu.
Kung fu.
tanto gentile e tanto onesta pare,
e invece m’è venuta a derubare!
sembrava tanto buona, la beatrice
e invece era una ladra e truffatrice!
war is over if you want it.
but even not, replied george w. bush.
tutti i bambini, tranne uno, diventano grandi e lo vengono a sapere abbastanza presto.
poi ci stupiamo delle zoccolette che restano incinte in terza media.
dici che i tuoi fiori si sono rovinati,
non hai abilità.
uncinetto?
(mò basta, però)
Ho scritto t’amo sulla sabbia
e la SIAE m’ha fatto pagare i diritti d’autore.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora sapessi l’artrite
Eppur mi son scordato di te
come ho fatto non so
sarà che ti devo ancora dei soldi…
Più veloce di un proiettile!
Più potente di una locomotiva!
Capace di scavalcare i grattacieli con un balzo!
Guardate, su in cielo!
E’ un uccello!
E’ un aereo!
Eh si, è un aereo, magari fosse Superman
(la folla in strada a New York l’11 settembre 2001)
Allora che si fa, eh?
C’ero io, cioè Alex, e i miei tre soma, cioè Pete, Georgie, e Bamba, Bamba perché era davvero bamba, e si stava al Korova Milkbar a rovellarci il cardine sul fatto che la nostra vita sarebbe potuta diventare un romanzo. Poi decidemmo di no.
Anthony Burgess
Arancia meccanica
io e te, tre metri sopra il cielo.
*BANG!BANG!*
io e te, nel regno dei cieli.
quel mattino di giugno, miss polly harrington entrò di corsa in cucina.
non s’accorse dell’acqua saponata che nancy, la cameriera, aveva versato sul pavimento: scivolò e battè la testa, morendo sul colpo. quella piaga della nipote, pollyanna, fu affidata ai servizi sociali. un’altra famiglia distrutta dagli incidenti domestici.
-lucariè.. lucariè. scètate, song’e nnove.
-no.
(eduardo, natale in casa cupiello)
un giorno di gennaio dell’anno 1941, un soldato tedesco di passaggio, godendo di un pomeriggio di libertà, si trovava, solo, a girovagare nel quartiere di san lorenzo, a roma.
una scheggia vagante lo colse in pieno, e fine della Storia.
(La Storia, elsa morante)
(o anche)
un giorno di gennaio dell’anno 1941, un soldato tedesco di passaggio, godendo di un pomeriggio di libertà, si trovava, solo, a girovagare nel quartiere di san lorenzo, a roma.
essendo arrapato come un cinghiale ingravidò la prima che passava, la quale ebbe da lui un bambino epilettico, e in mezzo ci stanno pure un drogato e un cane. poi muoiono tutti.
quando i bambini fanno “ooooh”
si beccano du’ sberle. che non è questo il modo di rivolgersi.
(sono una donna forte. posso smettere quando voglio)
(no, veramente, ce la posso fare)
quando i bambini fanno “ooooh”
cèunpedofilo
L’albero a cui tendevi
l’accetta con la mano
al verde pecoraro
assai restringe il cor.
(Giosuè Carducci, Pianta antica)
M’illumino d’immenso
se a quando ti sbranai ripenso.
(Giuseppa Unghierette, Mastina)
E tu e noi e lei tra noi…me lo potevi dire ch’era un’orgia!
(Patty Pravo, pensiero stupendo)
Si può dare di più perché è dentro di noi, intanto però il dentista dichiara 11mila euri.
(Si può dare di più, Mo-Ru-To)
Quanto verde tutto intorno e ancor più in là, sembra quasi un mare d’erba. No, è che fa effetto l’Lsd.
(PFM, Impressioni di settembre)
Cerco un centro di gravità permanente.
Tranquillo, due dita in gola e passa tutto.
(F.Battiato, centro di gravità permanente)
La nostra relazione
è qualche cosa di diverso
non è per niente amore
e non è forse neanche sesso,
mia cara bambola gonfiabile.
(V.Rossi, La nostra relazione)
C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba.
Cioè, avete presente che posto di merda è Canelli?
Nel mezzo della di Marilyn breve vita
mi ritrovai per una selva biondo-platino,
che mai la CIA avea smarrita…
(Dante Alighieri, La divina)
Filippik
Quando Gregor Samsa si svegliò una mattina da sogni inquieti, si trovò trasformato nel suo letto in un immenso insetto. Devo smetterla di pensare a Paul McCartney quando vedo una stella cadente, pensò. (Franz Kafka, Metamorfosi).
M’illumino d’immenso. Polonio?
(Dove finisce la poesia inizia la realtà)
Tutti i bambini crescono, meno uno.
Il nano.
(James M. Barrie, Peter Pan)
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Quanto l’hai pagato?
E lo sconto, te l’ha fatto?
(J. Prevert, Questo amore)
Intanto che il tuo blog faceva le bizze ho postato 3 nuovi da me
OT:
Ma se provo a fare un Fincipit sul film “Memento”, non entro in qualche paradosso infinito che potrebbe causare la fine del mondo? Ho paura.
Sai cos’è, l’isola di Wight?
Io no, tu?
Scusa, mi suona il telefonino.
(Dik Did – L’isola di Wight)
questo fa parte di quella sotto-categoria particolare di fincipit in cui non c’è da aggiungere nulla: ovvero l’inzio dell’opera è già la sua fine.
feat. Niccolò Foscolo, detto Ugo – “Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis”
Il sacrificio della patria nostra è consumato.
(bon, anche questa è fatta: passiamo ad altro)
Ave Maria,
piena di grazia,
dove l’hai comperata?
Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière, raggiunse a fatica l’ingresso della Grande Galleria e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio. Afferrata la cornice dorata, il vecchio di settantasei anni tirò il capolavoro verso di sé fino a staccarlo dalla parete, poi cadde all’indietro sotto il peso del dipinto.
Un grido di dolore esplose in bocca al vecchio seguito da una serie di bestemmie in ogni lingua conosciuta parlata ed estinta. Come era difficile alla sua età mantenere ancora un negozio su e-bay di antiquariato e quadri antichi.
Mi trovo in un parcheggio a Leeds quando dico a mio marito che non non voglio più stare con lui. Credo che sia meglio così, visto che è ormai tre mnesi che mi faccio scopare dal suo migliore amico e dal postino quasi tutti i giorni. Ma adesso voglio di più, voglio diventare una porno attrice ed avere un marito è solo una palla al piede.
(fincipit di come diventare buoni di Nick Hornby)
Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, costrette infine alla fuga dei cervelli per campare.
Urlo – Allen Ginsberg
c’era una volta una favola…
ognuno sta solo nella bloggosfera
trafitto da un raggio di parole:
ed è subito sera
Okkupazione
feat. G.Ungaretti – “Veglia”
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
giusto prima che arrivassero
i cellerini coi manganelli
—-
Perpetua
feat. S.Quasimodo – “Verde Deriva”
Sera: luce addolorata,
pigre campane affondano.
sarà il caso che parli con Don Abbondio,
perchè non c’è mai verso di dormire,
in questa cazzo di canonica.
—–
Aspromonte
feat. F.Petrarca – “Solo e Pensoso”
Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
che mi si è rotta la cinghia di trasmissione della Panda
e quassù il cellulare non prende
—–
Il Cardiochirurgo
feat. E.Dickinson – “Se io potrò impedire”
Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
sennò, bon:
mi pagano lo stesso.
“Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafi…” * BANG*
“Avevamo detto SUBITO, vecchio”
La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem.
La mattina dopo, ore 10: calma piatta.
Betsabea era mia amica da sempre, non ricordo un solo problema che io non abbia risolto tramite un suo consiglio. Ah bella, non e’ ora di svegliarsi? Guarda che c’hai 30 anni!
Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le audaci imprese io canto.
Ma la giuria popolare mi elimina da Sanremo.
Le ultime lettere di Jacopo Ortis. I e S.
Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di curarsi…
Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, poi s’è accorta che era domenica ed è tornata a dormire.
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.
Finché un giorno, l’impiegato dell’anagrafe mi disse che mi chiamavo Mario.
Cantami o diva del peloso Achille l’uva prunesta che infiniti vini addusse agli Achei
mamma mia dammi cento lire, che in america voglio andar.
cento lire io te le do che tanto manco dal panettiere ci vai più con quelle.
mamma mia dammi cento lire che in america voglio andar.
te ne do pure un miliardo di vecchie lire, però amore, portati dietro anche qeìuel rompicoglioni di tuo fratello.
fin che la barca va,
lasciala andare.
lasciala andare fin che arrivi nelle acque territoriali italiane
Two beer or not two beer,
this is the problem…
[...] Per chi si fosse collegato solo adesso, noi, continuiamo a fincipitare dentro i commenti di questi due post (Fincipit e Ogni inizio è una fine), per quella faccenda che ci stiamo facendo il libro, eh. [...]
Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza. poi fecero la strada nuova.
S’i’ fosse foco,
cercherei moglie al Polo Nord.
(basta che non sia monaca).
All’inizio fu il verbo.
Oddio, a essere pignoli ALL’ sarebbe una preposizione articolata.
Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, che da quando c’è l’euro i prezzi sono talmente aumentati che non ci vengono più nemmeno i tedeschi.
All’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito un pescatore.
“Azzo, mi son dimenticato la Protezione 16!”
Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura?
Chissenefrega, tanto ci ho tre televisioni, un partito e una squadra di calcio!
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Senti, prendiamo il treno e lasciamo stare Malpensa,
che c’è lo sciopero e dobbiamo dormire per terra.
Il venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane.
Il lunedì successivo Mastella approvò l’indulto. Che culo!
Le cose che abbiamo in comune sono 4.850,
le conto da sempre, da quando mi hai detto:
“ma dai, pure tu sei degli anni ’60?”
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello
soltanto lo sguardo non è proprio uguale
perché il mio è normale, ma tu hai un occhio di vetro e l’altro è strabico.
Daniele Silvestri, “Le cose in comune”
Quando io dormo, tu dormi
quando io parlo, tu parli
quando io rido, tu ridi
quando io piango, tu piangi
quando io dormo, tu dormi
quando io parlo, tu parli
quando io rido, tu ridi
quando mi eccito, ti ecciti
quando io vengo t’incazzi.
Daniele Silvestri, “Le cose in comune”
Tanto gentile e tanto onesta pare,
invece non rilascia fattura.
Prendi una donna, trattala male.
Fanno due mesi ai domiciliari e 1500 eurI di multa.
Tutti i bambini crescono, meno uno. Arnold.
Dagli occhi suoi lacrime a fiumi versando,
volgeva indietro il capo a rimirarli stando.
“Azzo, ragazzi, almeno metteteci la vaselina!”
Cantar de mio Cid, sec. XII
Re Carlo, il nostro imperatore grande,
sette anni pieni è stato nella Spagna,
e adesso conosce tutte le discoteche di Ibiza.
La Chanson de Roland, XI sec.
Nelle antiche leggende son narrate cose stupende
di guerrieri famosi, imprese immense,
di feste e di letizia, di lacrime e di pianto,
di lotte d’audaci guerrieri;
Noi invece ci abbiamo Studio Aperto che ci parla solo della Franzoni.
I Nibelunghi
Fu al tempo del re Araldo Bellachioma, figlio di Hàlfdan il Nero, figlio di Gudrödr il re cacciatore, figlio di Hàldan il generoso di doni ma non di cibo, figlio di Eynsteinn Fretr, figlio di Olàfr il taglialegna re degli Svedesi, che un uomo di di nome Hallfredr giunse con la sua nave a Breiddalr in Islanda. Breiddalr è a sud del distretto di Fljòtsdalr. Sulla nave c’erano anche la sua donna e suo figlio Hrafnkell che allora aveva quindici anni, era promettente e molto dotato.
Hallfredr si costruì una fattoria. Nel corso dell’inverno morì una serva straniera che si chiamava Arnthrùdr, e da allora quel posto ha preso il nome di Arnthrùdarstadir. In primavera Hallfredr trasferì la sua dimora a nord, oltre l’altopiano, e si stabilì nella zona che si chiama Geitdalr.
Fu allora che Hallfredr fondò l’anagrafe e il catasto, ché con tutti quei nomi difficili non ci si capiva più una mazza.
Saga di Hrafnkell Godi-del-dio-Freyr
Un aereo. Adesso è un aereo che mi appare nel sonno. Un tempo sfrecciavano treni nei miei sogni. Un’infinità di treni, mi davano incubi.
I treni arrivavano. I treni partivano. Mi portavano passeggeri. E ripartivano vuoti.
Adesso i treni sono scomparsi.
Tutta colpa della RyanAir.
Kader Abdolah, Il viaggio delle bottiglie vuote
Tutti si sentono indotti a paragonare la vita di un uomo a qualcosa. Una volta, per esempio, un falegname ha detto: “L’uomo è come un falegname. Un falegname cosa fa? Vive, vive, fino al giorno in cui muore. E un uomo fa altrettanto.” Un giorno un calzolaio ha avanzato l’idea che la vita di un uomo sia come un paio di scarpe. Quando le suole si sono consumate, puoi salutarlo, e tante grazie. Ed è più che naturale per un carrettiere raffrontare la vita di un uomo – scusate il paragone – a un cavallo.
E allora pensate a me, che di professione faccio il proctologo!
Shalom Aleichem, Tornando dalla fiera
Vittorio: Qual voce, quale improvvisa e viva voce dal profondo sonno mi appella e mi trae? Ma, che veggio? al fosco e muto ardere della notturna mia lampada un raggiante infuocato chiarore si è aggiunto! Soavissimo odore per tutta la cameretta diffondesi… Son io, son io ben desto, o in dolce sogno rapito?
Francesco: Odore, odore, maddeché? Me so’ solo acceso ‘na canna! Epparla come magni!
Vittorio Alfieri, La virtù sconosciuta – dialogo
C’era un freddo terribile, nevicava e cominciava a diventare buio; e era la sera dell’ultimo dell’anno. Nel buio e nel freddo una povera bambina, scalza e a capo scoperto, camminava per la strada.
“La mamma ci aspetta per il cenone! Vedi di sbrigarti!” disse papà slacciandosi i pantaloni.
H.C. Andersen, La piccola fiammiferaia
Un mormorio leggero aleggiava nella camera. Era quasi impercettibile. Un piccolo suono irregolare, ma inconfondibile e mortale.
Non era questo, però che aveva svegliato Biron Farrill dal sonno affannoso e pesante, bensì il ronzio insistente che gli giungeva a intervalli dal tavolino da notte.
Tentò invano di scacciarlo girando la testa di qua e di là sul cuscino.
Poi si voltò di scatto e sbottò: “Concetta, te l’avevo detto di stare leggera a cena!”
I. Asimov, Il tiranno dei mondi
MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII Gab: mi si è intasata la casella email per colpa tua!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Fai una cosa più semplice: ammolla una mazzetta a eìo, magari un fincipit tuo te lo mette in quel libro!
Se stasera sono quiiiiii…..
è perchè…
non ho un cacchio da fare!
(Bobby Solo)
Il secondo lavoro di Petrarca
Solo et pensoso i più deserti campi
vo misurando a passi tardi e lenti…
Che palle! …ma perché ho voluto fare Agraria???
la nebbia agli irti colli piovigginando sale…
e ste galosce nuove ..me fanno proprio male!
gesù aveva formato un gruppo musicale : I MESSIA BAZAR
quando gli ebrei giunsero al mare si resero conto di non poterlo attraversare……..Mosè chiamò Charlton Eston che aprì le acque e li fece passare!
[...] Dopo i “Fincipit” di Eio, ecco un altro guaio che mi porterà dritto dritto in comunità di recupero. Strelnik lo ha chiamato “Quotablog“, andate a dare un’occhiata (e il vostro contributo, se vi va). View blog reactions [...]
Cantami o diva del peloso Achille l’uva prunesta che infiniti vini addusse agli achei che andarono tutti in coma etilico e la guerra di troia non ci fu mai
Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel …..Belin,devo smetterla di mangiare la peperonata alla sera
Per il fatto che tu hai fatto, sarai punito per questo fatto. Kus je u fatt.
(Preside “Liceo Ferm”i Bari – 1989)
Vorrei partecipare al gioco spero che questo sia il modo esatto
Cantami o diva del pelide Achille l’ira funesta che infiniti lutti ai Troiani.
La nebbia agli irti colli sale finchè non fa notte.
Addio Monti Sorgenti… I Monti salirono in macchina, salutarono e se ne andarono.
[...] basta, però.Si vabbè, gli ultimi, dai:uno e due.* è sempre una creazione [...]
[...] èìò, in questo post, si sta svolgendo una gara di fincipit. Partecipate numerosi. 11:07:30 [...]
[...] suo compagno di cella, ma non riesce a liberarsi e muore annegato. Fine eccetera eccetera: http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/23/ogni-inizio-e-una-fine/_________________ la vita è un brivido che vola viaL’ultima modifica di tesla il Mer Dic 06, 2006 [...]
[...] son duecentoquattordici pagine, in parte inviati dai lettori di questo blog (in calce ai post Ogni inizio è una fine e Fincipit, vi ricorderete), in parte completamente [...]
[...] per noi, non è un giorno qualunque. A meno di un anno (tutto cominciò qui, in una notte buia e tempestosa dello scorso novembre) dalla loro nascita (invenzione? scoperta?), [...]
[...] libro dei Fincipit di Eio e Stark sapete già tutto, perché l’avete fatto voi. Divertentissimo mentre lo si faceva pezzo a pezzo, ancora rigodibile da spulciare su [...]
Non c’è contatto di mucosa con mucosa. ti è andata di culo c’ho l’aids
(Marlene Kuntz)
Davvero bello il libro
L’uomo in nero fuggì nel deserto e il cavaliere lo seguì. La prima notte rinunciò.
Marco se n’è andato e non ritorna più, perché non prendi spunto e te ne vai anche tu.
(Laura Pausini)
HAHAHHAHAHHA :)
rena: mettili qui
http://fincipit.it/invia-il-tuo-fincipit/
[...] dei fincipit”. Come ricorderete tutto nacque sul blog di Eio grazie a un post dal titolo “Ogni inizio è una fine “. Il resto è storia, buon divertimento.TT: fincipit, eio, ernina al colonby: filter | lascia un [...]
[...] un po’ e sicuramente senza alcuna pretesa. In quel post ad un certo punto Stark scrisse un commento, grazie al quale il gioco venne “battezzato” col nome che lo caratterizza [...]
[...] non partecipare? La propria perla di saggezza può (deve) essere postata nei commenti del post di Eio; sono già in 422 i blogger che, non avendo niente di meglio da fare, hanno buttato parte della [...]
[...] inquieti, Gregor Samsa si ritrovò uguale al giorno prima, ed andò a lavorare.” Inizia così il post scritto sul blog E io che mi pensavo. E’ la scintilla. Nei commenti centinaia e centinaia di [...]
[...] con effetto comico/straniante: “ogni inizio è una fine”, per citare il titolo del post di eìo che ha dato origine al gioco (che comunque affonda le radici nella goliardia degli anni [...]
[...] quello tratto dalle Avventure di Pinocchio che potete leggere (in cima alla pagina) se cliccate qui. Cita questo articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 7 Commenti (1)1. Scritto da [...]
- Romeo Romeo… perche’ sei tu Romeo?
– Giulietta, Giulietta…. perche’ non la smetti di sniffare?
Comunque, riguardo a lavori del genere, consiglio vivamente la lettura della parabola “Figliol Prodigo” di Rocco Tanica, sul libro di Bisio “Quella vacca di Nonna Papera”…..
http://www.unitevi.it/showpost.php?p=115025&postcount=970
[...] (continua copiosissimamente nei commenti) [...]
la nebbia agli irti colli piovigginando sale
con questa umidità il ginocchio me fa male
vostra eccellenza che mi sta in cagnesco
per quei pochi scherzucci di dozzina
me sa che st’ovo nun è tanto fresco
è mejo che mi mje lo cucina
[...] ogni inizio è una fine: fincipit! ;-) e poi Perdere la magia postato da: inscialla alle ore 12:45 | link | commenti (1) categorie: leggo [...]
[...] ben comincia ha già finito In principio era il Verbo. Il soggetto, implicito. * scritto da Zu per Fincipit, 25 novembre [...]
D’in su la vetta della torre antica,
una colombina cadde di sotto
e di lì a poco da un SUV venne investita.
[...] molti han posto mano a stendere fincipit, cosi’ ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni [...]
una merda si ai ragione
Il signor Vercellio non aveva una gran originalità.
Nella sua fattoria nacquero 3 paperi.
Ci pensò su fumando la pipa.
Poi decise.
Li chiamò Qui, Quo, e Anselmo.
Da “ieri sera mentre guardavo i polizieschi di rai2″
- Evvai! l’ultima Kinder Bueno!
- Scusa! (gli passa davanti)
- Perchè non ti prendi quella barretta là ai cereali?
- (si volta) Perchè non ti fai i cazzi tuoi? …ma tu sei Andrew Howe, il campione di salto in lungo!
- Eh sì sono io (sorridendo orgoglioso)
- Bene Andrew Howe, fatti i cazzi tuoi!
Morale: è bello essere famosi.
[...] è stato dato da eiochemipensavo. Si può giocare scrivendo i propri fincipit qui e qui. E il mezzipit? Perchè è in mezzo, gaudio comune, che stat la [...]