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	<title>Commenti a: Fincipit</title>
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	<description>Alla fin fine, un blog come un altro. (o una roba del genere)</description>
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		<title>Di: 37 &#171; ioguido</title>
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		<dc:creator>37 &#171; ioguido</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:57:09 +0000</pubDate>
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		<description>[...] e continua fincipit di cui sotto. Già che ho ripreso ho pensato anche a dei fincipit veloci, per chi non ha tempo da [...]</description>
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		<title>Di: 38 &#171; ioguido</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-45964</link>
		<dc:creator>38 &#171; ioguido</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:51:17 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Riprende e continua fincipit. [...]</description>
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		<title>Di: 42 &#171; ioguido</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-45962</link>
		<dc:creator>42 &#171; ioguido</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:39:17 +0000</pubDate>
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		<description>[...] dalla donna di servizio (non segreto) FINCIPIT e GLOB domani, dalle 23.35 RAI [...]</description>
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		<title>Di: Alanbr</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-45799</link>
		<dc:creator>Alanbr</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 20:47:29 +0000</pubDate>
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		<description>Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai su pel culo una matita
ché diritta ammia s&#039;era smarrita 

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta penna selvaggia e aspra e forte
che nel seder mi blocca la postura</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mezzo del cammin di nostra vita<br />
mi ritrovai su pel culo una matita<br />
ché diritta ammia s&#8217;era smarrita </p>
<p>Ahi quanto a dir qual era è cosa dura<br />
esta penna selvaggia e aspra e forte<br />
che nel seder mi blocca la postura</p>
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		<title>Di: Fincipit (1)&#8230;</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-38299</link>
		<dc:creator>Fincipit (1)&#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:11:47 +0000</pubDate>
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		<description>[...] da e&#236;o, il Fincipit &#232; un gioco in cui si sceglie un romanzo, poesia o quant&#8217;altro, lo si decapita, e gli [...]</description>
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		<title>Di: yleny</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-32411</link>
		<dc:creator>yleny</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 16:08:00 +0000</pubDate>
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		<description>se maometto non va dalla montagna...gli rimane solo il mare per farsi le ferie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se maometto non va dalla montagna&#8230;gli rimane solo il mare per farsi le ferie!</p>
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		<title>Di: Giuseppe</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-30940</link>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 12:03:17 +0000</pubDate>
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		<description>Comunicato stampa

Edito per la prima volta in lingua italiana, un romanzo incisivo ed essenziale di 
Charlotte Brontë

Henry Hastings

A cura e traduzione di Maddalena De Leo


“Le sue passioni erano forti di natura e l’immaginazione era in lui come una febbre...”

Per la prima volta in traduzione italiana, il romanzo redatto nel 1839 rappresenta, per quel che concerne la prosa di Charlotte Brontë, l’acme del processo creativo preparatorio che dovette poi confluire nella sua successiva brillante attività di scrittrice. 
Il racconto appartiene al ciclo di Angria, grande saga immaginaria inventata nell’Ottocento dalla giovane autrice inglese in collaborazione con il fratello Branwell negli anni dell’adolescenza e nella quale i giovani autori riversarono molto del proprio vissuto e del loro forte legame.
Bellissimo è proprio nel capitolo undicesimo questo passo, in realtà amaramente riferito al carattere di Branwell: …come un bambino, aveva inseguito per tutta la vita l’arcobaleno, e in quali abissi profondi questa ricerca l’aveva precipitato! Quanto spesso lo aveva distolto dai più seri propositi! 
In maniera speculare Elizabeth Hastings, poco appariscente e preoccupata del proprio modesto aspetto fisico contrapposto alla bellezza delle precedenti eroine di Angria, anche insofferente all’insegnamento, riflette la personalità stessa di Charlotte autrice e donna. Molto bello il modo in cui la voce narrante cerca di entrare nei pensieri della protagonista descrivendola in un momento nel racconto in cui è sola con se stessa: Non saprei dire se in quel momento i suoi pensieri fossero tristi o gai; ma sicuramente erano molto assorti perché ella aveva dimenticato cielo e terra e ogni cosa che le era intorno, grazie al fascino in cui essi l’avvolgevano.

      Il lungo racconto, anche se ambientato nel XIX secolo, affronta temi e conflitti morali di grande attualità e attraverso la caratterizzazione attenta dei suoi tre personaggi principali contribuisce ad aggiungere nuova luce alla fama ormai immortale della Brontë, scrittrice appassionata, capace di esprimere una tensione emotiva che non conosce cedimenti nel corso della narrazione.

Corredato da un’esauriente introduzione, il libro cerca di rendere al meglio nella nostra lingua, attraverso una traduzione puntuale e pedissequa dall’inglese, il pensiero creativo che è alla base del testo.

Charlotte Brontë nacque il 21 aprile 1816 a Thornton, nello Yorkshire, ma visse quasi sempre a Haworth. Condivise con le due sorelle Emily ed Anne e il fratello Branwell un’infanzia spensierata e ricca di ‘sperimentazioni letterarie’. La fama le arrise nel 1847 con Jane Eyre, romanzo che ebbe ed ha ancora oggi un successo incredibile. Scrisse altri famosi romanzi (Shirley, Villette) e nel 1854 sposò il reverendo Arthur Bell Nicholls, curato del padre. Morì però meno di un anno dopo, il 31 marzo 1855, nei primi mesi di gravidanza. Il suo romanzo The Professor fu pubblicato postumo.

Maddalena De Leo, docente di inglese nella scuola secondaria di primo  grado e socia della Brontë Society sin dal 1975, fa parte della sezione italiana della predetta società letteraria ed è consulente editoriale per l’Italia della rivista letteraria Brontë Studies. Ha pubblicato per le edizioni Ripostes: nel 2002 Componimenti in francese di Emily Brontë e nel 2004 il volume All’Hotel Stancliffe e altri racconti giovanili, anch’essi una novità editoriale nella nostra lingua. La risposta di Afşin  Mediart - BIMED, Salerno, 2005  e  Un’@ mica dal passato - Simone per la Scuola, Napoli, 2006,  sono entrambi narrativa per ragazzi, con romanzi ispirati sia al mondo mediterraneo che anglosassone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa</p>
<p>Edito per la prima volta in lingua italiana, un romanzo incisivo ed essenziale di<br />
Charlotte Brontë</p>
<p>Henry Hastings</p>
<p>A cura e traduzione di Maddalena De Leo</p>
<p>“Le sue passioni erano forti di natura e l’immaginazione era in lui come una febbre&#8230;”</p>
<p>Per la prima volta in traduzione italiana, il romanzo redatto nel 1839 rappresenta, per quel che concerne la prosa di Charlotte Brontë, l’acme del processo creativo preparatorio che dovette poi confluire nella sua successiva brillante attività di scrittrice.<br />
Il racconto appartiene al ciclo di Angria, grande saga immaginaria inventata nell’Ottocento dalla giovane autrice inglese in collaborazione con il fratello Branwell negli anni dell’adolescenza e nella quale i giovani autori riversarono molto del proprio vissuto e del loro forte legame.<br />
Bellissimo è proprio nel capitolo undicesimo questo passo, in realtà amaramente riferito al carattere di Branwell: …come un bambino, aveva inseguito per tutta la vita l’arcobaleno, e in quali abissi profondi questa ricerca l’aveva precipitato! Quanto spesso lo aveva distolto dai più seri propositi!<br />
In maniera speculare Elizabeth Hastings, poco appariscente e preoccupata del proprio modesto aspetto fisico contrapposto alla bellezza delle precedenti eroine di Angria, anche insofferente all’insegnamento, riflette la personalità stessa di Charlotte autrice e donna. Molto bello il modo in cui la voce narrante cerca di entrare nei pensieri della protagonista descrivendola in un momento nel racconto in cui è sola con se stessa: Non saprei dire se in quel momento i suoi pensieri fossero tristi o gai; ma sicuramente erano molto assorti perché ella aveva dimenticato cielo e terra e ogni cosa che le era intorno, grazie al fascino in cui essi l’avvolgevano.</p>
<p>      Il lungo racconto, anche se ambientato nel XIX secolo, affronta temi e conflitti morali di grande attualità e attraverso la caratterizzazione attenta dei suoi tre personaggi principali contribuisce ad aggiungere nuova luce alla fama ormai immortale della Brontë, scrittrice appassionata, capace di esprimere una tensione emotiva che non conosce cedimenti nel corso della narrazione.</p>
<p>Corredato da un’esauriente introduzione, il libro cerca di rendere al meglio nella nostra lingua, attraverso una traduzione puntuale e pedissequa dall’inglese, il pensiero creativo che è alla base del testo.</p>
<p>Charlotte Brontë nacque il 21 aprile 1816 a Thornton, nello Yorkshire, ma visse quasi sempre a Haworth. Condivise con le due sorelle Emily ed Anne e il fratello Branwell un’infanzia spensierata e ricca di ‘sperimentazioni letterarie’. La fama le arrise nel 1847 con Jane Eyre, romanzo che ebbe ed ha ancora oggi un successo incredibile. Scrisse altri famosi romanzi (Shirley, Villette) e nel 1854 sposò il reverendo Arthur Bell Nicholls, curato del padre. Morì però meno di un anno dopo, il 31 marzo 1855, nei primi mesi di gravidanza. Il suo romanzo The Professor fu pubblicato postumo.</p>
<p>Maddalena De Leo, docente di inglese nella scuola secondaria di primo  grado e socia della Brontë Society sin dal 1975, fa parte della sezione italiana della predetta società letteraria ed è consulente editoriale per l’Italia della rivista letteraria Brontë Studies. Ha pubblicato per le edizioni Ripostes: nel 2002 Componimenti in francese di Emily Brontë e nel 2004 il volume All’Hotel Stancliffe e altri racconti giovanili, anch’essi una novità editoriale nella nostra lingua. La risposta di Afşin  Mediart &#8211; BIMED, Salerno, 2005  e  Un’@ mica dal passato &#8211; Simone per la Scuola, Napoli, 2006,  sono entrambi narrativa per ragazzi, con romanzi ispirati sia al mondo mediterraneo che anglosassone.</p>
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		<title>Di: Seba</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-28561</link>
		<dc:creator>Seba</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 20:40:44 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde venusiano. Ho gli alieni in giardino.&lt;/p&gt;
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		<content:encoded><![CDATA[<p>L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde venusiano. Ho gli alieni in giardino.</p>
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	<item>
		<title>Di: alu</title>
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		<dc:creator>alu</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 11:56:38 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Tra dire e il mare c&#039;è di mezzo e il.&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra dire e il mare c&#8217;è di mezzo e il.</p>
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	<item>
		<title>Di: naz</title>
		<link>http://eiochemipensavo.diludovico.it/2006/11/25/fincipit/comment-page-20/#comment-10410</link>
		<dc:creator>naz</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 14:54:30 +0000</pubDate>
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		<description>Hanno ucciso l&#039;uomo rogna,
posso immagina&#039; il perchè.</description>
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posso immagina&#8217; il perchè.</p>
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