Quando son arrivato a casa, a pranzo, c’era un biglietto che diceva che eran passati a consegnare un pacco per Polli, e che, non avendo trovato nessuno, sarebbero ripassati.

Allora mentre mangiavo pranzo, da solo, sento che suonano al citofono, c’era uno che diceva che doveva consegnare un foglio alla Signora Polli, allora gli apro, lo faccio salire, son convinto che è quello del pacco, poi quando arriva su salta fuori che è uno che vuol fissare un appuntamento per la dimostrazione del Folletto (non è uno gnomo)(trattasi di aspirapolvere)(tedesco).

Con la cravatta col nodo largo e il vestito da festa, si vede che è un ragazzo normale, ma totalmente fuori posto come abbigliamento: mi vien in mente che se fosse vestito da zorro avrebbe stonato di meno.

Cerco di distoglierlo dal suo proposito, gli dico che Polli non c’è, e lui, imperterrito, continua, dice che allora passa in un altro momento ché lui, anche se non lo compriamo, il Folletto, la dimostrazione la vuol far lo stesso, ché gli dan qualche soldino anche solo per le dimostrazioni che riesce a fare.

Parla quattro o cinque minuti, lì, sulla porta.

E per tutto il tempo, mi chiama Signor Polli.

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