Tutti i giorni, per andare a casa, passo davanti al Bar Marsiglia, e davanti al Bar Marsiglia, a qualsiasi ora del giorno, c’è sempre radunata una folla di uomini che conversano fumando le loro sigarette, i loro sigari, le loro pipe. A ognuno, come si dice, la sua intossicazione. Questi uomini sono per lo più pensionati, io credo, visto che son sempre più o meno gli stessi che passano lì davanti al Bar Marsiglia le loro giornate. Alcuni hanno sempre degli sguardi torvi, altri più gioviali, altri variabili. Un campionario di umanità, si ritrova, davanti al Bar Marsiglia.

Tra questi uomini che si ritrovano davanti al Bar Marsiglia, ce n’è uno che ho notato particolarmente, e mi son accorto di lui già dai primi giorni che son venuto ad abitare lì vicino al Bar Marsiglia.

E’ un omone grande e grosso, che sovrasta di almeno una testa tutti gli altri frequentatori del davanti del Bar Marsiglia, largo quanto basta: una volta mi è venuto da pensare che il suo giro vita, misurato con un metro da sarto, potrebbe grosso modo equivalere alla sua altezza. Difficile per me non notarlo, anche perché, oltre alla sua stazza e alla sua barbetta, già cose degne di nota, è l’unico che, quando passo lì davanti, mi sorride. Mi son accorto un giorno, mentre stavo per passare davanti al Bar Marsiglia ma mi son fermato poco prima per salutare una signora che conosco, che non lo fa solo con me: quest’uomo sorride a tutti i passanti. Mi rendo conto che messa di fronte ad un comportamento del genere, tutta la mia misantropia potrebbe crollare. Tutto ciò non è normale. Infatti, come ho detto, quell’uomo, l’ho notato subito.

Ieri son andato a prendere il pane dalla panettiera dove vado di solito, e quando son entrato, c’era quel signore grande e grosso davanti a me che stava comprando due micchette. Giraudo, lo chiamava la panettiera. Ha comprato, ha pagato, ha salutato, ha sorriso, ha fatto gli auguri di Natale, è uscito.

Quando si è chiusa la porta, la panettiera mi guarda, e sottovoce mi dice Il signor Giraudo, sembra proprio Babbo Natale in borghese. Io sorrido, per compiacere la panettiera, e mentre sorrido, si apre la porta, c’è Giraudo che mette dentro la testa e fa HO HO HO HO.

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Buone feste a tutti.

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