Le grandi lotte filosofiche
venerdì 29 dicembre 2006
Mi sembra una cosa fuor di dubbio che la convivenza tra persone con fedi, ideologie, filosofie incompatibili sia senz’altro difficile.
(Qui ci vorrebbe un excursus sulle fedi ideologie filosofie incompatibili, come religiosi/atei, analitici/continentali, comunisti/capitalisti eccetera eccetera, inseritelo voi in fase di lettura che io, francamente, in questo momento dello spazio/tempo, io francamente non mi sento.)
C’è questo fatto, che nella convivenza, dicevo, o si cerca di deradicalizzare le proprie credenze, oppure, al contrario, appunto, ci si radicalizza, e si diventa FONDAMENTALISTI.
Come assunto fondante della mia filosofia, specie della filosofia di questo preciso momento dell’anno, io ho sempre avuto una tendenza al Panettonismo; pur non disprezzando completamente il pandoro, specie se condito con creme di vario gusto et colore, ho sempre avuto una predilezione per il panettore classico, imperlato di uvetta et canditi.
D’altro canto, Polli, invece, non solo è completamente all’opposto, ma avendo una repulsione congenita per uvetta et canditi non soltanto è Pandorista, ma è anche Antipanettonista convinta.
E questa cosa, questo problema che ci ha Polli, lo san tutti.
Allora vengon a trovarci, ci portan tutti dei pandori, io adesso dietro la pila ci ho una seconda pila fatta tutta di pandori.
Poi dicono che uno non si deve radicalizzare.
Io sono Panettonista FONDAMENTALISTA.
E il prossimo che mi viene a trovare e mi porta un pandoro, io ci taglio la mano.
Technorati Tags: capodanno, feste, fondamentalisti, il natale degli altri, natale, pandoro, panettone, panettonisti e pandoristi, fondamentalismi



30 commenti
Oggi in casa mia è arrivato il pandolce genovese (quello basso) di Panarello. Sinceramente a me fanno sorridere le simpatiche diatribe (da eiochemipensavo) tra i panettonisti e i pandoristi (per la cronaca, io sono un fondamentalista panettonista, mentre mia moglie è una blanda pandorista. Ovviamente il panettone senza canditi, a mio sindacabilissimo parere, è come un carciofo senza
Tendo a esser d’accordo, ché il panettone ha svprema dignitate anche se gustato solyngo, mentre il pandoro così fiapposo colloso e insypiente trova ragion d’esistere solo se servito appajato a creme & additivi vari, quali: mascarpone, nvtella, creme SCIANTIGLI, semifreddi, squacquerone&rucola. Con styma,
il Proeta
Personalmente preferisco il pandolce genovese. Quello basso. fondamentalmente, s’intende.
Io ho il problema di essere torronista, ma codesto partito non è mai contemplato :(
Fran: il torronismo è cosa buona e giusta, ma è altro campo da gioco, non essendo limitato ad un periodo specifico. una specie di ur-torronismo, se vogliamo. comunque, torronisticamente parlando, da quale parte stai? io sono della linea morbida :)
Sono tendenzialmente pandorista, ma sono cedevole a bontà e bellezza. Se subissi l’attacco di un panettone in versione artigianale potrei abbandonare a un paladino più fiero la mia celata di cartoncino burroso.
Più verso il duro, e più verso le mandorle. E qui confesso un amore torbido verso la cobaita, che nessuno conosce/gradisce a queste latitudini (è l’equipollente siculo del torrone, ma fuori è ricoperto coi semi di sesamo)
ah !
scusa se parlo con la bocca piena
sto giusto ingoiando un pandoro intero!!!
…
poi se sopravvivo suono il campanello!!
ciao
simon.cì
Il primo che mi dice che abito in Torronia, myncazzo! Si dice TERRONIA, con la E!
sei un terrone con le mandorle o con le nocciole?
il pandoro è una cosa di un frocismo esasperante
Beh? Nessun tortelloripienista?
tra un po’ spunteranno fuori i pastieristi e i cassatisti lurker
Panettone, panettone, ma che sia quello classico non sporcacciato di cremine al lemoncello o cointreau e pure ricoperto di cioccolatume vario, chè il cioccolato lo gradisco a parte, bello nero e fondente e in dose massiccia. Da piccino, invece, ero un adoratore di pandoro, ma ora ho notato che è una particolarità abbastanza normale quella dei più giovani di disprezzar uvette e canditi, salvo poi avvicinarcisi da anziani ;)
E se torron dev’essere che sia duro di quelli che li devi prendere a martellate con il rischio di lasciarci dentro denti e pure gengive nel tentativo i masticarlo e con le mandorle, mi raccomando.
Quest’anno ho assaggiato anche un torrone ambiguo, ne’ morbido ne’ duro, proveniente da Noto e con i pistacchi di Bronte invece delle mandorle: una squisitezza!
A me da piccolo piaceva solo il pandoro perchè non c’era l’uvetta.
Ora invece che l’ho assaggiata ed ho visto che è buona mi piace solo il panettone perchè nel pandoro non c’è l’uvetta.
Chiaro no?
Torrone morbido. E se panettone dev’essere: coi canditi. Il pandoro merita innondato di crema ricotta e cacao.
Sono anche io panettonista. Decisamente.
Con però licenza di pandolce ;)
panettone solo se ricco e mandorlato. il pandoro io lo pucio nel caffelatte.
io sono per il panettone.
però a natale ho assaggiato un torrone morbido con mandorle e pistacchi…la fine del mondo.
[...] In pieno periodo festivo, da queste parti si pensa ai cibi per il Capodanno. Non c’è scampo: il pranzo di Natale è per principianti paragonato alla grande C. La mia tradizione prevede inesorabilmente cotechino (o zampone) e lenticchie in grande quantitàma quest’anno aggiungiamo il salmone all’aneto; ovviamente continuano a regnare sovrani frutta secca e dolci in ogni forma. Perciò oggi introduco nel mio involtino dei blog anche il buon Eìo. Il suo post da Panettonista convinto illustra magnificamente i drammi familiari che nascono proprio sotto l’agrifoglio. A Genova, per esempio, i conflitti sono ancora più aspri: non solo perché i pandori sono più economici ed entrano di diritto nella dispensa, guadagnandosi un posto d’onore come ciofeca più scontata del mese, ma soprattutto perché si aggiungono i pandolci genovesi. In una famiglia di quattro persone, puntualmente, le preferenze sono sempre divergenti. Fondamentalisti, esatto. Non più solo pandoro e panettone, ma il pandolce. Non contento di essere fonte di screzi, il pandolce ha due ramificazioni: il pandolce basso e il pandolce alto. Il primo è quello genovese doc, per i duri e puri, mentre la versione alta lievitata dicono sia una ricetta più antica. Le lotte intestine qui in Genova puntano soprattutto sull’altezza del pandolce, le cui caratteristiche sensoriali sono: sapore di burro (altrimenti non è un prodotto valido), presenza di canditi e uvetta in quantità industriale (se si vede troppa pasta tra i canditi, non è un buon pandolce), e per finire una spolverata abbondante di pinoli e anice. Se si segue la tradizione “basso è bello”, il pandolce deve anche sbriciolarsi in bocconcini deliziosi morbidi e uniformi, senza diventare polvere. La versione alta invece si taglia come si taglierebbe un panettone. Come dite, voi attaccate il panettone direttamente a morsi? Dopo questa premessa, un filo fondamentalista, spezzo una lancia a favore del pandoro che si presenta un po’ come una tela bianca. Come anticipavo qualche giorno fa, ecco la mia personale interpretazione dell’opera. [...]
(io sono per il pandoro)
shh!
uvetta e canditi sono il MALE.
(anche dodò dell’albero azzurro, ma questa è un’altra storia)
La convivenza tra un panettonista e un pandorista, a differenza degli altri integralismi, è sempre pacifica che non ci si deve litigare l’ultima fetta. Detto questo direi che sono panettonista, quello classico, anche se il pandoro inzuppato a colazione non teme rivali. Ma la torta di cecco piace solo a me?
Appena riuscirò a tornare a casa, prenderò un pandolce genovese tutto per te (e lo terrò in ostaggio sino a quando non verrai a liberarlo…;-*)
..e oltre il panettone e il torrone morbido oggi ho assaggiato la torta fina di Vignolo, torta dura alle nocciole, buona da leccarsi le dita e poi raccogliere le briciole.
Sono per la “stella di natale” ultima buonitudine da grosse coalizione: un tipo panettone schiacchiato con dentro solo le uvette e tutto ricoperto di mandorline glassate tipo colomba. Forse è questa la democrazia che verrà? Dolce!
Hii-Hoo parli di colomba,democrazia, manca solo l’ulivo, ma sei sicura che sarà così dolce?
anch’io se mi fermo un attimo a pensare (che non è semplice, cioè, fermarsi anche sì, pensare anche meno) realizzo l’esattezza dell’equazione: uvetta canditi=ilmale.
quindi, per non sbagliare, mi butto dalla parte dei torronisti convinti.
duri et puri.
sono con te fratello!
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C.S.P.M. -Comitato per la Supremazia del Panettone Motta-