Ieri ero lì che camminavo, stavo andando dal commercialista, e mentre camminavo ero al telefono che parlavo di una cosa importantissima che non poteva attendere oltre. Mentre ero lì che camminavo e telefonavo, ho notato che poco avanti c’era una signora all’interno di una macchina che cercava di farla partire senza molti risultati. Allora, visto che sono superdotato di senso civico, ho riappeso (vocabolo che inevitabilmente riporta alla mente quei vecchi telefoni a muro in cui il microfono era incorporato nell’apparecchio e la vera e propria cornetta conteneva solo l’auricolare) e sono andato a vedere se la signora avesse bisogno di aiuto.

E’ un peccato che io non sappia niente di automobili, signora, dissi alla signora che imperterrita cercava di far partire l’avviamento dell’auto, altrimenti potrei aiutarla. La signora continuava a ripetermi E’ impossibile che non parta, da casa è partita.

Se lei non fosse, con rispetto parlando, le dicevo, messa un po’ in salita, potrei provare a spingerla, e lei continuava a girare la chiavetta ripetendo Non è possibile, a casa partiva.

Signora, le dicevo per sdrammatizzare, qua l’unico metodo, secondo me, è l’imposizione delle mani, le dicevo scherzando, proviamo a vedere se il mio flusso energetico può avere qualche effetto sulla sua automobile, e così dicendo, ponevo le mie mani a cupola verso il vano motore.

In quel momento, il motore si è acceso.

La signora mi ha ringraziato, ed è partita.

Strano, ho pensato, guardandomi stupito le mani, m’era già successo con le stampanti, ma con le macchine, mai.