Un tipo va ad aprire la porta di casa e nel mettere la mano nella tasca per prendere la chiave si trova invece in mano una scatola di fiammiferi, allora questo tipo ci resta male e comincia a pensare che se invece della chiave trova i fiammiferi può essere accaduto l’orribile fatto che il mondo si sia spostato di colpo, e magari, dato che i fiammiferi sono dove dovrebbe esserci la chiave, può capitargli di trovare il portafoglio pieno di fiammiferi, la zuccheriera piena di denaro e il piano pieno di zucchero, e l’elenco telefonico pieno di musica, e l’armadio pieno di numeri del telefono, e il letto pieno di vestiti e i vasi pieni di lenzuola, e i tram pieni di rose e i campi pieni di tram. Sicché questo tipo è terribilmente angosciato e corre a guardarsi allo specchio, ma siccome lo specchio è messo un po’ di traverso ciò che vede è il portaombrelli dell’entrata e i suoi dubbi si rafforzano e scoppia in singhiozzi, cade in ginocchio e giunge le sue manine senza sapere neppure perché. I suoi vicini accorrono per consolarlo, ma passano ore prima che il tipo si liberi da tanta angoscia e accetti una tazza di tè, che guarda e osserva ben bene prima di bere, non capiti che invece di una tazza di tè sia un formicaio o un libro di Samuel Smiles.
(questo lo ha scritto Julio Cortàzar, dentro Storie di Cronopios e di Famas, Einaudi 2005, ma l’ho un pochino adattato, eh)