Ufficio fantasma
lunedì 22 gennaio 2007
L’altro giorno sono andato in un ufficio, un ufficio che si trova in un vecchio palazzo, con i corridoi che girano tutto intorno ad un cortile, e le vetrate, che dan sul cortile, che se non ci fossero avresti l’impressione di stare dentro a un chiostro.
Un palazzo pieno di uffici, un tempo, mi viene in mente, solo al piano dove son andato io dovevano lavorarci decine e decine di persone. Oggi, non c’è nessuno. Ci son solo io, e l’ufficio dove devo andare, è aperto, ma anche lì, non c’è nessuno. Non c’è nessun cliente, nessun impiegato.
Guardo meglio l’orario, Sì, mi dico, sono in orario, e in effetti le luci sono accese, dietro il vetro si vede, che i compiuter sono accesi, ci hanno lo screensaver che gira e fa le lucine.
Mi son detto, Aspetto un po’. Fortuna che ho un libro in borsa, Non uscite mai senza un libro nella borsa, ascoltate me. Possibilmente un libro interstiziale (un giorno lo spiego, che cos’è, un libro interstiziale, per me).
Sto lì, ogni tanto sento un rumore, penso che finalmente stia arrivando l’impiegato/a, chiudo il libro, e m’accorgo che il rumore viene dalla porta che dà sulle scale, che non è ben chiusa, e che ogni tanto, probabilmente perché qualche porta a qualche altro piano è stata aperta o chiusa, si muove impercettibilmente e produce sinistri scricchiolii.
Sembra di stare in un palazzo fantasma, come le città fantasma del vecchio west.
Continuo a leggere, disturbato ogni tanto da questi rumori, che mi danno una leggera agitazione.
Dopo una mezz’oretta, arriva un’impiegata, io son lì, seduto sull’unica sedia che c’è davanti all’ufficio, l’impiegata entra, si toglie la pelliccia (la pelliccia?), si fa ancora un po’ i cazzi suoi, e poi finalmente mi chiede cosa desidero.
Salta fuori che ho sbagliato ufficio.



19 commenti
kafka?
La pelliccia è maledettamente demodè… Era ecologica o vera?
scusa , ma in che genere di ufficio eri capitato?:-))
magnifico spiazzamento finale :-)
Vero, il libro interstiziale è fondamentale.
io mi porto sempre dietro il quadernone interstiziale: giallo, a quadrettoni grandi, ci scrivo racconti e ci disegno mentre sono in fila dal dottore, alla posta, alla fermata del tram.
Da piccola invece, da quando avevo 4 0 5 anni, mi portavo sempre dietro l’uncinetto, me lo aveva insegnato mia zia, per aiutare mia madre, perchè così stavo zitta in un angolo a fare l’uncinetto quando io e la mamma eravamo in fila dal dottore, alla posta, o alla fermata del tram.
In effetti, gli uffici son tutti così. La differenza è che i fantasmi che li abitano sono, di norma, apparentemente visibili. Ciò non fa di loro delle persone vive, anzi, sono morti almento quanto le pellicce che (alcuni) indossano (e altri scuoiano nottetempo). Ma, in sostanza, gli uffici sono sempre QUELLI SBAGLIATI. Questo però si sa solo quando il fantasma di turno torna e si siede al computer a far finta di ESSERE (vivo? L’ufficio giusto? Un uffico qualsiasi?). Cmq, secondo tutti gli uffici (veri o falsi), siam sempre noi che sbagliamo. Tu hai sbagliato, perciò tutto ok. Morale: non andate negli uffici, si rischia di diventare pellicce.
Pellicce interstiziali, s’intende.
Sarebbe un’ottima sceneggiatura per un corto.
In realtà erano tutti morti, come in “The others”.
ahhh…l’assenteismo in Italia …
Il libro interstiziale è fighissimo! Intendi quei libri che occupino il meno spazio possibile, ma solo virtualmente, mentre, sempre se possibile, ti diano il massimo? Se sono quelli, ecco, anche io esco sempre munito di un libro interstiziale. Quando possibile. :-) Passa a trovarmi, Fabio
finalmente è arrivato l’incredibile colpo di scena che nessuno si aspettava a terminare questo comunque bellissimo post…
sempre in borsa un libro interstiziale … un Giarrico Carofiglio, direi
Sei ancora lì nell’ufficio sbagliato? ;-)
forse sta finendo di leggere il libro interstiziale !
no qs post nn mi è piaciuto..sempre alla ricerca del fincipit, del finale a sorpresa e un pò banale..scusa eio, ma nn mi piace, mi pare scrivere per scrivere e basta..senza alcun contenuto..cmq il libro interstiziale è una bella idea…sai cosa? io mi sarei mosso prima per nn perdere mezz’ora di tempo..dipende poi uno ke ha da fare…mi sarei accorto prima di avere sbagliato ufficio, oppure hai veramente fatto così e qndi è tutta una storiella per sentirsi e sembrare un pò particolari, bohemiene, speciali, con qlla sbadataggine ke fa tanto fico ma ke poi fa innervosire…che poi se nn mi fosse veramente piaciuto qs post alla fine forse nn l’avrei cagato invece ci rispondo pure, qndi mi contraddico, ma perkè essere sempre coerenti?..e poi vien bene così, con qs neve ke a cuneo è scesa pokissimo e sn inkazzato nero..o no? ciao ciao
Deve essere una legge o un teorema (tipo quella di Murphy):
quando aspetti un’ora davanti ad un ufficio chiuso e\o disabitato, sicuramente hai sbagliato ufficio-
Sciura Pina
I like to party, not look ariltces up online. You made it happen.