C’era uno che nella sua vita non aveva mai fatto niente, proprio per scelta, ché i pochi soldi che aveva gli bastavano, e a lui non andava di far nessun lavoro. Per principio, lui, il lavoro, lo considerava una gabbia nella quale l’uomo comune si rifugiava per evitare di pensare a questioni più importanti. Lui, dipingeva.
Un giorno, mentre era al bar a bere un Marie Blizzard, un altro tipo che stava bevendo lì a fianco gli aveva rivolto la parola, e poi avevan cominciato a parlare, e poi si erano incontrati lì al bar per molte volte. Avevano cominciato a parlare dei suoi dipinti, e l’altro sembrava davvero interessato. Un giorno, quindi, l’aveva invitato a casa sua a vederli, i dipinti. L’altro, era sinceramente meravigliato dalla bellezza dell’opera del pittore.
Lui pensava che fossero diventati amici, mentre l’altro, voleva solo offrirgli un lavoro.


13 commenti
la vita così com’è … cechoviano!
Cavolo. La vita che vorrei fare io. Ma mi manca la rendita minima. Maledetta Eva e la tua voglia di mela (mela mangio non mela mangio) con tutta la frutta che c’era!
…e quindi…una cosa escludeva l’altra?
cioè se lui gli chiede
“lavoreresti ?”
e l’altro gli risponde
“no”
dici che
se poi l’altro gli chiedeva
“siam amici?”
lui gli rispondeva
“no”
…sinceramente o per una questione
di rinculo al colpo?
no così per sapere come andava avanti la storia.
ciao
Peccato non saper dipingere.
..bhe’,e se il lavoro non fosse retribuito?cosi nn sarebbero stati contenti entrambi? :)
eh bisognerebbe avere la fortuna di potere dipingere e basta, starsene lì a “guardare il tempo che rotola via sulla banchina della baia”. ma poi ad esempio fai dei figli e devi crescerli e pensi che magari a loro non va bene di fare come te, che han bisogno di soldi per curare le proprie passioni..e allora devi lavorare per forza, anche se ti pesa..e poi magari un giorno non ci sei più e allora tutto quello che hai fatto e scritto e pensato non è servito a nulla..si magari ti ricordano, dicono eh come era bravo, come era simpatico e tu li guardi dall’alto (perkè non mi venite a raccontare che si spegne la luce e nn ci sei , ke cazzo vuole dire nn ci sei ?? magari ci sei ma in uan forma extra corporea ke ne so) e…dicevo…tu li guardi dall’alto e pensi, ma vaffanculo mi piaceva stare lì con voi, perkè diamine sono morto?? e stop..ma è meglio non pensarci, tanto prima o poi lo scopriamo questo magnifico mistero..io nn vedo l’ora, im là possibile, ma sn curioso.. cavolo se sn curioso. ciao, bloggers…
boh…mi pareva di aver scritto un commento…
volevo sapere se
alla risposta
No per il lavoro
corrispondeva
un NO
in merito alla possibile amicizia…
cioè son cose che escludono l’un l’altra?
così…solo per curiosità…
me la racconti come va a finire …la storia?
ciao
che è ?
appaion e scompaion i commenti?
bah
C’era uno che nella sua vita non aveva mai fatto niente, proprio per scelta, ché i pochi soldi che aveva gli bastavano, e a lui non andava di far nessun lavoro.
poi un giorno, lo trovò.
il lavoro, dico.
(questo è un fincipit a partire da un tuo post)
(siamo avanti, eh?)
Credo che lui qui sia l’uomo più furbo del mondo. Che a me lavorare, diciamocelo, mi ha veramente stufato :o(
Aveva sbagliato cocktail! Se avesse bevuto un Marie Brizard, forse sarebbero diventati amici…
Esser soli e dover lavorare: passata la sbornia, questa è la storia.
Arte purissima… EH! Finché avremo un corpo, dovremo starci dentro.
Forse bisogna fare amicizia con l’orrido quotidiano… ma 2 p….e!!
ciao, volevo chiederti se posso inserire il tuo blog tra i link del mio!:-)
vero … l’orrido .. che 2 …!!!