Portelli era uno che era in pensione, se la passava così così, la pensione era quel che era, ma bastava per le sue esigenze: viveva da solo, Portelli, ché sua moglie, caso raro, lo aveva lasciato vedovo qualche anno prima.

Portelli, dopo che era andato in pensione aveva per qualche anno badato alla moglie malata, e dopo un tempo lunghissimo che a lui era sembrato poco, si era trovato da solo, senza moglie, e senza figli (non ne avevano mai avuti).

Portelli, l’ho incontrato l’altro giorno, mentre tornavo a casa dal lavoro, e l’ho visto, vicino al cassonetto dell’immondizia, con un sacchetto di plastica ed una bacchetta di quelle che servono per prendere i vestiti ai piani alti degli armadi; io nella mia mente quella bacchetta mi son figurato che fosse un arpione.

Portelli, mentre io stavo passando, stava infilando l’arpione nel cassonetto che teneva aperto con il piede (era uno di quei cassonetti che si aprono a pedale), e mentre io guardavo incuriosito, tirava su un sacchetto della spesa pieno di immondizie, lo slegava, lo girava al contrario e agitandolo lo svuotava completamente dentro il cassonetto.

Poi del sacchetto vuoto faceva una palla e lo riponeva nel suo sacchetto vuoto, che, ho notato, era già pieno di altri sacchetti.

Sono andato avanti senza dar mostra di essermene accorto, e, pochi metri dopo, ho incontrato la mia vicina di casa che, di Portelli, mi ha raccontato tutta la storia.

Nessuno sa, che cosa se ne faccia, Portelli, di quei sacchetti vuoti e sporchi, ma sono anni, che va in giro, ogni giorno un paio di cassonetti, a recuperarli.

Ne avrà la casa piena.