“Voglio fare il furbo”
sabato 17 febbraio 2007
Learco Pignagnoli. Uno dei più grandi scrittori viventi. Come disse a suo tempo Letturalenta:
La prima cosa che ho pensato dopo aver letto il libro è che la scrittura di Learco Pignagnoli non è riassumibile. Questa cosa l’avevo già pensata un’altra volta, leggendo l’opera maggiore di Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione. Quando una scrittura non è riassumibile, ho pensato mentre leggevo Schopenhauer, è segno che l’autore ha usato la quantità esatta di parole necessarie per esprimere quel che aveva in testa: non una parola di più, non una di meno. Ne deriva che, se a posteriori uno vuole rendere l’idea di cosa dice Schopenhauer in un certo punto del libro, è costretto a usare le parole dell’autore, perché togliendone perderebbe in chiarezza, e aggiungendone aggiungerebbe solo del rumore inutile. Per parlare delle opere complete di Learco Pignagnoli la cosa più sensata è usare le parole di Learco Pignagnoli.
E oggi lo intervista Gisy.
Ti ringrazio per avermi concesso l’intervista e la mia prima domanda è questa. Sono ormai tre anni che si fanno letture e convegni coi tuoi testi e ora è finalmente uscito il libro con le tue opere complete. Ma tu continui a non comparire in pubblico. E’ forse perché in un mondo dove tutti appaiono o vogliono apparire forse è meglio fare un passo indietro?
No, no. Io non compaio perché voglio fare il furbo.
Voglio fare come quegli autori americani che non si fanno mai vedere in pubblico e non partecipano mai a nessun avvenimento così cresce l’interesse nei loro confronti.
Imperdibile.



12 commenti
un genio :)
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
:/
un po’ come Danilo Kis che Milan Kundera definì
“uno scrittore grande e invisibile”
Mi ricorda un po’ questo signore qui…;-)
http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Pynchon
beato lui che fa il furbo e gli riesce.
il libro da leggere a me è paiciuto…ma non dice quasi nulla che concordi con me…toh…. eppure mi è piaciuto.
ciao
Lasciamelo finir di leggere…
Bellissima intervista, anche se a me mi viene da chiamarlo Learco PignagNori….
:-)
beh, direi che non ha tutti i torti. Non apparire è un buon metodo per far crescere l’interesse nei propri confronti. Non c’è dubbio!
ovvientemente si…finchè non appare un altro che si occulta e ci si dimentica di chi non si sa bene chi…
che così non pare essere nemmeno peccato…
pignagNori???…
inizio ad adorarlo questo Tramutoli …dice quel che io non oso…
oltre che piacevole è pure utile…
in questo caso Giancarlo non può che portar fuori strada però :)
Chi di voi è bello come Pignagnoli? Io di più.
Però non sono mai d’accordo con me stessa.
Cosa ne direbbe Schopenhauer?
Ecco faticosamente ho trascritto nel blog alcune opere lunghette di Pigna, le tristi son le più belle per me…in realtà pur quelle che fan ridere, mazza se son drammatiche…
gisy :)