Learco Pignagnoli. Uno dei più grandi scrittori viventi. Come disse a suo tempo Letturalenta:

La prima cosa che ho pensato dopo aver letto il libro è che la scrittura di Learco Pignagnoli non è riassumibile. Questa cosa l’avevo già pensata un’altra volta, leggendo l’opera maggiore di Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione. Quando una scrittura non è riassumibile, ho pensato mentre leggevo Schopenhauer, è segno che l’autore ha usato la quantità esatta di parole necessarie per esprimere quel che aveva in testa: non una parola di più, non una di meno. Ne deriva che, se a posteriori uno vuole rendere l’idea di cosa dice Schopenhauer in un certo punto del libro, è costretto a usare le parole dell’autore, perché togliendone perderebbe in chiarezza, e aggiungendone aggiungerebbe solo del rumore inutile. Per parlare delle opere complete di Learco Pignagnoli la cosa più sensata è usare le parole di Learco Pignagnoli.

E oggi lo intervista Gisy.

Ti ringrazio per avermi concesso l’intervista e la mia prima domanda è questa. Sono ormai tre anni che si fanno letture e convegni coi tuoi testi e ora è finalmente uscito il libro con le tue opere complete. Ma tu continui a non comparire in pubblico. E’ forse perché in un mondo dove tutti appaiono o vogliono apparire forse è meglio fare un passo indietro?

No, no. Io non compaio perché voglio fare il furbo.
Voglio fare come quegli autori americani che non si fanno mai vedere in pubblico e non partecipano mai a nessun avvenimento così cresce l’interesse nei loro confronti.

Imperdibile.