L’altro giorno, Busnelli, era andato dentro un negozio, e dentro il negozio c’era una commessa, una signorina gentile che col tempo aveva cominciato a chiamarlo per nome, a capire cosa faceva, e a fare conversazione.

Busnelli doveva comprare una cosa, allora l’aveva scelta dopo un po’ di tentennamenti, e poi dopo, la signorina, mentre gli faceva la ricevuta, aveva guardato i suoi dati sul computer, e gli aveva detto Ma guarda, sei più vecchio di me.

Allora Busnelli le aveva chiesto, con rispetto parlando, quanti anni avesse lei, e lei gli aveva detto che era d’un anno più giovane di lui.

A Busnelli gli aveva fatto strano che questa ragazza avesse il dubbio che lui potesse esser più giovane di lei, ma gliel’avevan detto in molti, nell’ultimo periodo, che guardandolo, diventava difficile attribuirgli un’età precisa.

Busnelli le aveva detto Guarda, le aveva detto, a guardarmi da fuori, potresti persino dire che potrei esser mio padre, ma a guardarmi il cervello, diresti che son mio figlio.

In nessun modo, aveva detto Busnelli, a guardarci insieme, lo diresti, che siam fratelli.