(Sabato, invitati da Mitì, siamo andati a una conferenza dove tra i relatori c’era anche Marco Zatterin, e seduta vicino a noi c’era EstroVersa. Orpo. non c’eravam mai visti ma mi ha riconosciuto subito. Non faccio il resoconto della conferenza: l’ha già fatto lei. Purtroppo c’erano un po’ troppi relatori e si è potuto approfondire poco.)

Ieri siam andati a farci due passi sul bordo del torrente Gesso. Sicuramente lo sapete, che Cuneo si chiama così perché si trova su un altopiano incuneato tra Gesso e Stura. Se non lo sapevate lo sapete adesso. Si può dire che Cuneo sia definita morfologicamente dal suo nome, e questo non si può dire di molte città.

Anche il torrente Gesso, ieri, si poteva dire che fosse perfettamente definito dal suo nome, visto che non c’era ombra di acqua.

Noi siamo andati lì, che volevam farci una passeggiata e fermarci un po’ a leggere, poi invece non ci siam fermati a leggere e abbiam solo fatto una passeggiata, anzi: pensavamo di aver fatto una passeggiata, e invece, quando siam tornati a casa, sul sito del parco fluviale di Cuneo, ho scoperto che non avevam fatto una passeggiata, ma avevam fatto feet-walking.

Certe volte uno pensa di fare delle cose e invece ne fa delle altre.

Feet-walking.

Bah.

Aggiornamento del 26 maggio 2007: noto per caso che sul sito citato, la locuzione feet-walking è stata corretta in fitwalking, che mi dicono significare qualcosa che ignoro. Pare che questo post sia servito a qualcosa.