Feet-walking bouillabaisse
lunedì 5 marzo 2007
(Sabato, invitati da Mitì, siamo andati a una conferenza dove tra i relatori c’era anche Marco Zatterin, e seduta vicino a noi c’era EstroVersa. Orpo. non c’eravam mai visti ma mi ha riconosciuto subito. Non faccio il resoconto della conferenza: l’ha già fatto lei. Purtroppo c’erano un po’ troppi relatori e si è potuto approfondire poco.)
Ieri siam andati a farci due passi sul bordo del torrente Gesso. Sicuramente lo sapete, che Cuneo si chiama così perché si trova su un altopiano incuneato tra Gesso e Stura. Se non lo sapevate lo sapete adesso. Si può dire che Cuneo sia definita morfologicamente dal suo nome, e questo non si può dire di molte città.
Anche il torrente Gesso, ieri, si poteva dire che fosse perfettamente definito dal suo nome, visto che non c’era ombra di acqua.
Noi siamo andati lì, che volevam farci una passeggiata e fermarci un po’ a leggere, poi invece non ci siam fermati a leggere e abbiam solo fatto una passeggiata, anzi: pensavamo di aver fatto una passeggiata, e invece, quando siam tornati a casa, sul sito del parco fluviale di Cuneo, ho scoperto che non avevam fatto una passeggiata, ma avevam fatto feet-walking.
Certe volte uno pensa di fare delle cose e invece ne fa delle altre.
Feet-walking.
Bah.
Aggiornamento del 26 maggio 2007: noto per caso che sul sito citato, la locuzione feet-walking è stata corretta in fitwalking, che mi dicono significare qualcosa che ignoro. Pare che questo post sia servito a qualcosa.



15 commenti
Come si dice in piemontese feet-walking?
E’ già, perchè dire “passeggiare” non è abbastanza trendy! Feet-walking (perchè si può camminare anche sulle mani, no? o rimbalzare sulla punta del naso, magari) fa più fitness, magari con ai piedi (ai piedi, eh) le sneakers con il contapassi/contacalorie integrato che dialoga con l’ipod, e poi fiondarsi in un centro wellness e concedersi un brunch a base di sushi e…
Bof, che maniera di complicarsi la vita!
si dice caminé. anduma a caminé a ges? Ma si, anduma va, ca jé l’sul e fa bel. a mi a’m piasa caminé al sul, e ti? a’t piasa? mej c’andé n’drinta na palestra a fé j esercisi (m’smia). no?
oh, marchino, questa è ancor peggio del nordic walking, questo feet-walking, infatti me lo son figurato anch’io quello che non camminava sui piedi ma su altre meno ortodosse parti del corpo.
io ieri mentre camminavo avevo con me un libro piccino che si chiama La marcia dei solitari (di Sergej Dovlatov) e il contapassi che dialoga con l’ipod mi ha fatto pensare che magari uno camminare nella sua marcia dei solitari con tutti questi apparecchi che dialogano, magari si sente meno solo.
poi io non ero mica da solo eh.
… quindi … quando si parla di cuneo fiscale … significa che… (!!!???)
Molto meglio la compagnia fisica (tipo quella che avevi tu) che la compagnia di oggetti che dialogano e poi magari a te ti snobbano ché non sei all’altezza e allora sei lì con tutti questi gingilli che chiaccherano tra loro e te sei ancora più solo oltre che escluso ed è tristissimo, nonostante il sole, il fiume (con acqua o senza), il verde che solleticato dal tepore quasi primaverile comincia a svelarsi…
Io, ieri, ho fatto trotto/corsa al seguito dei miei bambini con le biciclette (i più piccoli hanno ancora le bici con le rotelline), senza libri al seguito ché non c’è tempo per sedersi e leggere.
e io ieri ho fatto une promenade o une balade che invece fa tanto snob a Canneto Pavese, seguita da un pranzo di festeggiamento con cuisine du terroir, che fa tanto fine, anche se il pranzo era piuttosto sostanzioso e casereccio, incuneata tra otto uomini. Più che con il contapassi, avrei avuto bisogno di un contacalorie ma a volte è meglio evitare certi dialoghi :-)
io dopo questo post ho preso il contapassi e l’iPod e li ho messi vicini per vedere se dialogavano, poi li ho lasciati un po’ soli che magari li imbarazzava il fatto che stavo guardare. però, insomma, non mi pare che abbiam fatto amicizia…
io c’ho l’ipod che mi ha proibito tassativamente di comprare un contapassi (“o me o lui, uno dei due è di troppo in questa casa”, ha detto -testuali parole- come le migliori mogli).
dice che con certa gente non c’è dialogo.
feet-walking, feet-fucking… tutte cose fatte coi piedi, comunque
Ma magari chi l’ha pensata sta cosa del feet camminava sulle mani hai visto mai (sai che braccia)?
Sulle rive di Gesso… mmm… secondo me, il cuneese tipico predilige fare “feet-walking” sotto ai portici, il sabato pomeriggio!!! :-p
Quando ho suggerito al mio ragazzo di praticare del feet-walking lui mi ha proposto che nelle pause potremmo fare un po’ di book-reading.
Sono un po’ scettica verso queste novità, ma potrebbe essere divertente.
Eio!
Lavoravi in banca: chi meglio di te (e di me, che in banca ancora ci lavoro) conosce il dilagare dell’uso degli anglicismi?!
Il peggio che ho sentito, al momento:
- “de-briefing” (che in italiano si dice “pausa caffè e sigaretta”)
- “basis points” (la “esse” finale si deve sentire)
- “M.B.O.” (pronuncia “em-bi-ou” – che in italiano sarebbe D.p.O. – Direzione per obiettivi)…
Vabbè… (anzi… well), adesso vado a cook un fish al microwave… che non sarà un granché, ma meglio di “four jumps in the padel”!
L’ultima frontiera invece è il mouth-walking: Viene eseguito su una sedia o sul divano menrte si raccontano le passeggiate/feetwalks realizzate.
però a pensarci sarebbe di una finezza sconfinata se in un luogo affollato, al posto delle solite trivialità, si sentisse dire “scusate, qualcuno di voi si è per caso dato al butt-farting?”