Cari amici,

è un po’ che volevo scrivervi questa lettera, ma tutte le volte che ci pensavo, se scriverla o no, poi pensavo, gliela scrivo o non gliela scrivo? Poi mi dicevo, massì, gliela scrivo, e mi sedevo al computer, aprivo il programma di scrittura e mi chiedevo gliela scrivo o non gliela scrivo. Allora giravo un po’ per la stanza pensando se questa lettera dovevo scriverla oppure no e poi mi passava di mente, di scrivere questa lettera e allora poi non la scrivevo. Poi dopo mi tornava in mente che volevo scrivervi una lettera però magari ero in macchina o in ufficio e non potevo scriverla e allora mi dicevo, quando arrivo a casa gliela scrivo. Arrivato a casa, tutto deciso a scrivervi questa lettera, pensavo, e se gliela scrivo e poi non la leggono? Così pensavo, e questo mi portava a ponderare ancora un po’ se fosse stato meglio scrivere una lettera con la possibilità che nessuno la avrebbe letta oppure non scriverla affatto, ma poi pensavo, meglio scriverla, e mi dicevo, domani gliela scrivo. Poi l’indomani ci avevo delle cose da fare, delle cose a cui pensare, finiva che la lettera non la scrivevo mai.

Allora stamattina mi son detto, quasi quasi stamattina mi prendo dieci minuti e gli scrivo quella lettera che dovevo scrivere, che ormai diventa una questione che se non la scrivo è un po’ come perdere una battaglia contro se stessi e allora mi son detto, la devo vincere questa battaglia contro me stesso: la lettera, gliela devo scrivere.

Allora qualche minuto fa mi son messo lì, a scriver la lettera, e mi son messo a pensare che cosa scrivervi, in questa lettera, che l’argomento non l’avevo ancora deciso.

Comunque, state bene.

Alessandro