L’otto marzo (poesia)
giovedì 8 marzo 2007
L’otto
marzoL’ottoenquarto
faccio colazione
(sì, c’è un po’ una citazione di un grande poeta italiano contemporaneo. già.)
Aggiornamento: il grande poeta è argomento di questo post della Fran. Niente male, come svelamento, no? (e qua ci starebbe una di quelle faccine sorridenti…)
Riaggiornamento: fortunatamente, miic e corpodibacco, nei commenti, mi fanno notare che questa battuta ha un padre un po’ più nobile.



35 commenti
L’otto e venti
sparati sui denti
=)
otto e ventuno
non sparare a nessuno
otto e ventidue
acchiappa il bue
(fa rima e c’è!) (cit.)
otto e ventitrè non piangere per me
Che attinenza c’è tra i commenti e la tua “poesia?”. Grazie per non aver fatto gli auguri.
beh allora..
otto e ventiquattro.. ma con che cavolo fa rima otto e ventiquattro???
oggi per me è un triste giorno. piangerò molto. sono allergica alla mimosa.
Auguri Eio…
otto e ventiquattro se mi regali una mimosa dò di matto
Lotto Marzo,
Aprile GONG, fine primo round
ottoeventicinque,
senza auguri si delinque.
(uff, questa era difficile!)
Lotto Marzo per me è una commemorazione, non una festa, quindi non voglio le mimose.
bella ma non bellissima…
lotto, marzo
spero di vincere degli euro
Vabbè alla faccia di Dolce e pure di Gabbana io gli auguri li faccio alle fanciulle di tutte le età. Tiè. Anche se in verità non c’è molto da festeggiare…
Auguri ai maschietti che oggi devono svenarsi a comprare fiori e cioccolatini… io che sono una donna emancipata ho esonerato i miei uomini… che scema! :(
…donne…
guardate che se non le volete le mimose
non siete obbligate ad accettarle…(le donne…accipicchiolina…le donne…se la complicano sempre…)
e se poi lo dite prima…
magari nessuno ci resta male quando dopo avervele porte
resta con un moncherino sbranato dalle feroci fauci
di femminee fiere, molto fiere.
Ecco
io penso che
c’è tanto altro su cui impuntarsi…
Io son felice SEMPRE di ricevere auguri e fiori…
tutti i giorni
non vedo perchè non l’8 marzo.
E poi se qualcuno ruba un fiore per te…
sotto sotto
QUEL CHE C’ERA SI SA
io direi che mi resta L’IMPULSO
di sorriderci su
e baci e abbracci.
s c a r a v e n t o
chi ruba un fiore per te …
è un ladro!
La mimosa secondo me, più che un fiore, è un’imitazione di un fiore da regalare all’imitazione di una morosa.
quindi io imito una che è pienamente d’accordo con giancarlo tramutoli ;-)
allora lo rubo…dalle mani del ladro
che lo aveva rubato…
e per la proprietà transitiva
finiamo insieme
in gattabuia.
S C A R A V E N T O
E il 9 che fai? ;-*
Bellissimo blog. ogni tanto passo ma fin’ora non ho lasciato commenti….credo. Ti trovo geniale, ti metterò fra i miei preferiti. Ciao, a presto, Stella
Io ho fatto colazione esattamente un’ora più tardi.
Son soddisfazioni! :D
a me sembra alberto sordi il poeta contemporaneo però non ricordo il film. ce lo siamo meritati eìo, l’abbiamo voluto e ce lo teniamo, eìo. già.
Un polacco fugge, inseguito da un nazista. Ma, quando il nazi lo afferra, si ode la voce di Dio: “Fermo! Non lo uccidere! Quel polacco sarà Papa. E tu dopo di lui”.
Pagheremo lo sc otto marzo. Parola di Ratzinger. ;-)
(In effetti, in Cermania, lo spaghetto si fa scotto. Anzi: scotto e un quarto). :-D
io DI.CO. sì!
Secondo me questa poesia è offensiva per le donne. Non voglio assolutamente essere critico sulla forma poetica ma sembra quasi che dica: me ne sbatto che è l’otto marzo e faccio colazione di mattina. Per carità è simpatica e anche ironica ma insisto che alle volte bisognerebbe rispettare una festa come questa che ha un chiaro significato per le donne. Detto da uomo, comunque.
G, è un giochetto di parole, neh. Superinterpretare può far male.
il grande poeta sarebbe Panariello? Io lo stesso gioco di parole lo ricordavo in una strip di Pazienza (un po’ più poeta, a mio modesto avviso)…
miic, c’era dell’ironia, eh.
(oh dov’era quella di pazienza, mica me la ricordo)
G. io comunque l’otto marzo mi son arzato alle sei son uscito e son tornato a casa dopo le 21. ho celebrato abbastanza.
Non pensavo di aver fatto ultimamente dei post degni di nota :P
confermo che l’otto m’arzo è una grande “storia di pennarelli sulle donne” di Andrea Pazienza, uscita a suo tempo su Tango (1987) e attualmente raccolta nel libro “Sturielett”, insieme ad altri capolavori quali “Estate”.
In tema, ricordo inoltre la vignetta di Paz con le due donne chine a lavare i pavimenti con una copia di tango aperta sulla schiena e il titolo: “Il numero di Tago sulle donne.”
Se questo Panariella ha rubato la battuta a Paz sappia di essere un “stronzo poveraccio” come appunto Paz lo direbbe.
(Paz era un genio e forse rubare ai geni va bene, ma a patto di farci altre cose geniali. E’ la common license.)
mitico. devo averlo da qualche parte. saran dieci anni che non leggo pazienza.
(oh. io questa cazzata l’avevo pensata autonomamente, e poi m’han detto che ci aveva avuto la stessa idea Panariello. ci son rimasto, come si dice, di sasso. il fatto che questa battuta abbia un progenitore più nobile mi riempie di gioia. whew! grazie)
io ribadisco o sordi o laganà l’han rubata prima di panariella cmque che sia di paz mi fa piacere, essicapisce.
mah…non so l’8 marzo mi sembra inutile cm festa…mai approvata..
L’8 MARZO DEL 2601
Quel colore di cecità,
eri tu.
Quell’emozione a pelle,
eri tu.
Lo schianto dell’assenza,
eri tu.
Il perdurare della notte,
eri tu.
Quella canzone a cascata,
eri tu.
Il bacio a ciliegia,
eri tu.
Quel fiore sull’acqua,
eri tu.
Quell’arco di mare,
eri tu.
Quell’insieme unico,
eri tu.
Quell l’estate di sassi e spine,
eri tu.
Quei binari di nessuna partenza,
eri tu.
Scogli di rosario il tuo sorriso.
Eri tu.
Stringemi, dicesti.
Eri tu.
Guarnigione dei miei occhi,
il palleggio del cuore scarnato.
Eri tu.